rotonda primo maggio milano marittima
1956,i negozi in Rotonda Primo Maggio

Tutti noi vecchi e VERI residenti (dai registri parrocchiali eravamo sui duemila) conosciamo il buon Attilio Bertasi classe 1941 di origine ferrarese. Per decenni ha gestito market fornitissimi, prima sul Matteotti a due passi dalla Rotonda Primo Maggio, poi a inizio anni ’80 in viale Bologna. I suoi cognati Bazzocchi invece aprirono alla Quarta Traversa il noto bar Tre Gazelle davanti al quale partiva il circuito motociclistico. Un giorno Attilio mi raccontò che una vicina di negozio, originaria di Torre del Greco, gli aveva consigliato di vendere l’ottima pasta di Torre Annunziata e mi fece il nome del Pastificio Filippone. Mi misi a ridere perché non solo la tradizionale pasta di Torre è più antica di quella di Gragnano oggi di moda, ma perché in quel pastificio era stato dirigente e amico di infanzia del padrone proprio mio nonno! Questo aneddoto vuol testimoniare come già tanti anni fa a Milano Marittima avessimo non solo tanti negozi di prima necessità aperti in inverno ma addirittura ben forniti con prodotti di alta gamma, o di nicchia come usa dire oggi! Il Pastificio Filippone nato nel 1884 chiuse nel 1971, quindi si fa presto a risalire a che anni mi riferisco. Oggi, a quei cretini che sento continuamente ripetere ossessivamente che Milano Marittima prima delle recenti manifestazioni natalizie fosse un mortorio senza residenti e negozi aperti nei mesi Ottobre-Giugno, dico che è molto più morta adesso! Forse era “morta” la domenica quando non era permessa l’apertura, che mia madre chiese invece nel 1978 ma non ottenne sentendosi rispondere “Ma chi deve venire la Domenica a vedere i negozi di Milano Marittima?”. Anni dopo una coraggiosa pioniera fu la nostra amica Rossana della boutique omonima, che preferiva pagare le multe perché stando aperta incassava bene. Solo di bar fra casa mia e la Rotonda Primo Maggio ne avevamo sei aperti in inverno, Riviera, Barbanti, Gazelle, Centrale, Cristallino, Bracci, senza contare Verdi e Royal Palace in viale Forlì. Due macellai, Roli e Battistini, il lattaio Fabbri dove oggi c’è lo Zouk, i fornai Baldani e Barbetta davanti alla Alberghiera, addirittura la Coop della Alessandri dove oggi c’è il Cognac Bisquit. Dietro nella piazzetta c’è il verduraio Rubboli. Negozi di casalinghi come Tutto per la Casa dei Cereda, Rasini in Rotonda, Castorri in viale Ravenna o Cavallucci che aveva anche le bombole del gas alla Sesta Traversa. Almeno tre tabaccai sul Matteotti, Sedioli alla Ottava Traversa, Barbanti e Falaschi, due fotografi cioè Apperti Weber e Galli in viale Romagna. Le edicole del Canalino e di Neddo, la firmatissima profumeria Dradi difronte all’Hotel Suisse. Poi la Todoli coi fiori, la farmacia di Morgagni, le Orsoline con l’asilo, le scuole Mazzini, l’Alberghiera, la nostra Chiesa Stella Maris, le nostre poste, i nostri Carabinieri in viale Dante, i nostri vigili in via Verdi dove sono nato. Insomma dov’era questo mortorio a Milano Marittima? Chi ha iniziato a propagare questo mantra? Questa emerita stronzata?

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Milano Marittima era più viva una volta

Un pensiero su “Milano Marittima era più viva una volta

  • gennaio 31, 2017 alle 9:30 pm
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    Nella piazzetta della rotonda primo maggio c’era anche la macelleria Oliviero se ben ricordo! Poi il lattaio a fianco del bar Giglio in viale Dante,che forse era solo stagionale..

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