Il treno delle 8.35 da Pesaro a Cervia era bello e silenzioso. Si tratta di un treno costiero che si dirige verso Ravenna e che ha toccato molte città conosciute dalle mie guerre: Cattolica, Rimini e Cesenatico. La stazione di Cervia era abbastanza piccola e solo un’altra persona è uscita dal treno con me. Quel giorno c’erano 14 gradi ed era nuvoloso con un po’ di nebbia verso il mare. Cervia ha una grande spiaggia larga e molti alberghi sono stati chiusi dopo la stagione estiva. I marciapiedi erano coperti di foglie d’acero, come Vienna e Pesaro, cosa che mi colpisce perché noi canadesi mettiamo  quella foglia nella nostra bandiera. Era un grande giorno per me perché avrei potuto tirar fuori la copia stampata della foto di mio nonno da mostrare alla gente del posto. Sono andato subito all’ufficio turistico dove dovevo incontrare Dolores, la mia corrispondente e-mail che però tardava ad arrivare e così nel frattempo sono andato in un bar. Il proprietario, che sembrava più vecchio dei suoi 56 anni, parlava inglese in modo corretto e mi raccontò una storia che aveva sentito, ovvero che un soldato canadese fu ucciso in quel angolo di strada dai tedeschi che venivano da Milano Marittima. Mi ha preso la foto per farla vedere ad un anziano cieco dai modi gentili, descrivendo le foto e traducendo una breve conversazione. Il signore ha chiesto la mia età, mi ha stretto la mano e l’ha baciata ringraziandomi e dicendo che i soldati canadesi si erano fatti notare per la loro generosità. Il negoziante raccontò un’altra storia su come uno dei suoi parenti avesse ospitato un soldato canadese in una città più a sud, mentre un altro membro della sua famiglia a Cervia aveva ospitato un soldato tedesco. Il caffè in sé era piuttosto carino, aveva decorazioni natalizie e per la maggior parte del tempo che ho passato lì ascoltavano musica dei vecchi anni ’50 che pensavo abbastanza vicina a quella degli anni ’40 con cui stavo percorrendo questo viaggio. Daniel un ragazzo albanese-italiano, mi ha accompagnato da Dolores all’ufficio turistico e poi mi ha fatto strada verso il mio hotel. Ha anche detto che ha una fidanzata che vive sull’isola di Vancouver la quale gli ha detto che hanno appena avuto una grande nevicata! Non ho mai sentito un rapporto meteo del Canada da qualcuno di Cervia! Dolores e io ci scambiammo grandi sorrisi mentre la ringraziavo per il suo aiuto nell’identificare la foto di mio nonno e descrivere Cervia. Si è scusata del non poter dedicare più tempo a mostrarmi la città. Suo figlio Andrea mi ha portato in un ristorante tipico della zona nel quale ho mangiato pasta come primo, carne con verdure come secondo e bevuto mezzo litro di vino servito in piccoli bicchieri molto spessi.

Dal Canada sulle tracce del nonno
Militari della British Columbia Dragoons della 5° Divisione Corazzata Canadese davanti alla fontana del Grand Hotel Cervia. Il nonno T.W. “Bill” East è il secondo a partire da destra.

Il giorno dopo, con mia grande sorpresa (e di Dolores), trovammo il Grand Hotel chiuso. Questo è l’edificio dove si fece ritrarre! Ho scattato una foto di me in piedi davanti alla fontana nel punto esatto in cui la fece mio nonno 70 anni prima. Il mio povero fotografo era un vecchio signore che non parlava inglese, dapprima cercò di dirmi “no” indicando i suoi occhi e dicendo “diabetici”, ma poi si convinse e lo feci stare tra un cespuglio e una siepe per ottenere lo stesso angolo del 1944.

Dal Canada sulle tracce del nonno
Allan davanti alla fontana

Ringraziamo Dolores Ringressi per averci segnalato questa bellissima storia.

Dal Canada sulle tracce del nonno

3 pensieri su “Dal Canada sulle tracce del nonno

  • Maggio 30, 2017 alle 1:10 pm
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    Non saranno foglie di Platano, assomigliano alle foglie d’acero come forma, ma sono molto più grandi . Aceri a Cervia non ne ho mai visto.

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  • Maggio 30, 2017 alle 2:53 pm
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    Ho un gran bel ricordo dei canadesi che gestivano un ospedale militare a Milano Marittima nella colonia Pietro Roberti dei Padri Camilliani.
    A partire dal Gennaio 1945 (compivo in quel Gennaio 5 anni) un medico canadese mi medicò tutti i giorni, per mesi e mesi, le ustioni alle gambe che mi ero procurato al passaggio del fronte in quel di Cannuzzo. Allora esistevano solo i sulfamidici e la guarigione fu lenta lunghissima. Mi regalava sempre , a medicazione ultimata, qualche quadretto di cioccolata …. a quei tempi! e mi diceva “pravo pampino”.
    I cervesi che avevano mezzi si erano rifugiati presso parenti e conoscenti nella campagna oltre le saline. A Cervia, Milano Marittima, ma soprattutto nella zona a mare tra il canale Via Cupa e il Fiume Savio (poi diventata Lido del Savio) i tedeschi avevano costruito un imponente dispositivo a protezione del terminale della Linea Gotica e i Cervesi temevano di trovarsi in mezzo a grandi combattimenti che poi, a Cervia non ci furono; noi li trovammo a Cannuzzo….

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    • Maggio 30, 2017 alle 8:35 pm
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      Grazie per il commento Luigi, hai altri ricordi inerenti alla Seconda Guerra Mondiale tra Cervia e Milano Marittima?

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