Milano Marittima come CenerentolaQuante volte ho scritto che Milano Marittima da tempo è una Bella Addormentata nel Bosco sotto tanti aspetti? Ecco che qualcuno, fra tante flebili voci, cambia favola, Milano Marittima è CENERENTOLA. Matrigna Cervia e le sorellastre Pinarella e Tagliata. Una battuta? Mica tanto. Da tempo si sentono persone della più diversa età, condizione sociale e lavorativa o idea politica, che lamentano la trascuratezza in cui Milano Marittima versa sotto vari aspetti, mentre “fanno tutto per Cervia”. Va a finire che gratta gratta è l’ultima puntata di quella saga che sempre il sottoscritto, in questo blog, vi ha raccontato più volte? Cioè la tigna di Cervia contro Milano Marittima.

Partiamo da un fatto insolito, e inaspettato. Il giorno 3 Marzo l’amministrazione comunale presenta il nuovo magazine “Cervia Experience” praticamente il gemello del già esistente e già inutile “Milano Marittima Life”. Nell’era della comunicazione globale, dei social, del web, affidarsi ancora al cartaceo è essere moderni come andare in autostrada a dorso di mulo. Ma vuoi mettere le foto dei soliti noti con parole di autocompiacimento trite e ritrite in centinaia di copie? Un noto personaggio che ultimamente va anche sui quotidiani locali a dare la sua idea di Milano Marittima quel giorno era nel pubblico, e poi nella propria pagina Facebook ha postato una vera filippica contro rivista e concept. Scrive:

“Cervia Experience, un buon prodotto per pubblicizzare SOLO Cervia e fare passare Milano Marittima come esperienza per un turista che va a Cervia e soggiorna a Cervia. Il titolo è stato perfettamente studiato ed il contenuto è in linea con questa politica. Intelligente anche il richiamo del titolo sull’allegato che contiene tutti gli hotel, e che si chiama Cervia. L’idea che si vuol fare passare è che chi va a Cervia può EVENTUALMENTE soggiornare nella vicina Milano Marittima. Insomma, un prodotto politico che BOCCIO perché NON HA ALCUN RISPETTO DI MILANO MARITTIMA CHE GLI SERVE SOLO DA TRAINO. Foto finale con le associazioni (di categoria, ndr) sorridenti. Sono tornato a Milano Marittima che, nonostante questo STRAFOTTENTE TRATTAMENTO è fantastica e fa i VERI NUMERI in termini di fatturato e occupazione e che GLI DÀ I SOLDINI per fare questi piccoli trucchetti. SE FOSSI UN IMPRENDITORE TURISTICO DI MILANO MARITTIMA MI INCAZZEREI… Carissimo albergatore di Milano Marittima quando ti consegneranno questa rivista buttala nel bidone, anzi tiragliela dietro, magari provano un po’ di vergogna”.

Alla faccia della recensione! A differenza del Signore in questione, io e la mia famiglia siamo a vario titolo legati alla storia residenziale commerciale e turistica dal 1951, e mi permetto di fare un commento su tutto ciò, posto che in sostanza condivido quello che lui scrive. Qua, caro signore, la vergogna non si sa neanche cosa sia, sennò non saremmo arrivati al punto in cui siamo, ed è sotto gli occhi di tutti, perlomeno di tutti quelli che hanno come minimo 40 anni e ricordano cosa fosse Milano Marittima almeno fino a tutti gli anni ’90. Chi dice che la Milano Marittima di oggi è più bella, offre di più ed è anche meglio frequentata o allora non è mai venuto, o è un gran bugiardo sapendo di esserlo. Carissimo signore, non si illuda che gli imprenditori del turismo di Milano Marittima si incazzino, non lo hanno fatto quando iniziava il collasso, non lo faranno neanche ora, perché non amano Milano Marittima, per loro Milano Marittima è solo una fonte di reddito, non la LORO città. Per loro conta solo portare gente nelle attività, poi se questa gente trova sempre meno verde, scarsa o nulla illuminazione, strade vergognose, fogne che non ricevono acqua a loro non interessa. Il tessuto urbano non gli interessa, e per continuare a fare cassa, tanto anche con la crisi la spuntano SEMPRE, meglio non entrare in conflitto con politica e associazioni. Insomma tutti insieme appassionatamente. Ed io non dovrei essere incazzato e invitare a buttare nel pattume l’opuscolo “Cervia Hotel & Services”, che ultimamente manco pubblica più i prezzi degli alberghi però influenza i turisti a snobbare le boutiques alle Traverse come la mia perché sono belli solo i negozi del centro UNA DELLE PASSEGGIATE PIÙ FAMOSE CHE SI SNODA NELLO SPAZIO DI ALCUNE CENTINAIA DI METRI, questo non è penalizzare attività? Non è per esse un danno di immagine e fonte di mancato guadagno, visto che addirittura adesso le Traverse le si salta usando il trenino?

