Un calcio a Milano Marittima“Vuoi un autografo?”, ” No, voglio salutare mio zio”. Così un bel pò di anni fa mi chiese Alberto Tomba, e così risposi io , mentre ero fermo a guardare l’orgoglio dell’Arma mentre palleggiava sulla battigia del Mare Pineta assieme a mio zio, il Principe di San Giorgio. Che come tanti di noi non usa del titolo per quella modestia e discrezione che ci vengono inculcate come marchio di fabbrica fin dall’ infanzia. All’opposto a Milano Marittima ci sono alcune categorie che ostentano, il nome, la fama, i soldi, le donne. Sono quei famigerati calciatori ai quali, stando a certi stolti, Milano Marittima dovrebbe tutto o quasi della sua fama! E magari anche la fortuna economica! Domanda: che Guardiola e Sarri alcune sere fa abbiano cenato nell’hotel dell’amico e collega Arrigo Sacchi dietro casa mia, quale ricaduta economica ha avuto sul paese? Certa stampa assistita dal web continua col mantra di una “Milano Marittima paradiso dei bomber” oppure “Il paese dei balocchi dei bomber” nel quale si terrebbero fior di “tornei per VIP”. Francamente questo “paradiso estivo dei calciatori” (Dagospia.com E la chiamano Estate 15/6/2017) la vedono solo loro. Un noto imprenditore ammette che c’è “forse qualche calciatore in meno, ma noi resistiamo”. Ed invece ecco puntuale la Gazzetta dello Sport del 19/6/2018 che ci dice dove sono i grandi nomi del nostro calcio: Ibiza, Formentera, Maldive, Versilia… a Milano Marittima ci sono solo le solite chiacchiere… Anche i giornaletti della stampa gossip ci dicono che qui non vengono, sono sempre al mare altrove. Insomma diciamocelo, vengono solo quando ci sono eventi in cui sono ospiti. Quanto a quelli, pochini, che qui avrebbero messo radici, non brillano né per liberalità, né per simpatia, anzi, e tralasciamo il resto. Unica felice eccezione proprio Arrigo Sacchi, sempre gentile e disponibile con tutti ,anche per strada, l’unico che non se la tira e saluta anche chi non conosce secondo uno stile più nord europeo che nostrano. Ma del resto, lui davvero è uno dei nostri, uno di Milano Marittima, ben prima di avere l’hotel ed il villone sulla pineta (al centro anni fa di stupide polemiche) già proprietà di un nobile forlivese. I suoi genitori erano già a Milano Marittima tanto tempo fa in zona Anello del Pino, e non lontano da un modesto bagno dove iniziarono a venire proprio i primi calciatori di livello… Era l’epoca del mitico Conte Rognoni, falso Conte ma grande imprenditore sportivo, anche lui con villa nel Piccolo Parioli di Milano Marittima. Anche l’esperienza di “Campioni, il sogno” nonostante il battage mediatico, si risolse in un flop, una brutta copia in scala ridotta, dell’andazzo e delle arroganze dei colleghi più illustri, sempre chiusi nel gioco dei quattro cantoni a beneficio di alcuni locali del viale Gramsci, tolto il chiosco della piadina difronte, grazie ai gruppi di ragazzine che passavano il tempo ad imbrattare i muretti del Centro Climatico Marino in attesa di vedere questo o quello. Quello che ne è uscito meglio, Maradona Junior, il più gentile, il più modesto, benché figlio di tanto padre. La riprova che l’importante è essere non apparire, e Milano Marittima non fa VIP solo perché sei qui.

Il Conte che non conta

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