La legione straniera
La chiesa Stella Maris

L’hotel Viola di Pippo Neri, alla Sesta Traversa pineta, negli anni ’50 fu anche luogo di cultura come il Vela e l’Internazionale (attuale Palace). Già nel 1952 Werther Morigi vi fece la prima mostra personale commentata da Max David e dal conte Giovanni Manzoni, che per oltre 30 anni animò la vita culturale di Milano Marittima con Neddo e Onestini. Nel 1977 con Tonino Guerra partecipò alla fiction sul Passatore, girata anche alla Casa delle Aie. Fra gli attori, Edwige Fenech ed il mio amico Aurelio Angelucci (Tugnàz) oggi Presidente Nazionale Onorario FITA (compagnie di teatro amatoriale). Della stessa famiglia c’erano Gianruggero Manzoni e Piero Manzoni, il più eccentrico protagonista dell’arte italiana del secolo 900, l’erede di Duchamp e l’antenato di Cattelan che coi quadri sulla cementificazione della pineta ravennate ispirò “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni. Nel 1952 l’hotel Viola era ancora in costruzione, come gran parte di Milano Marittima, eppure si pensava alla cultura. Oggi appena metti fuori due sculture per Natale, subito te le vandalizzano. L’hotel aveva anche la tv, cosa rara a quei tempi, catalizzando i residenti invernali della zona. L’hotel Viola non c’è più, al suo posto hanno costruito appartamenti, uno dei quali è in vendita a 1 MILIONE di euro! Cifra enorme, riflesso di un andazzo, di una visione di Milano Marittima ormai diffusa. Ci dicono spesso che l’immagine della nostra città è data dalle “tre P” cioè Pineta, Pacifico, Papeete (Voce 2.6.11). Se ne è aggiunta una quarta: la Parrocchia, coi nuovi frati installatisi alla Stella Maris dal 2009. Tra le tante novità positive c’è quella di una più ricca offerta di opuscoli, libri e riviste. Uno di questi s’intitola “Di che parrocchia sei?” e a pag.15 cita Giovanni Paolo II “Nella Parrocchia la Chiesa mostra veramente la maternità SENZA CRITERI ESCLUSIVI DI ELITARIETA’”. A pag.4 leggiamo “La parrocchia è IL NOSTRO PAESE, UN QUARTIERE, una porzione DELIMITATA di territorio che fa capo ad una chiesa. Sono le persone che VIVONO IN UNA ZONA” (…) “Se le ami davvero NON CERCHI una chiesetta nel bosco per il battesimo di tuo figlio o una basilica d’arte per le belle foto del tuo matrimonio; cercherai la TUA chiesa, quella che è la TUA famiglia”. Evidentemente la Stella Maris è una chiesa che rispecchia la famiglia moderna, quella allargata dove ormai trovi tutti tranne i tuoi parenti veri. A pag.8 dice “Non tutte le Messe sono uguali, la Messa DEVE ESSERE quella della PROPRIA Parrocchia. Qualche volta si può fare eccezione. Se diviene regola è RINUNCIARE ad essere Chiesa cioè METTERSI FUORI dal progetto di Cristo”. Più chiari di così, ciascuno alla propria Parrocchia. Qui da noi l’eccezione è data dalla Messa di Natale di Mezzanotte, che ormai è come la prima della Scala, ma il resto dell’anno il culto dell’esteriorità dovrebbe star fuori dal luogo di culto del Signore. A Milano i principi Borromeo da sempre ricevono i sacramenti in Sant’Alessandro, quindi non vanno né in Duomo né nell’altrettanto centralissima chiesa che ha il nome del santo di famiglia San Carlo. L’8 Dicembre mentre a Roma il Papa diceva di guardare alla Madonna come ad una ragazza di periferia (parole sue) per insistere sul tema dell’umiltà, alla nostra Stella Maris convenivano famiglie da tante zone periferiche essendo in programma 45 Prime Comunioni e 16 Cresime. Di 168 iscritti al Catechismo, solo 48 sarebbero effettivamente della Parrocchia di Milano Marittima, cioè 120 bimbi e quindi 120 famiglie di fuori. Perché vengono qui? A Milano Marittima la parola del Signore è diversa? Castiglione, Savio, Pisignano non hanno catechisti, chiese e parrocchie Quest’anno c’è stata la prima consegna del sale al nuovo Papa, e sappiamo come tutti gli anni ,dal 2003, ci ripetano ossessivamente quanto bello, importante e sentito sia quest’evento. Ebbene nel numero di Dicembre di “Riviera di Cervia” quest’evento così sentito ed importante è relegato in ultima pagina e non la occupa neanche tutta dato che metà della pagina è pubblicità. Papa Francesco che negli stessi giorni era in copertina su LIFE come uomo dell’anno 2013, da noi nonostante tante chiacchiere se ne stava in ultima mezza pagina. Questa è la verità, poi raccontatevela voialtri…

Il Conte che non conta

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