Se Milano Marittima è fantastica lo deve innanzitutto alla propria morfologia e natura, ambedue da subito avversate a fini di cassa, e ci va grassa che tanta ne ha data il Signore (questa volta con la maiuscola) che possiamo ancora campare di rendita, come di chiacchiere. Ovviamente si tace che fin da subito Cervia accolse malissimo il progetto della Milano al mare. L’atto fondativo non risale a Palanti e soci ma alla famiglia Maffei, 18 Giugno 1907, e furono subito problemi! Difatti con atto 1 Giugno 1911 subentrarono i milanesi, spariti da Milano Marittima dopo un ventennio esasperati da Cervia. Già nel 1924 Cervia si riprendeva metà della concessione stipulata dal notaio Venturini il 14 Agosto 1912. Poi la fuga progressiva di tutti i fondatori incluso il Palanti, il quale subì una serie di vandalismi e di attacchi personali schifosi dei quali, carissimo signore, oggi si tace per ovvi motivi di becero market e di immagine. Le solite bugie cervesi fatte passare per storia vera. Addirittura i Cervesi, storicamente repubblicani, socialisti e comunisti si “allearono” (passatemi il termine) coi fascisti per attaccare i milanesi, perché i fascisti avevano fame di terre per le Colonie! Su “Santa Milizia” del 4 Agosto 1934 i fondatori erano sbeffeggiati come “speculatori”. Nel Dopoguerra la guerra a Milano Marittima continua. Aldo Spallicci e il Comune vogliono addirittura cancellare il toponimo, e cambiarlo in Cervia Pineta o simile, e si cancella anche la via dedicata al grande artista cioè il Viale dei Pini Giuseppe Palanti, che torna al toponimo fascista (il che dice tutto) Viale Vittorio Veneto. Un vecchio residente di famiglia qui dalla fondazione, scrisse una lettera di ricordi a “Il Giornale” del 5 dicembre 1987. Scrive Gualberto Benzi fra tante cose “Nel 1950 ho parlato con l’ingegnere Redaelli (un fondatore ndr) e domandai perché vendevano tutto, mi rispose non possiamo più fare una spiaggia di lusso come era nelle nostre intenzioni, l’Amministrazione vuole fare una zona di villeggiatura popolare e noi ce ne andiamo”. Per fortuna molte famiglie della Nobiltà e della ricchissima borghesia restarono, e avemmo anche tanti imprenditori coraggiosi e lungimiranti, ma spesso ostacolati, come anche fu ostacolata la vita sociale con norme draconiane, e quella commerciale, con restrizioni controlli e multe come neanche nel Bronx. Basti pensare che anche in centro alle 23.30 si doveva chiudere tutto e tutti o che nel 1978 alla richiesta di mia madre di avere il permesso di poter stare aperta la Domenica col negozio, le fu negato e riso in faccia “Purina, ma chi pensi che possa venire a vedere le vetrine di domenica a Milano Marittima?”. Cervia ha sempre visto con antipatia Milano Marittima, prima perché fondata da “stranieri”, poi perché fatta crescere da gente venuta dalle campagne di Forlì e Cesena al 90%, poi perché luogo di villeggiatura dei nemici di classe (i “signori”) e dei Tedeschi (il 90% del nostro target fino metà anni ’90). E ci sarà un perché nessuno, né negli anni del boom, né dopo ha voluto riprendere per Milano Marittima quei progetti fantastici che, se realizzati, l’avrebbero resa il TOP per residenti e turisti già 80 anni fa, vedi il progetto del fascista Vietti-Violi del 1931 su commissione di Anselmo Orti, che prevedeva un centro polifunzionale con golf, campi di calcio, di pallacanestro, atletica, ippica, tiro a volo, ciclismo, pattinaggio… Oggi, 2019, quali sono i progetti per Milano Marittima? Un parcheggio alla 21a Traversa? Un ipotetica Arena Eventi? I mercatini? Caro signore lei sa che la nascita del Trebbo Poetico, spacciata per essere avvenuta a Cervia nel 1956, era invece una realtà nata nel 1953 al campeggio di Milano Marittima? Lei sa che la mitica gara motoristica di Milano Marittima nacque nel retrobottega del macellaio di piazza Mercatino alla Rotonda? E hanno soppresso pure questa? Lo sa che addirittura la Processione della Madonna del Mare alla Terza Traversa fu soppressa nel 1970 perché secondo loro era problema di ordine pubblico alla Terza Traversa? Lei lo sa che quando riuscimmo ad avere la parrocchia di Milano Marittima il capitolo di Cervia voleva che al massimo arrivasse alla Rotonda Primo Maggio non oltre? E che solo dopo trattative estenuanti si stabilì il confine alla Don Minzoni? Lo sa che a Milano Marittima avevamo un nostro distaccamento di vigili urbani che poi ci hanno tolto? Allo stesso modo è stato tolto anche il presidio dei Pompieri in Viale Leopardi. Per fortuna restano i bravissimi Carabinieri, e speriamo che restino ancora a lungo. È tutto dire che anche l’Istituto Alberghiero di Milano Marittima di viale Ravenna sia finito a Cervia in Piazzale Artusi. Questo articolo più che Milano Marittima come Cenerentola avrei dovuto intitolarlo Milano Marittima la Guerra dei Cento Anni…

