rotonda primo maggio 1980 milano marittima
La Rotonda Primo Maggio nei primi anni ’80

Ultimamente si sente dire spesso che non esistono più le “mezze stagioni”. A Milano Marittima, perlomeno per quanto riguarda noi residenti storici, non esistevano due stagioni intere, cioè Primavera ed Autunno! Esistevano solo i sei mesi dell’Estate, cioè il lasso temporale corrispondente alla stagione turistica, ed i sei mesi dell’Inverno, cioè quando Milano Marittima era praticamente solo nostra. Mi fanno perciò ridere quelli che ogni tanto sostengono ancora di aperture di hotel e attività commerciali dal 15 Giugno (o giù di lì) fino a Settembre, come mi fanno rabbia quelli che, oggi, vogliono allungare la stagione turistica, quando appunto già era lunga ed assai redditizia, e magari sono gli stessi che hanno contribuito ad accorciarla e rovinare Milano Marittima con scelte deleterie. Ma naturalmente nessun mea culpa, la colpa è sempre altrove! Io posso assicurare che per il mio compleanno, 10 Aprile, già cominciava la rumba, e il 5 Ottobre, per quello di mia madre, alla Ottava Traversa (e non solo) le boutiques erano ancora aperte fino alle 22.30 perché giravano ancora fior di tedeschi! Che spesso erano gli stessi tedeschi di alto censo che avevano già aperto la stagione. Naturalmente ci sarà sempre chi, specialmente di là dal confine del canale della Madonna del Pino, dirà di no col solo scopo di contestare me, che ho il brutto vizio da quando esiste questo blog (2012) di raccontare la verità. Allora facciamo parlare altri, a partire da un testimone chiave della Milano Marittima del boom fra anni ’50 e 1980, cioè il parroco della Stella Maris. Nel suo libro di memorie padre Geremia Ronconi è chiarissimo, e lo è a più riprese. A pagina 13 scrive che la nostra era “una parrocchia ove i fedeli residenti diventavano irreperibili da Maggio a Ottobre impegnati parossisticamente dal movimento turistico”. A pagina 18 riguardo le feste di Pasqua (che per quanto mobile mi pare non ricada mai attorno al 15 Giugno) scrive che “sono sempre state curate con amore e solennità anche per la PRESENZA DEI PRIMI TURISTI DELLA STAGIONE, PARTICOLARMENTE TEDESCHI”. A pagina 32, infine, insiste nello scrivere delle attività “nei mesi invernali Ottobre-Aprile”. Lo sappiamo che Aprile è in Primavera, non in Inverno, e lo sapeva pure il nostro parroco. Non era mica scemo. Ma appunto perché era il nostro parroco, sapeva che per noi di Milano Marittima il calendario era questo! Se poi riflettiamo che Pasqua può cadere fra fine Marzo e primi di Aprile, tutto coincide, compreso il mio personale ricordo, e il computo di 6 mesi per arrivare appunto ad Ottobre… Del resto proprio perché la stagione era così lunga e gli altri 6 mesi Milano Marittima era comunque molto più abitata e viva di oggi, oltre alla stazione dei Carabinieri avevamo anche un nostro piccolo presidio dei vigili urbani attivo tutto l’anno che ebbe varie sedi, la prima in vialetto Ortigara su Piazzetta Mercatino. Alcuni ricorderanno di Pasque con la neve, a Milano Marittima, e ciò è successo spesso, ancora a fine Anni ’80, con albergatori un po’ in difficoltà a scaldare i primi ospiti. Perché a Giugno non nevica! Se non vi fidate del sacro, fidatevi del… profano, ovvero dell’Azienda Autonoma di Soggiorno, che per esempio già nel ormai siderale anno 1967 pubblicizzava il “Centro Termale” di Cervia con la indicazione “Stagione 1 Maggio-31 Ottobre” quindi significa che per tutto Ottobre qualche hotel aperto doveva pur esserci! Dato che nel 1989 le Terme erano ancora una landa desolata non certo il quartiere popoloso pieno di case che vedete oggi! Fra l’altro nella stessa pubblicità c’è una frase che fa pensare “Le antiche Terme di Cervia, le più moderne d’Europa al vostro servizio”. Domanda spontanea ai saputelli ed agli esperti di turismo: negli anni ’60 avevamo già le Terme più fighe d’Europa, e perché oggi non le teniamo aperte tutto l’anno proprio per allungare il turismo? Perché poi nei primi anni ’80 io e tanti altri venivamo dirottati invece a Castrocaro? Vala’ che qui come al solito starete zitti, non mi darete la soddisfazione della risposta… Come mai oggi 2019 una città che è indubbiamente più sviluppata del 1967, e che si propaganda come regina della Riviera e del Grande turismo del wellness non arriva a farlo? E istericamente si aggrappa a qualche iniziativa estemporanea come la pista di Natale e i mercatini rionali agganciati a sagre di cozze e cardi? E basta raccontare che Milano Marittima apriva a metà Giugno, e basta raccontare che a Milano Marittima d’inverno era tutto chiuso e non abitava nessuno, e basta raccontare che dobbiamo tutto al baraccone di veline e calciatori, e basta raccontare che Milano Marittima l’hanno fatta i Cervesi ecc… senno’ non urge tanto un libro di storia quanto un bel check up tossicologico. A Milano Marittima gli alberghi iniziavano ad aprire per Pasqua, e per il Primo Maggio la nostra macchina da guerra turistica era praticamente partita al 90%, poi a Cervia sarà stato diverso non discuto, anche perché abbiamo sempre avuto target assai differenti. Per noi boutiques proprio il mese di Giugno era quello più redditizio, e posso assicurare anche che le svendite di fine stagione non iniziavano prima di Settembre, e già a farle così “presto” faceva parlare dietro ai temerari. A fine Giugno un po’ tutti avevano messo in cassa abbastanza per pagare tutte le spese, compresi merci e stipendi, e tutto ciò che si incassava poi, da Luglio, era tutto guadagnato, ed ecco spiegato anche come è nato tanto nostrano benessere. Se la stagione turistica fosse partita a metà Giugno e finita a Settembre, o come adesso che non pochi hotel chiudono già il 30 Agosto, col cacchio che molti si sarebbero fatti i soldi, a Milano Marittima. Erano sei mesi, erano la Stagione.

Il Conte

A Milano Marittima l’estate durava sei mesi

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