Nel Novembre del 1944 il comando inglese deforestò gran parte della pineta di Milano Marittima dalla Settima Traversa fino al Viale Nullo Baldini per costruirci l’aeroporto militare degli Alleati che fece da base per 6 squadriglie di cacciabombardieri formate per la maggior parte da aerei North American Mustang come quello nella foto qui sotto.

North American Mustang Mark III, del 260° Squadron RAF, decolla dall’aeroporto, armato con otto missili da 3 pollici posti sotto ogni ala. L’ombra dell’aeromobile rispetto al sole è un chiaro segno che il decollo era in direzione Lido di Savio.
North American Mustang Mark III, del 260° Squadron RAF, decolla dall’aeroporto, armato con otto missili da 3 pollici posti sotto ogni ala. L’ombra dell’aeromobile rispetto al sole è un chiaro segno che il decollo era in direzione Lido di Savio.

A guerra finita gli Alleati abbandonarono l’aeroporto di Milano Marittima curandosi ben poco di smantellarlo e trasportare con loro ciò che avevano portato. Lasciarono gran parte di questo lavoro alla Forestale che bonificò l’intera zona e l’area della pista venne addirittura recintata fino al 1987, anno in cui riaprì al pubblico completamente ripiantata. In realtà la Forestale non fece un lavoro di bonifica approfondito e ai giorni nostri, a distanza di 70 anni, sono stati ritrovati reperti di vario genere.

aereo ritrovato
I rottami del North American Mustang

Durante una ricerca del 2005, il nostro collaboratore Walter Cortesi e il suo team fecero una scoperta sensazionale. Questa volta non si trattava di grelle o effetti personali dei militari, dalla terra vennero fuori grossi pezzi di lamiera color argento. Quel giorno, a Milano Marittima vennero portati alla luce i resti di un North American Mustang degli Alleati. L’aereo era quasi completo, mancavano solo le ali che però non sono mai state trovate. Sulla fiancata erano ancora presenti i segni dei proiettili di contraerea che l’hanno abbattuto seguiti da estese bruciature, segno che l’aereo prese fuoco dopo essere stato colpito. Pensiamo che l’aereo fosse comunque riuscito ad atterrare perché il carrello d’atterraggio era ancora integro, inoltre, uno dei frammenti ritrovati riporta una grande P che sembra essere compatibile con la livrea del 3° Squadron RAAF.

Questo frammento ritrovato è compatibile con la livrea del 3° Squadron RAAF

Oggi vorremmo essere qui a dirvi che questi rottami possiamo farveli vedere dal vivo e toccare con mano, ma purtroppo a quei tempi il Comune di Cervia non diede peso alla scoperta e il team di Walter Cortesi si vide costretto a cedere l’aereo ad un museo in Germania. Negli ultimi anni abbiamo unito le nostre ricerche a quelle del team di Cortesi con il quale è nata una solida collaborazione e vi possiamo garantire che se venisse scoperto un altro aereo ci impegneremo al massimo per farlo rimanere a Cervia, perché questi reperti sono la storia della nostra città e non devono essere ceduti!

Ci raccomandiamo per la vostra incolumità affinché non vi inoltriate in pineta a fare scavi o frugare fra i rovi. Noi siamo appoggiati da Walter Cortesi che è il massimo esperto di archeologia militare della nostra zona e senza le dovute precauzioni la probabilità di ferirsi gravemente con ordigni e munizioni di contraerea è ESTREMAMENTE ALTA. Inoltre, se non si conoscono i punti esatti, la probabilità di trovare qualcosa sono pressoché nulle.

Ritrovato aereo della Seconda Guerra Mondiale a Milano Marittima

Un pensiero su “Ritrovato aereo della Seconda Guerra Mondiale a Milano Marittima

  • agosto 1, 2016 alle 4:08 pm
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    Peccato per le foto piccole, ma mi pare che i reperti appartengano ad aerei diversi

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