Nel mio “Vestivamo alla Marinara anche a Milano Marittima” ho raccontato come Milano Marittima sia stata a più riprese meta di molti membri della famiglia Agnelli. Nel 1955 la principessa Ira Furstenberg, figlia di Clara Agnelli, sposò il principe Alfonso Hohenlohe, dedicatosi all’hotellerie di lusso a Marbella l’anno prima. Tutto era iniziato nel 1946 quando Max Hohenlohe (padre di Alfonso) s’era innamorato d’una pineta sul mare proprio com’era avvenuto a Palanti. Vi fece erigere subito un villino convincendo amici altolocati (Rothschild, Bismarck e Thyssen) a fare lo stesso. Anche qui, come Palanti, che convinse alcuni milanesi a fondare i villini della “Milano al mare”. Fu però tempo dopo che Alfonso aprì un piccolo motel (copiato da quelli degli Usa) che negli anni fece storia! Una ventina di camere, semplici e servite da domestici del principe. A dirigere fu chiamato il cugino, il conte “Rudy” von Schonburg-Glauchau appena uscito dalla scuola alberghiera di Losanna (e che dal 1971 si affiancherà la moglie Luisa, nipote di Kaiser). Tuttora “Rudy” ricorda come nei paraggi non vi fosse granché. Era praticamente un grande giardino sul mare: come non vedere anche qui la vecchia Milano Marittima? Il Sig. De Maria, patron del famoso Woodpecker, ricorda come Milano Marittima fosse scelta dalla élite non certo per mettersi in mostra, anzi; ed allo stesso modo il conte Rudy ricorda come anche al Marbella Club l’élite internazionale vivesse volutamente lontano da fatti anche di risonanza mondiale come la crisi della Baia dei Porci del 1961. Nel 1980 per problemi finanziari Hohenlohe vendette: era il periodo in cui tra l’altro morì una sua grande amica di famiglia, una signora di Milano Marittima (ero bambino me lo ricordo bene essendo la signora nella rete d’amicizie strette anche con la mia famiglia). Ed un affarista cominciò a trasformare tutto, portando gente ed abitudini diverse iniziando anche una pesantissima speculazione edilizia a suon di villini com’é accaduto per Milano Marittima. Un protagonista della “dolce vita” romagnola, ricordando quegli anni ha detto ad un giornalista “Era tutto naturale, familiare, ed elegante allo stesso tempo” (cfr. Carlino del 15.08.2014). Forse perché al Marbella Club, come a Milano Marittima, a Rimini o Riccione, elegante e familiare era il tipo di gente protagonista della vita turistica.

Il Conte che non conta

Milano Marittima e Marbella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *