La mia esperienza al Bunker Tour
Bunker Tour a Cesenatico

La storia che vi sto per raccontare ha dell’incredibile e dell’inverosimile.

Thomas Venturi e Walter Cortesi sono due appassionati di storia del loro territorio. Thomas di Milano Marittima e Walter di Cesenatico, sono praticamente vicini di casa. Walter ha un’irrefrenabile passione: è un archeologo militare e qualche anno fa ha iniziato a scoprire i bunker tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, in particolare quelli che sono da Ravenna a Cesenatico. Thomas ci sa un po’ più fare con l’organizzazione e insieme si sono inventati la formula del Bunker Tour. Dal primo Bunker Tour che hanno guidato, si sono ritrovati che la formula di andare a scoprire tutti i bunker di una zona, piaceva alle persone. Immaginatevi che ci siano delle persone – come loro – che vi facciano sapere che un certo manufatto, adesso seminascosto, che fa parte di un determinato paesaggio, non è lì per caso, ma è stato costruito apposta, in epoche non troppo lontane – che si potrebbero ricordare i nostri nonni – perché avevano delle funzioni particolari. Non sarebbe fantastico?

Se andando in spiaggia vi trovaste una schiera di spuntoni di cemento a lato del camminamento e vi spiegassero che non sono lì per impedire al traffico di accedere a quell’area, ma esistevano per impedire agli Alleati di attaccare sulle nostre coste – nel culmine della guerra – negli anni 1943-1944? E se vi dicessero con minuziosità, come tutto era stato studiato a puntino e che una piccola cittadella fatta di cunicoli e trincee sono sepolti sotto la sabbia della spiaggia che calpestate tutti i giorni? Non vi sentireste da questi racconti – trasportati dall’immaginazione – catapultati in Normandia nel mezzo della battaglia, fra i morti e i feriti, i corpi straziati dalle esplosioni…? Immaginandovi la vita di quei poveri soldati, in quei luoghi 24 ore su 24, che aspettavano un attacco dal mare che non sarebbe mai avvenuto?

Una coppia – sabato scorso al Bunker Tour di Cesenatico – mi ha raccontato che in un tour che doveva scoprire il luogo nel quale doveva esserci l’aeroporto degli Alleati, dopo che erano riusciti a scacciare i tedeschi, si sono divertiti tantissimo pur non vedendo nulla. In pratica era successo che il senso di evocazione dei nostri due amici era tale che i partecipanti si sono sentiti di rivivere quei tempi di più di 70 anni fa, facendo rivivere quei luoghi dai pochi ruderi ancora presenti…

Potere dell’immaginazione direte voi, ma io dico che Thomas e Walter hanno un potere raro che nasce dall’essere loro stessi: sanno trasmettere con semplicità di linguaggio entrando in empatia con il loro pubblico. I loro saperi non vengono sbattuti in faccia alle persone, come fossero emeriti esperti del settore, ma la gente si sente accolta, quasi coccolata. Non ci vedrete a questi tour quell’elite intellettuale che partecipa alle mostre nei musei e nei palazzi importanti, ma le famiglie e la gente che incontriamo tutti i giorni.

La cosa straordinaria sono i giovani che vi partecipano insieme agli anziani, come per andare a un riscoprimento della memoria storica assunta come necessità. Thomas e Walter trasmettono la loro forza e la loro determinazione… e malgrado tutto non si arrenderanno mai…

E qui si apre il capitolo più doloroso…

Pur essendo ormai “famosi”, risaltando sui media locali e quindi conosciuti anche dalle istituzioni, invece di trovare una sponda e una collaborazione da parte delle istituzioni pubbliche e facendo tutto questo, come loro dichiarano sempre, come volontariato e in totale assenza di scopo di lucro, trovano sempre ostacoli burocratici nella loro attività di ricerca. Questo disagio in qualche modo mina i rapporti poi fra l’altro fra la popolazione comune e i detentori della politica locale. Capisco l’imbarazzo di un amministratore locale che si trovi di fronte a due singole persone anziché un’associazione che può controllare direttamente. Ma un buon politico dovrebbe capire quanto il mondo sia cambiato radicalmente e che il panorama sociale che conta non sia più quello che eravamo abituati negli ultimi 40 anni.

Se Lor Signori vogliono, io sono disposto a mediare questo passaggio epocale, che fra l’altro dal mio osservatorio, vedo tutti i giorni. Il rischio può essere che i conti presto o tardi si facciano e che ci si sbatta il naso se non la testa e questo a mio parere non sarà foriero di un “cambiamento”, tanto paventato dalla politica odierna, ma quasi certamente di un triste futuro!

Giorgio Gatta presidente dell’Associazione T-ERRE Turismo Responsabile

La mia esperienza al Bunker Tour
Tag:                 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *