Il Canalino di Milano Marittima. Chi non lo conosce! Che poi non si chiama neanche così, ma è sempre stato individuato con dei soprannomi, a seconda dei momenti: Canalino del Duce, Canalino di Amadori, poi Canalino e basta. Oggi qualcuno dei “nuovi” lo chiama “il canaletto” come il pittore, e davvero è stato soggetto privilegiato di tanti quadri. Il Canalino, era quasi un altro viale alberato di Milano Marittima, perché di qua e di là fino al viale Due Giugno c’erano così tanti pini! Naturalmente poi fatti sparire tutti, senza pericolo di ripiantumarne altrettanto. Rido spesso quando sento raccontare, o dai “nuovi” o anche da gente in età che comunque allora certo non frequentava assiduamente Milano Marittima come fa oggi, che dopo il Canalino, non esisteva praticamente nulla, e questo per decenni e decenni fino agli anni ’70 almeno. Una cagata pazzesca direbbe Fantozzi.

Viale Matteotti milano marittima
Il Bar Centrale sul Canalino di Milano Marittima

Eppure che a Milano Marittima il boom turistico iniziò con gli anni ’70 lo abbiamo letto anche recentemente sul Corriere del 3/12/18 quando sappiamo che ciò avvenne ben vent’anni prima. Partendo proprio da lì, e fino alla Terza Traversa, per esempio, già prima della seconda guerra mondiale c’erano le varie Ville Barbanti, dove poi hanno trovato sede attività come il Caminetto, Le Jardin, il ceramista Onestini, il minigolf di Gatta morta, il Circolo del Bridge, la sala giochi Hippy e appunto il bar Barbanti! Dove andava sempre Guareschi, che poi faceva visita alla Stella Maris, la cui terra era stata regalo di Mussolini ai frati… Dall’altro lato del viale verso quelle che sono oggi le scuole Mazzini, le ville De Maria della famiglia del Woodpecker, o quelle di importanti personaggi quali il dottor Loreti o il poeta Carioli (dei quali ben conosco i discendenti). Alla Terza Traversa il complesso originario di ben quattro ville della contessa Porcelli, verso il mare la villa degli illustri conti Bernabei (altri amici) e la villa del famoso politico Delcroix. Sempre li in Piazzale Napoli già nel 1951/52 c’erano dei negozi come il fruttivendolo Rossi o il calzolaio Foschi detto Giolo e fratello maggiore di Italo Foschi del negozio Alexander. Non penso avessero aperto per soddisfare solo le esigenze di Cappuccetto Rosso, Biancaneve ed i Sette Nani. Direte, ma dai, fra prima e terza siamo ancora prossimi al cosiddetto Centro… E allora vi rispondo: come si fa a dire che oltre il Canalino non ci fosse nulla se già ancor prima della seconda guerra mondiale nella zona intermedia delle Traverse, il cosiddetto Piccolo Parioli, c’erano almeno 5 importanti ville, la Perelli, la Picone (opera dello stesso Focaccia del Mare Pineta), la Frassineti, la Guidi e la Ginanni Fantuzzi, tutte fungevano da collettori dell’alta società. Fulcro la Settima Traversa, con una volta la più alta concentrazione di famiglie nobili ed oggi ancora con la più alta concentrazione di hotel iperstellati, la traversa dove il citatissimo Arrigo Sacchi abitava anche d’inverno e dove poi ha scelto di comprare un hotel, la traversa dove era il ristorante più “in” di Milano Marittima (La Lanterna Da Beppe) e dove anche uno dei primi fotografi blasonati, era anche nobile di suo, il barone Carlo Gaetano Apperti (Foto Lux). In tema di fotografi VIP, anche Gabriele Benini, alla Ottava Traversa dal 1971, che pure aveva iniziato tempo prima al condominio La Bussola in “pieno centro ” direbbero oggi… E scuserete la citazione, anche quella che da tanti è stata definita “una vera istituzione di Milano Marittima” (perlomeno per chi la frequentava davvero) cioè la Boutique La Tartana dei miei genitori. In anni molto indietro in cui certo la terra libera non mancava ed i prezzi erano normalissimi, quindi c’era solo l’imbarazzo della scelta, furono follie le scelte di alcuni grandi imprenditori di posizionare le proprie attività in luoghi che oggi stupidamente verrebbero dati come periferia, e mi riferisco in primis all’Hotel Bellevue di Collina, che non mi stancherò mai di ricordare aveva una clientela di alta gamma come o talvolta anche superiore al Mare Pineta? Mi pare poi che anche il ritrovo ballerino più glamour non fosse in centro ma di qua del Canalino, col primo Woodpeecker del caro amico Amelio De Maria, dove tanti cervesi avulsi dalla nostra way of life venivano a sbirciare come poi alla mitica villa degli animali (appena passata di mano) magari col vestito “buono” fatto apposta per quella che era davvero per loro una trasferta non tanto extra territoriale, ma in un altro mondo. E chi oggi fa finta di non ricordare o non sapere, stia certo che su questo blog gli verrà sempre rinfrescata la memoria (altro che le fantasie che propina Milano Marittima Life). A fare una breve rassegna mentale posso dire non ci fosse Traversa che non contasse almeno su una presenza importante, fosse un singolo o una famiglia. Se la moltiplicazione degli appartamenti come la moltiplicazione dei pani e dei pesci è partita proprio qui nelle Traverse “intermedie” e ben prima che il centro diventasse quel casinificio invivibile che è da qualche anno, sarà perché è sempre stata la zona più ambita, è assolutamente! Il cosiddetto Centro (perché per sua natura una Garden city come un campo agricolo o una foresta non può avere un centro come un borgo o un paese di contadini) è sempre stato una CERNIERA, un luogo di incontro e passaggio fra la prima Milano Marittima dei milanesi con le loro ville a sud (attorno Rotonda don Minzoni per capirci) e la seconda Milano Marittima delle grandi famiglie e del boom turistico (appunto oltre il Canalino) a nord. Tutto il resto sono falsi ricordi o invenzioni di sana pianta come il titolo e il casato di quella pur simpatica “marchesa d’Aragona” che scommetto sarà la prossima grande “adorata” amica di Milano Marittima catapultata a sostituire Valeria Marini nella parte!

Il Conte

Il buio oltre il Canalino?

2 pensieri su “Il buio oltre il Canalino?

  • Dicembre 19, 2018 alle 3:36 pm
    Permalink

    I miei genitori hanno festeggiato il matrimonio al Miami che era ed è ben oltre il canalino…ottobre 1965. Quindi la vita c’era, eccome.

    Rispondi
  • Gennaio 17, 2019 alle 9:26 am
    Permalink

    Confermo quanto hai scritto; oltre il canalino c’era vita già negli anni ’60 , a memoria conto una quarantina di Famiglie residenti nella Zona Traverse ( questo era il nome del quartiere ) . C’erano alcune attività annuali vedi l’alimentari dalla Gina alla 19esima , il Bar Cacciatore alla 17esima , il benzinaio SHELL Barbanti (attiguo al Bar ). Anche l’ufficio postale era al di là del canalino , nel condominio dove c’è ora la Pizzeria Aragosta sul 2 Giugno alla prima traversa . Franco B.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *