Milano Marittima polvere di stelle

Sul Corriere di oggi 24 Settembre 2018 leggevo l’ennesima intervista al titolare di una nota boutique risalente alla seconda metà degli anni ’80 che continuando a non capacitarsi, come tanti, che il problema di Milano Marittima non è congiunturale ma strutturale, propone “un festival della moda per rilanciare Milano Marittima”, inoltre tenere le auto fuori del (cosiddetto) centro, collaborare con Milano per il settore moda e “vedrei bene anche la presenza della Polizia a cavallo, gli operatori del verde sempre in divisa”. Questa intervista offre vari spunti di riflessione. Innanzitutto, vorrei ricordare che già ad inizi anni ’90 alla Rotonda Primo Maggio arrivava dalle Siepi e ivi stazionava la pattuglia a cavallo (due binomi) dei Carabinieri, retaggio di una presenza già attiva in ronde testimoniate dalle foto storiche di Crepaldi. Avevano base difianco all’attuale Pousada. Gli operatori del verde sempre in divisa (quale poi?) fa più giardino zoologico che città giardino. Quanto all festival della moda come veicolo del revival locale è storia vecchia, un altro disco rotto e senza senso. Già Michele De Pascale sulla Voce del 27/12/2012 proclamava “Milano Marittima la rilancio con la moda” ripreso recentemente dall’assessore regionale Corsini (cervese doc) che sul Corriere 9/9/2018 reclamava l’avvento dei soliti salvicici “grandi brand” per ridare a Milano Marittima il posto “che le spetta”… Non è personalizzando un viale o un suo tratto che, magicamente, accorre il turismo di alta gamma! Fede ne fanno da anni i viali Milano, Corsica e Romagna, dove certo non c’è stata la calata dei magnati, se non spesso dei magnaccia… Anni fa per viale Milano si attivò un gruppo di imprenditori commissionando un restilyng e donna Letizia trionfante scriveva sul Carlino 27/3/2013 “Viale Milano potrebbe avere un nuovo volto trendy” e anche qui lo si voleva pedonalizzato. Il progetto, neanche malaccio non ebbe seguito, la pedonalizzazione si, e vediamo oggi che bel risultato. La differenza la fanno gestioni ed attività, non la chiusura o meno al traffico. E poi basta con Milano Marittima mode e vetrine, e lo dice uno la cui Boutique di abbigliamento di lusso ha scritto una pagina importantissima della nostra storia commerciale, da tutti rimpianta come “un mito, un istituzione”. Milano Marittima ormai è un posto popolare a tutti gli effetti, non esiste più la clientela che si interessa così tanto di moda, e che con la moda può far girare buona parte della mostra economia come fu fra anni ’60/’90. Un bel distinguo fra Milano Marittima e le vere location di lusso dov’è ancora presente una upper class di residenti e frequentatori, lo fece chiaramente mesi fa il sindaco del Forte sul Carlino 7/7/2018 “Cervia ha un diverso target di ospiti” cioè io ho quelli di lusso voi il popolino. Concetti ripresi anche più esplicitamente dal Giornale del 31/7/2018 e La Stampa 29/7/2018 dove sfottendo Salvini scrivevano di “vai dove ti porta il popolo” … Altra intervista che mi ha fatto sorridere è apparsa sul Corriere 21/9/2018 ad un noto operatore economico, anche lui non nuovo a certe uscite simpaticissime. Intanto quando dice “Ricordo che le tre principali catene (di Family hotel ndr) a livello italiano sono nate qui, hanno dominato e si espanderanno anche nel 2019, già ci sono manovre” conferma che siamo una località popolare anzi sempre più popolare altro che VIP… Quando dice “Mi piace ricordare che a Milano Marittima ci sono 5 hotel a 5 stelle, unica località in Riviera, e tanti ottimi 4 stelle” mi ricordo che questa frase era un mantra carissimo al Sindaco Zoffoli, adesso impegnato proprio in un hotel della Settima Traversa da lui tanto apprezzata. Qui mi permetto un altro commento. Un conto ciò che è “sulla carta” sui depliants, e compagnia bella, un altro la realtà, i fatti. Un conto è avere effettivamente tutti sti hotel stellari, un altro è che tipo di clientela poi si mettono dentro davvero, cioè se ospitano turisti con capacità di spesa direttamente proporzionale al numero di stelle e categoria, per il beneficio anche dell’indotto (boutiques, ristoranti, bar ecc) oppure come purtroppo sappiamo, poi ci si mette d’accordo, si fanno pacchi e pacchettini più o meno su Booking e si ospita per 19,50€ a capoccia come al campeggio… E’ come mia nonna, che sulla carta vantava una prestigiosa e lunga lista di titoli nobiliari di alto livello (tre principati, due ducati, sei marchesati ed addirittura un Grandato di Spagna di Prima Classe) ma poi? Fuffa all’atto pratico. Dietro tanta smitragliata altisonante di palle (non di stelle) non c’era una proprietà, una rendita… solo parole, come qui sui nostri giornaletti… Già nel 2008 Luca Goldoni, vero VIP, vero amico e conoscitore della nostra cittadina sul Carlino del 9 settembre scriveva “Milano Marittima mia, sei una nobile decaduta” e spiegava come è perché. Fu ascoltato? No, perché fare mea culpa presuppone umiltà ed intelligenza… Ma i sintomi della malattia che ha incancrenito Milano Marittima erano già diagnosticabili tanto tempo fa. Più la politica cervese ha preso piede a Milano Marittima a scapito degli imprenditori più qualificati e lungimiranti, più le cose sono peggiorate a valanga. Sul Giornale del 5 Dicembre 1987 un residente storico, Gualberto Benzi, scriveva alcuni ricordi sui fondatori milanesi, e basta questo “Nel 1950 ho parlato con l’Ing. Radaelli ed ho chiesto per quale motivo vendevano tutto. Mi rispose non possiamo più fare una spiaggia di lusso come era nelle nostre intenzioni, l’Amministrazione vuole fare una zona di villeggiatura popolare, e noi (i fondatori di Milano Marittima ndr) ce ne andiamo”. Dopo 68 anni si continua su questa strada ormai senza più ostacoli, come invece ne fanno le vecchie famiglie ed imprenditori del Forte: e via coi Family Hotel, il proliferare dei mercatini, delle iniziative nazionale popolari, i negozi da ipermercati, piadina, kebabbari, negozi etnici… quando ero bambino bastava l’eleganza dei turisti a rendere Milano Marittima una sfilata perenne in ogni strada, adesso sfilano le carrozzine, passeggini e i gruppi di addio al celibato/nubilato… Buonanotte, continuate a sognare!
Il Conte che non conta

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