Alluvione del 6 Febbraio 2015
Una boa arrivata in Viale 2 Giugno

Innanzitutto mando un abbraccio solidale a tutti gli alluvionati, poi vorrei aggiungere che trovarmi il mare sotto casa non é stata un novità: in 41 anni ne ho visti molti di allagamenti a Milano Marittima, addirittura arrivati fin dentro la pineta! Il 6 Febbraio, durante l’alluvione, c’è stato chi si è rimboccato le maniche “alla romagnola”, senza aspettare nessuno e senza perdersi in recriminazioni, pulendo il suo e anche quello dei vicini. Questi siamo “noi”, che abbiamo Milano Marittima nel cuore. Dall’altra parte c’è stato chi non ha mosso un dito, ovvero chi Milano Marittima ce l’ha sempre e solo sulle t-shirt, e ha pensato purtroppo di muovere il suo suv andando in giro a godersi lo spettacolo, facendo foto, sfrecciando per i viali creando altissimi spruzzi con effetto doccia su chi era in strada con già abbastanza casini. Loro, i vip di Mi.Ma. che anche Domenica 8 mentre operatori e residenti storici erano impegnatissimi con vanghe e stivali (compreso il sindaco al quale vanno i complimenti per come ha gestito la situazione) andavano nei Bar come se niente fosse. Questi, gli pseudofighetti cafonal tipici del weekend in perfetto dress code per zone alluvionate: lunghe pellicce e cappotti cammello, jeans bianchi assortiti da mocassini scamosciati. Non sono poi mancati come al solito i commenti fuori luogo come il loro look, offendendo le orecchie di chi cercava di godersi una pausa caffè come una mia amica marchesa sfollata col canotto la sera prima. Erano fuori luogo come certi resoconti che chi abita a Milano Marittima non può certo accettare. Ad esempio, non è stata la tempesta che da sola “ha creato vuoti incolmabili in varie rotonde e all’Anello del Pino dove prima facevano bella mostra gli ombrelli verdi” (Corriere 12.02.2015) o che ha “distrutto” Parco Treffz (Carlino 12.02.2015). Gia da anni il Parco Treffz è stato molto ridimensionato con gli alberi, specie quando attorno hanno messo le strisce blu poi magicamente diventate bianche. In Piazzale Torino era già stata tolta la fontana centrale. Già nei giorni 26/29 Gennaio, mezzo Anello del Pino era stato deforestato e reso irriconoscibile dalle motoseghe, attive anche in altri punti limitrofi. Il Tg Rai di Domenica 8 mostrava la settima ed ottava traversa fra le più colpite, eppure li già da anni moltissimi pini erano stati eliminati causa cementificazione. Mentre in Piazzale Genova motoseghe pubbliche e private avevano operato ampiamente nei giorni 14, 15, 16, 28 e 29 Gennaio, tagliando moltissimi rami e 4 pini grossi e dritti: altri 2 sono prossimi all’abbattimento. La burrasca del Febbraio 2013 abbatté 200 pini, quella del Novembre 2013 altri 100, questa volta pare siano circa mille. Si vuole sostituirli con palme ecc. Ma una Milano Marittima senza pini sarebbe come il Paradiso senza angeli.

Il Conte che non conta

Alluvione del 6 Febbraio 2015

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