Settima Traversa Milano MarittimaÈ arrivato per il quarto anno Matteo Salvini. Un milanese in trasferta nella Milano del mare, che c’è di strano? Non è nella nostra storia? Persona gradita, anzi graditissimo visto lo smitragliamento di selfie ed una ressa paragonabile a quella, sere fa a Cervia per il sciur Moratti, al quale mia madre fra due ricordi di via San Pietro all’Orto ha anche prestato la penna per finire di autografare i libri! La “Stampa” del 29/7/2018 titolava “L’Estate dei sovranisti cancella Capalbio e Cortina, i nuovi potenti fra Milano Marittima e la Puglia, anche la bussola del potere si è spostata, l’Agosto del nuovo establishment ha coordinate inaspettate, ad esempio Milano Marittima”. Insomma vai dove ti porta il popolo, gazebo, piadina e salsiccia… Il Giornale di oggi, 31 Luglio, invece scrive di un Salvini a Milano Marittima uomo del popolo che frequenta a petto nudo il popolo nei lidi popolari, in barba al comunicato Ascom Federalberghi che lo stesso giorno su Carlino e Corriere invita il ministro a difendere Milano Marittima nota come la Monte Carlo italiana!

Settima Traversa Milano Marittima
Il recente selfie di Salvini a Milano Marittima

Se è vero che la Milano Marittima dell’ultimo Ventennio tende sempre più al nazionale popolare, non esageriamo, e soprattutto non confondiamo il passato, che tutto è stato tranne che prendi il kebab e vai. Sere fa guardando il cielo e pensando al motto di famiglia “Volavi usque ad sidera” mi dicevo che bene o male la mia traversa, la Settima, è sempre stata la più ed è tuttora la più stellata. Se aprite la guida degli hotel ordinati per categoria, noterete la più alta concentrazione di alberghi pluristellati, appunto, gli unici due 5 stelle più tre 4 stelle. Ma anche andando agli anni pregressi, Palme, Kent, Touring e Geranio Principe (già il nome tutto un programma) delle varie storiche famiglie Baldani, Amenduni, Venturi, Arfelli, Baracchini e Focaccia (ed i Benzi del Bagno Loretta pure lui) gareggiavano nell’ospitare clientela di alta gamma, esponenti cioè dell’aristocrazia del blasone, del denaro, dello sport, della cultura .Incrociavi artisti come Zauli e Biancini, sportivi come Alfieri Maserati e il Conte Castiglioni, gli eredi dei Modiano e dei Rolex o dei Ferruzzi, intellettuali come Goldoni ed il mitico Alteo Dolcini, imprenditori di livello mondiale come Montezemolo ed Amenduni… E dove lo mettiamo Giovannino, alias Giovanni Guareschi, del quale quest’estate ricordiamo la scomparsa proprio a Cervia dove aveva finito per comprare casa? Ogni giorno da Cervia biciclettava verso Milano Marittima, preghiera alla Stella Maris nuova di zecca, e puntatina al Bar Barbanti, sempre in terza Traversa, dove incontrando magari Salvini avrebbero avuto delle conversazioni davvero interessanti, visti i due tipi entrambi passionali padani e senza tanti peli sulla lingua (senza tante pugnette, diremmo noi romagnoli). Era la traversa costeggiata da roseti che portavano in spiaggia, l’unica ad essere servita da ben tre campi tennis (Palme ora piscina, Pansecchi ora parcheggio, Touring ora erbacce). Adesso i campi più vicini (!) sono al Circolo Tennis in via Gora…. Il “guru” della Milano Marittima calcereccia, il sempre gentile ed educatissimo Arrigo Sacchi, aveva casa alla Settima Traversa ben prima dell’albergo. E poi c’era il ristorante più “in” cioè “La Lanterna Da Beppe” (oggi Baya) detto il Toscano perché di Lucca .Domicilio di varie famiglie nobili (oggi siamo rimasti in due) in una Milano Marittima che vedeva almeno un blasonato in ogni Traversa! Addirittura era stata “scelta” ad inizio anni ’80 (forse non casualmente quelli “da bere”) come possibile location per la terza sorella della Ca’ de Ven dopo quelle di Ravenna e Bertinoro, naturalmente debita versione easy-chic. Non scordiamo che anche il blasonatissimo hotel “Mare Pineta” offriva in illo tempore il chiosco piadinesco, perché allora si puntava molto sull’etnico nostrano, non certo su kebabbate, brasilianate e prosciuttate torere… Insomma la Settima Traversa un enclave di sobria eleganza lontana da rombi di macchinoni smargiassi e lucine Las Vegas… La Milano Marittima del grande pugliese Nicola Amenduni che questo 2018 ha compiuto 100 anni ed al quale dedico queste povere righe di ricordi di un pezzo di strada fatto “insieme” mi si passi il gioco di parole…

Il Conte che non conta

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