Il Conte

Milano Marittima come Cenerentola

3 pensieri su “Milano Marittima come Cenerentola

  • Marzo 5, 2019 alle 12:55 am
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    Leggo con interesse gli articoli del Suo Blog che trasudano un ammirevole amore per Milano Marittima nella quale andai ad abitare nel 1946 quando mio padre, tornato dal campo di concentramento riapri il 1° (primo) negozio di alimentari di Milano Marittima negozio che era stao inaugurato e gestito da mio padre Pansecchi Ignazio nel 1937. I Suoi articoli sono in genere molto precisi anche se talvolta c’è qualche imprecisione più che normale quando si ricostruiscono avvenimenti “vecchi” di 50 anni. Nel caso del circuito motociclistico mi permetto di fare qualche precisazione in quanto si tratta di fatti da me personalmente vissuti. Il Motoclub di Milano Marittima nacque nel negozio di macelleria di Neri Oliviero che era ubicato in Viale Gramsci di fianco al negozio di alimentari di mio padre. Neri Oliviero era ns. affittuario e primo cugino di mia mamma Fusignani Fernanda maestra a Milano Marittima. Il Motoclub fu fondato nel 1962 sotto la spinta del marito della Sig.ra Collina, titolare dell’omonimo negozio di ottica Collina ubicato nel condominio di fronte alla macelleria. Il marito della Sig.ra Collina era funzionario della Federazione Motociclistica Italiana. Neri Oliviero, Io e Il marito della Sig.ra Collina fummo le prime tre tessere del motoclub. Ricordo che nel 1962 o 63 mi fecero disegnare (allora ero studente del 5° anno di ingegneria) la prima bozza del circuito che, salvo poche varianti nella zona dell’Anello del Pino, divenne poi quello definitivo. Ben lieto se queste informazioni potranno arricchire il suo archivio di notizie su Milano Marittima. Cordiali saluti, Pansecchi Luigi.
    P.S. L’imprecisione in cui Lei è incorso ha origine dal fatto che alla morte per tumore di Neri Oliviero la macelleria chiuse e poi riapri, appunto nel da Lei menzionato mercatino sulla Rotonda 1° Maggio, gestita da un lavorante di Neri Oliviero.

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    • Marzo 5, 2019 alle 8:17 am
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      Sarebbe bello se tanti come lei ci avessero fornito le loro preziose memorie familiari. Il lavorante di Neri era Cugat Battistini che a me diceva essere parente di Neri macellaio ed essere subentrato allo zio.
      Il Conte

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  • Marzo 5, 2019 alle 12:03 pm
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    Alla terza traversa abbiamo strada ( e peggio ancora marciapiedi ) che sembrano un campo da cross . Quando vedo che per la nuova Coop hanno fatto uno svincolo stradale che nemmeno quello della fiera di Milano , e a noi ci lasciano in quelle condizioni …vien voglia di smettere di pagare l’ Imu a quel comune di disastrati mentali .Dopo 45 anni che lì ho casa . Può immaginare quanto ci sia affezionato .

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