Milano Marittima e il male d'inverno

Sono al bar Riviera, ascolto l’ennesima cretina planata qui col weekend e in estasi dice quanto le piacerebbe vivere a Milano Marittima anche d’inverno, e perfortuna qualcuno mi distrae domandandomi per la millesima volta se ho novità sullo Sporting… Lo Sporting! La prima cosa che vedevo uscendo sul balcone dell’ appartamento Stradaioli sopra l’attuale Cognac Bisquit, affittato tutta Estate dalle mie zie onorarie Malvina ed Annarosa Franchini di Forlì con la mitica nonna Nella Arfelli! Quante patate fritte quante polpette mi facevano, adesso Milano Marittima è tutta un cibo di strada ogni due metri! Lo Sporting che poi ho vissuto fra il 1978 e 1985 dappresso, e ho nelle narici ancora l’odore di quando facevano il gelato, e quando mi sedevo a metà pomeriggio assieme alla mitica Carmen Pantani che mi adorava… Lo Sporting, un buco nero nelle serate di Milano Marittima, una ferita alla sua storia, in una cittadina che alcuni con arrogante quanto ridicola fantasia chiamano ancora “la Montecarlo italiana” (Carlino e Corriere 31/7/2018) ma che è morta e buia come lo Sporting… per questo non capisco questa smania, questa moda, questo mantra del volersi trasferire qui per il cosiddetto Mare d’inverno!

Milano Marittima e il male d'inverno

Il mare, l’inverno, Milano Marittima, c’erano anche prima, o no? Dov’era questa gente? Oggi che non ha nulla da offrire, cosa ci vedete di così bello e seduttivo, di attrattivo, che io fatico a vederci? Vorrei capire. Vorrei una spiegazione. Una Milano Marittima talmente morta che non abbiamo neanche i “nostri” morti! Ormai nei cartelloni ci portano i manifesti anche dal Forese per non lasciare il vuoto. Un paese che fu disprezzato da subito, perché cittadina a sé, e tale è rimasta fino agli anni ’80. Chi dice il contrario mente spudoratamente. Perché fondata dagli “stranieri” milanesi, dei quali i Cervesi hanno sempre parlato male, e rivalutati oggi solo per marketing, e malvisti anche perché legatissimi al Fascismo (pensate a Redenti). Poi perché Milano Marittima era una enclave fra Cervia e Lido di Savio (posti popolari) di turismo d’élite, quello dei signori, dei Nobili, degli industriali, insomma dei “signori”, quelli delle ville inaccessibili, e quelli degli hotel che magari non erano stellatissimi ma mantenevano buona gamma, mentre oggi hanno 4 stelle e fanno 19 euro a capoccia con clientela conseguente… Milano Marittima, la cittadina cui Aldo Spallicci, con una idea infausta spalleggiata dai politici locali, voleva cancellare il nome, trasformarla in Romagna Marittima o Cervia Marittima, mentre oggi il nostro toponimo è ossessivamente istericamente ripetuto usato ed abusato in primis dagli stessi cervesi che lo hanno eretto a comune, da Cervia si è diventato Cervia-Milano Marittima quando non addirittura si trova Milano Marittima-Cervia! Una Milano Marittima dove sistematicamente hanno fatto fuori i fondatori milanesi (scappati via dopo manco una generazione), le loro ville Liberty, il turismo d’élite e quello teutonico (per 50 anni colonna portante della economia di Milano Marittima), tantissimo verde con mille pretesti, i locali più rappresentativi, i negozi di prossimità, i residenti annuali… insomma che cazzo venite a cercare adesso addirittura in inverno?

Milano Marittima e il male d'inverno

Addirittura tuttora sento molti cretini dire che d’inverno Milano Marittima era deserta e non ci abitava nessuno, con ciò togliendo alle famiglie come la mia una dignità una storia e forse qualche po’ di merito di aver contribuito alla vita del posto, il che sfiora l’offensivo. Una località che sempre più arranca anche in estate alla faccia dei trionfalismi sui giornali (un po’ come lo scrivente, che sulla carta ha un titolo nobiliare per ogni giorno del mese ma poi nessuna proprietà o rendita corrispondente ma solo pezze al culo, anche se pezze col blasone) e che quest’anno rischia non avere attrattive neanche per le feste natalizie 2018/19, vedi il disperato bando ci aiuti chiunque può (cfr. Carlino 18/8/2018)… Quando Milano Marittima era un posto normale, vivo, verdissimo, ben servito, addirittura con prezzi e costo della vita altrettanto normali, su tutto, dagli affitti al cibo ecc dove eravate? Non vi piaceva Milano Marittima d’inverno? No, magari avevate anche l’appartamento, ma la disprezzavate, ci prendevate in giro, dicevate che stavamo a marcire nelle nebbie, vivevamo “nel bosco” ecc.. Almeno allora gli appartamenti erano relativamente recenti, adesso sono datatissimi (per ammissione delle stesse agenzie che faticano a piazzarli) quanto ai nuovissimi, sono a prezzi proibitivi e sono quasi tutti dei loculi che certo non offrono agio per viverci 365 giorni all’anno con la famiglia. L’unica spiegazione è che volete venire qui perché avete ridotto uno schifo le vostre città e qui state meno peggio, il resto è fantasia, e andate a raccontarlo ad un altro non a me che sono qui a Milano Marittima tutto l’anno da ormai mezzo secolo burdel!

Il Conte che non conta

Milano Marittima e il male d’inverno

2 pensieri su “Milano Marittima e il male d’inverno

  • agosto 28, 2018 alle 12:28 pm
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    Sono d’accordo su tutta la linea .

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  • agosto 28, 2018 alle 4:06 pm
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    Ottimo pensiero! Corrispondente alla triste realtà!!!

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