“Ville di lusso occupate a sbafo, in totale dal 2013 senza interruzione sono tre le case di rango occupate nella località, tutte case di pregio di Milano Marittima” così il Carlino 8/6/2018 su una indagine curata dai nostri solerti Carabinieri.

I vippi a Milano Marittima
La villa firmata dal famoso designer e architetto Gio Ponti che si trovava in Viale Michelangelo fu abbattuta per costruirvi al suo posto alcuni moderni villini.

Che per locare si spacciassero per gente facoltosa, non deve stupire, ormai è prassi: da anni ormai basta venire a fare gli sburoni, e si viene accolti a braccia aperte, vuoi che si affittino case, vuoi che si affittino attività, ed anche queste sempre più spesso vengono abbandonate senza aver pagato pigione. È il conto, sempre più salato, che sta pagando una località che ha puntato sempre più sull’apparenza, e ha dimenticato la sostanza, a partire dalle famiglie che ne hanno fatto la fortuna, economica perché i soldini li avevano davvero; e la fortuna a livello di immagine, perché pur amando il low profile vantavano cognomi comunque di grande prestigio… Neanche riportando in auge i vecchi bunker potremmo, ormai, arrestare l’invasione di avventurieri e neocafoni destituiti da ogni senso di colpa, e che certa stampa incentiva anzi a trovare qui a Milano Marittima il palcoscenico ideale. A partire dai “VIPPI” che si risolvono il più delle volte in macchiette televisive o da giornalino della parrucchiera , quando fino agli anni Novanta avevamo liste da Almanacco di Gotha e da CDA di grandi industriali internazionali. Veramente in questi giorni mi stupisce di più scoprire che a Milano Marittima ci sono non pochi cuochi e camerieri (italiani e stranieri) che tutta estate abiteranno in altre ville di pregio delle Traverse, che magari sul mercato immobiliare sono arrivate a prezzi di milioni di euro! Usufruendo così anche di quei vasti giardini che, ormai, sono rimasti identitario appannaggio di queste case della nostra vecchia èlite, ed alla faccia dei fazzoletti verdi dei nuovi villini…. Una volta il personale alberghiero non godeva certo di simile trattamento, anzi! Ricordo racconti di vita, anche promiscua, sotto i tetti, bagno unico per tutti e via andare, prendere o lasciare, non proprio il massimo in una terra romagnola che si è sempre vantata delle sue lotte sociali e sindacali a favore delle classi lavoratrici… Giorni fa ho sentito un imprenditore arrivato qui da Bologna nel 2000 dire “Pensavo di ritrovare la Milano Marittima di sobria eleganza della mia infanzia, ed invece… sono rimasti pochi locali, e sono pure quelli sbagliati”… Del resto mentre scrivo guardo la piadineria-pub difronte e c’è un gruppo di addio al nubilato con la sposa che ha in testa una coroncina di piccoli cazzi (si avete letto bene) che viene ovviamente acclamata da un altro gruppo di sfigati, e tutti pronti a trasformare la notte nell’ennesimo casinificio. E siamo solo alle 13.25 di un venerdì piovoso e freddo. A Forte dei Marmi recentemente un gruppo di famiglie storiche ha vinto la battaglia contro le giostre che l’avrebbero deturpata, da noi invece il circo continua. Imprenditori seri,anche di nome consolidato, che alla fine si stancano e preferiscono dare forfait, a scapito di avventurieri accolti a braccia aperte come novelli Messia del turismo. Ville offerte sul mercato manco fossero Versailles e poi date al personale di servizio degli alberghi. Tante parolone sull’esclusività, fashion, glamour ecc per poi ridursi a fare cassa alla men peggio coi gruppi di anziani, addii a celibato e nubilato o famigliole dei parchi divertimento. La Milano Marittima dove la leggende metropolitana ripete che si paga anche l’aria che si respira ma dove di fatto anche questa estate 2018 ha visto il moltiplicarsi di posti dove si beve e si magna per una dozzina di euro, roba che non succedeva manco alla Festa dell’Unità a Montaletto. Si commissionano prestigiosi studi turistici alla Bocconi, poi all’atto pratico si spera sempre nel “ponte ” successivo, si spera nel caldo e nel sole, insomma si spera nella Madonna, il che non mi pare una pianificazione o una strategia commerciale degna di un paese che si vuole al top e modello rispetto altre realtà vacanziere. E lasciamo perdere quei pirla che insistono sulla favola che Milano Marittima deve tutto ai calciatori ecc. Io ne vedo uno tutta estate con addosso invariabilmente lo stesso pantaloncino da mare da quando ha preso casa qui, un pantaloncino talmente liso che al confronto la Santa Sindone sembra fatta ieri… E con questo ho detto tutto.

Il Conte che non conta

I vippi a Milano Marittima

Un pensiero su “I vippi a Milano Marittima

  • giugno 13, 2018 alle 11:28 am
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    Concordo pienamente. Ha solo tralasciato il crescente numero di prostitute e transessuali che vengono a MM, in trasferta da altre città e pubblicizzano senza veli i propri servizi su internet e quotidiani: un controllo in tali appartamenti da parte delle autorità come pure ai proprietari/agenzie che glieli affittano? Pugliese AS

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