Nessuno botto, lasciamo perdere con sta storia dei botti prima delle scosse: non è Capodanno, è stato come un sordo rullio di tamburo, o come quando passa il camion del Comune a pulire neve e ghiaccio e raschia la strada. Contestualmente, tutto ha tremato, in crescendo, alcuni secondi, come sempre, ma che parevano minuti… Dico subito che il terremoto mi terrorizza, non tanto per paura di restarci, ma per paura di perdere casa, l’unica casa che ho. Stavolta pare che abbiamo restituito la cortesia al Friuli, anche se in misura minore, da quella sera del Maggio 1976 quando a Milano Marittima la scossa la sentimmo benissimo, e tutti giù per strada. Poi recentemente abbiamo sentito i terremoti in Emilia, Marche, Abruzzo e Molise. Che la “botta” sia stata pesante, anche da un particolare, l’avviso del nostro Sindaco sui social con la frase “Terremoto chi la sentito?” dove quella mancanza di apostrofo ha forse tradito un po’ di paura e la fretta di voler allertare subito la popolazione e dare il segnale che, per fortuna, non tutti dormono solo nel senso del letto. Letto che a me si è spostato, e non solo a me. Ci sono ancora dei cretini che dicono che non siamo zona sismica, grazie alla sabbia, invece è esattamente il contrario, un po’ come altri cretini che, quando vedono il nebbione, lo imputano all’umidità della pineta, quando tutti sappiamo che a Milano Marittima la nebbia vien dal mare… Dicono sia stata la scossona più forte in provincia di Ravenna negli ultimi 30 anni: non sono esperto, ma ci credo! Una cosa però la so, è che ogni volta che qui o altrove succede qualcosa di simile, davvero ci rendiamo conto del poco che siamo, di come in 10 secondi potrebbe cambiarci una vita o perdere ciò che abbiamo davanti da secoli, e sarebbe il caso di ricordarselo anche a “bocce ferme” e pensare a essere persone migliori.

Il Conte

Terremoto
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