Nel 2009 il ricercatore Renato Cortesi venne a conoscenza di alcuni disegni di soggetto militare dipinti direttamente sui muri di una vecchia abitazione rurale tra Pinarella e Tagliata e risalenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale. Esaminati i disegni è indubbia la qualità artistica sinonimo che erano stati fatti da una mano esperta. Cortesi eseguì una ricerca per identificarne l’autore contattando l’Imperial War Museum di Londra e, in particolare, il Dott. Mark Bryant, massimo esperto della vignettistica britannica a carattere militare. Risultò che l’autore era William John Philpin Jones, il quale durante la guerra prestava servizio nella VIII Armata Britannica (quella che passò nel nostro territorio) come disegnatore umoristico per giornali destinati alle truppe inglesi. Jones, già famoso durante il periodo bellico, lo divenne ancora di più nel periodo successivo quando collaborò con i maggiori quotidiani inglesi.

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I due soggetti nei dipinti erano conosciuti come i “Two Types”, baffuti ufficiali dell’Esercito Britannico che hanno rappresentato una immagine così consona all’ironia di questo popolo da diventare un prototipo per decine di imitatori, non solo nel campo vignettistico ma anche nel cinema, nei fumetti, nella televisione. Le vignette dei Two Types ebbero una grande diffusione in Gran Bretagna e non solo nell’ambito militare. Nel 1991 fu pubblicato un libro della Bellew Publishing Company Limited di Londa, curato dal Dott. Mark Bryant e con la prefazione di Hugh Cudlipp, intitolato “Jon’s complete Two Types” con le più importanti vignette realizzate da Jones e che avevano per protagonisti i due ufficiali.

La casa nella quale sono dipinti i disegni di questo grande artista dovrebbe essere abbattuta dal proprietario che però è tenuto in scacco dalle Belle Arti che ne hanno vietato l’abbattimento. Il braccio di ferro prosegue da alcuni anni e chissà come andrà a finire. Vi terremo aggiornati…

I dipinti di William John Philpin Jones

Un pensiero su “I dipinti di William John Philpin Jones

  • gennaio 28, 2018 alle 12:48 pm
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    rivolgersi al comune assessorato alla cultura? non costerà una fortuna… tentar non nuoce

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