Nella vita di ognuno di noi arriva prima o poi quel giorno dove ti trovi a frugare nella cantina o in soffitta tra i vecchi oggetti di famiglia coperti da anni di polvere. E’ stato così per me non molti anni fa, quando, nella casa a Cervia in previsione di un trasloco, mi sono ritrovato tra le mani un vecchio libro scritto a macchina. Non avevo la benché minima idea di cosa potesse essere, e così, tolta la polvere e voltata l’anonima copertina blu mi balzò agli occhi questo titolo “La vita di un’aquila stanca“; avevo tra le mani il libro di memorie di guerra di mio nonno.

La vita di un'aquila stanca

Leggerlo è stato emozionante perché mi ha permesso di conoscere un lato della sua vita, quello durante la carriera militare in Aeronautica nella Seconda Guerra Mondiale, da vero avventuriero e molto distante dal nonno tranquillo e casalingo che avevo imparato a conoscere. Mi è stato chiaro fin da subito che il suo desiderio era che il libro fosse letto da altre persone, una conferma l’ho avuta quando all’inizio del testo originale scrive “Per faticare meno a tenere il libro in mano, conviene levare i relativi fogli aprendo gli anelli”.

La vita di un'aquila stanca

Nel libro “La vita di un’aquila stanca”, Gualberto Benzi racconta la sua vita da quando era un vispo bambino che scorrazzava tra le Cervia e Milano Marittima dei primi anni ’20, a quando dovette scampare alla morte durante le battaglie in aereo e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, per finire con la rara malattia al cuore che colpì sua moglie Lucia.

La vita di un'aquila stanca

Mentre butto giù queste poche righe di presentazione, sto riscrivendo il libro al computer in previsione di pubblicarlo. Per il momento è tutto ma non mancherò nei prossimi giorni di tenervi aggiornati sugli sviluppi…

Thomas Venturi

La vita di un’aquila stanca
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