cimitero militare tedesco
Fritz nel 1956

Il Comando Britannico di Riccione ne aveva autorizzato la costruzione con una comunicazione telefonica all’inizio dell’Agosto del 1945 bocciando la proposta tedesca di realizzarlo nell’area boscosa di “Welluzia”, località mai identificata. Il cimitero venne edificato nella macchia di pineta vicino allo Stork a Lido di Savio, che un tempo era proprietà terriera delle famiglie Travaglini-Diotallevi e dei Pergami-Belluzzi. Un luogo che ben si prestava per la sensazione di pace che trasmetteva. I lavori iniziarono in Agosto e vennero conclusi alla fine di Settembre del 1945. Il 4 Ottobre venne inaugurato e in tutto vi erano sepolte le salme di 450 caduti in guerra nelle zone di Cervia, Cesenatico e Rimini, compresi i prigionieri morti in cattività nell’Enklave Rimini. Già a partire da Dicembre il cimitero era stato ripetutamente ampliato, tanto che a fine Maggio del 1946 era stato inaugurato un nuovo settore e in Luglio le salme erano già salite a 3.800. La manutenzione del cimitero era stata affidata ad una specifica unità di lavoro, di conseguenza, dislocata in permanenza nel campo di Cervia. I successivi ampliamenti comportarono l’individuazione sistematica delle singole tombe sparse nei dintorni e l’incarico era stato affidato ad un gruppo di ufficiali. Ritrovare le tombe aveva creato non poche difficoltà, le stesse non erano più riconoscibili, anche perché i contadini, al termine delle ostilità, avevano ripreso a lavorare la terra. Grazie alla collaborazione delle autorità eclesiastiche e comunali si era proceduto alla perlustrazione dell’area compresa tra i comuni di Cervia, Borghi, Verucchio, Montescudo e la zona della Valconca fino a Cattolica. A Miramare dal 1° Maggio 1946 operava, trasferito da Merano, un gruppo per la registrazione dei caduti tedeschi che in Settembre verrà poi trasferito a Roma.

cimitero militare tedesco

Il cimitero in una foto aerea del volo IGMI GAI del 1954/55.

Nel Marzo del 1947, poco prima che l’enklave Rimini venisse definitivamente smantellata, a Cervia riposavano più di 6.000 caduti, oltre ai 208 deceduti in prigionia. Grazie al paziente lavoro del gruppo per le registrazioni si riuscì a indentificare gran parte delle salme. Nel 1959, malgrado l’opposizione manifestata dalle associazioni tedesche dei combattenti, dallo stesso ente per le onoranze funebri ai caduti germanici e l’interessamento del Ministero degli Esteri della Repubblica Federale, il Comune di Ravenna aveva deciso lo smantellamento del cimitero realizzato dai prigionieri tedeschi. In realtà la definizione “Cimitero di Cervia” era impropria, perché ubicato a Lido di Savio. La motivazione dello smantellamento veniva dal fatto che da parte italiana era stata concessa un’autorizzazione per una struttura provvisoria, mentre il Comune di Ravenna evidenziava che quella zona era di grande interesse turistico e rappresentava la naturale area di espansione delle località di Milano Marittima e Lido di Savio, in grande crescita in quel periodo. Così l’ente per le onoranze ai caduti germanici acconsentì allo smantellamento e al trasferimento delle salme nella nuova struttura che verrà realizzata nel Passo della Futa. Per ricordare la provenienza del cimitero di Cervia le salme traslate alla Futa sono state collocate in una cripta dove si possono ancora vedere le lapidi commemorative originali.

Immagini tratte dal video d’epoca del “Das Bundesarchiv”

I prigionieri di guerra hanno creato questo luogo di riposo per i loro compagni caduti

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Il cimitero era custodito da Fritz (alcuni hanno nominato anche un certo Naci), uomo pieno di anelli con carattere bonario che amava collezionare cimeli di guerra. Testimoni dell’epoca riportano che parecchio materiale bellico racimolato dallo smantellamento fu temporaneamente raccolto presso l’Hotel Majorca prima di essere liquidato.

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Vi furono seppelliti anche 6 italiani: Bonelli Albino, Calori Francesco, Campoli Italo, Paoletti Amerigo, Milanesi Carlo e Cebeni Umberto.

Informazioni e materiale fotografico proprietà di Walter Cortesi

Cimitero militare tedesco

3 pensieri su “Cimitero militare tedesco

  • agosto 1, 2016 alle 7:19 pm
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    Il custode del Cimitero, alla fine degli anni 60, era in effetti un signore di Savio, soprannominato Naci, abitava in una casetta all’inizio di Savio di Cervia, aveva una discreta collezione di cimeli vari : croci di ferro, distintivi, buffetteria, elmetti . Girava con un cinturone tedesco in cuoio decorato con diverse croci di ferro recuperate nel cimitero. Ricordo che ad un certo punto collocò nel giardino della sua casa una fila di elmetti tedeschi, suscitando le proteste dei residenti, che poi rimosse.

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  • novembre 1, 2017 alle 8:28 pm
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    ho appena letto “RIMINI ENKLAVE” mi farebbe piacere sapere se sono ancora riconoscibili e localizzabili le aree dove erano i campi prigionia lungo la riviera.
    se eventualmente sono disponibili mappe come per l’aeroporto di Milano Marittima e gli altri nella riviera Romagnola
    eventualmente esistono libri e/o mappe
    sono interessato ad ogni informazione riguardante il periodo ww2 e immediatamente successivo in Romagna.

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    • novembre 1, 2017 alle 9:48 pm
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      Purtroppo le informazioni sui campi POW sono molto scarse e tutto quello che sappiamo è scritto nell’articolo che hai letto. Sappiamo senza nasconderlo, visto che sono stati recuperati numerosi reperti, della locazione del campo di Cesenatico che però ci riserviamo di tenere anonima per evitare una sorta di “corsa all’oro”. Saluti

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