Cervia Chioggia
Chioggia

Dopo un inizio corso un po’ gelido, feci simpatia alla mia professoressa con l’esercizio di descrivere un’immagine caratterizzante la mia città presentando la planimetria di Palanti, fondatore di Milano Marittima. La prof. in questione era Paola Pallottino, figlia di un grande etruscologo (le saline sono etrusche), il marito noto urbanista ed il suocero scenografo, illustratore e cartellonista (Non fu altrettanto Palanti?), lei era anche paroliera di quel Lucio Dalla che si esibiva nella Milano Marittima degli anni d’oro. “Il lavoro fu diretto da capimastri milanesi e durò nove anni” non è l’incipit della fondazione di Milano Marittima ma della ri-fondazione di Cervia nel 1697! Si fa tanto dire del recupero della storia locale, ma se non serve al marketing ciao! All’Expo s’è puntato tutto su Milano Marittima, scordandoci che ben 200 anni prima i milanesi già erano stati qui a fare Cervia Nuova. Ed il 2012 era, oltre al centenario di Milano Marittima, il 300° del Magazzino Darsena! “L’enorme sbaglio culturale peculiare rispetto alle altre località del litorale” era scritto su La Voce del 20.8.2015, questo sbaglio i cervesi l’hanno dimenticato sempre, basti vedere il degrado del centro storico e dei magazzini nel film La ragazza di latta. Questo film è del 1970 ma fino al 1988, all’anno della mia 3° media, erano ancora messi così. Poi dagli anni ’90 è iniziato il revival volendo dimenticare parecchie cazzate, come quando per favorire il parcheggio volevano abbattere i magazzini e la torre (cfr. Corriere 6.5.2012 e del 23.2.2013). Data l’origine di parte della popolazione, spesso si accostava Cervia a Chioggia. La struttura di Chioggia è antichissima, è mediata da quella delle 80 Saline Romane. Cervia è città “di fondazione”, per di più barocca, mentre Borgo Marina era un ammasso di casette. A Chioggia le calli immettono tutte nei canali (vere strade) perché sono in funzione di una città che tutt’oggi vive di pesca. Da un pezzo Cervia non vive più di pesca, anzi sono sparite pure le barche, ormai rimaste solo sulla carta del calendario della “Pantofla” edizione 2016. In Borgo Marina non si capisce neanche di essere in un posto di mare se non si è proprio sul porto; basta svoltare nelle stradine vicine al canale e già sei in un posto qualunque. Invece, ci sono città dell’entroterra come Milano (coi navigli), Ferrara, Verona, Mantova, Bologna (Vedi Via Riva Reno), Faenza (cfr. “Quando Faenza aveva il porto” libro del 1993 di Zannelli-Quarantini) che anche nella toponomastica hanno traccia della vecchia canalizzazione cittadina! Il museo della Laguna (Covico) rispecchia una marineria risalente al 1200 (Le Mariegole) ed una fenomenale cantieristica base dell’impero veneziano. A Cervia un museo della marineria non c’è (Cesenatico l’ha dal 1977). L’antica pescheria sarà l’ennesimo bar e il Magazzino Darsena in tanti lo vorrebbero l’ennesimo ristorante. Solo la festa della Madonna della Navicella è simile a quella della Chiesa Stella Maris di Milano Marittima, quando la si portava in barca fino al mare.

Il Conte che non conta

Cervia e Chioggia

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