Iro, Kennedy e Milano Marittima

hotel casa major

Che Milano Marittima degli anni del boom sia opera dei cervesi riciclatisi da salinari e pescatori in bagnini ed albergatori è pura immaginazione! La Milano Marittima di quegli anni deve quasi tutto a famiglie campagnole provenienti dall’allora vastissima provincia di Forlì, partendo da paesi montani come Civitella, Galeata, Santa Sofia. Romagnoli veraci, gente forte, onesta, combattiva. Della stessa razza fu Iro Senzani, morto nel 1982, che proprio la Milano Marittima di quegli anni d’oro scelse per buen retiro. Lui nato a Castrocaro, ma grande amante del Mare. Ormai la sua famiglia è legata alla città dei Pini da 5 generazioni ed io ne conosco quattro! La sua ditta, con sede a Faenza, la Senzani Brevetti Spa è una eccellenza italiana pluripremiata e conosciuta a livello internazionale, oggi gestita dalla figlia Marta e dalla nipote Luisa Quadalti Senzani, mie carissime amiche, persone speciali come il capostipite della famiglia. Paradigma di quella élite vacanziera che fino agli anni ’80 frequentava numerosa la vera, splendida ed al contempo semplicissima Milano Marittima nostra! Prima cioè della calata delle sciaquette. Iro Senzani ebbe vita avventurosissima, degna di un Indiana Jones. Era nato il 22 Ottobre 1906 in quella Castrocaro che mi è tanto cara fin da piccolo quando andavo all’hotel Piolanti per fare le Terme e perché di Castrocaro è il mio migliore amico. Durante il colonialismo fascista, Iro Senzani andò in Africa (Asmara) dove aprì quattro officine meccaniche che nel 1974, quando ci andò la nipote Luisa, c’erano ancora! Segno che il saperci fare dei romagnoli sa farsi valere e ricordare ovunque! Fatto prigioniero dagli Inglesi, riuscì a evadere e fabbricò una barca col motore di un camion iniziando un rocambolesco viaggio che da Massaua lo riportò a Rimini! Nel dopoguerra il vulcanico Iro andò negli USA dove costruì macchine per tagliare la pasta e macchine per inscatolare, cioè astucciatrici ed incartonatrici. Tutt’oggi la ditta lavora con marchi di assoluto prestigio come Philip Morris, Barilla, Heinz (altri amici della mia famiglia) Haribo e Nestlè. Negli USA Iro non poteva non ottenere plausi, lui che univa genio italico al modello locale del self made men e divenne amico di Kennedy. Altro grande appassionato di mare. Quando JFK fu eletto, subito Iro gli mandò le congratulazioni ricordando la vecchia amicizia. Dipoi gli subentrò il genero Cesare Quadalti nativo di Tredozio. Appassionato di nautica, con villa già Comandini a Milano Marittima, Iro ordinò una bellissima barca ai nostri cantieri De Cesari e la chiamò Salsubia, antico nome di Castrocaro. Fu amicissimo di Giuseppe Gualdi dei Monopoli. È su una barchetta della figlia che portiamo in Processione la statua della Madonna Stella Maris.

Dedico col cuore questo articolo ai miei carissimi amici di Castrocaro dama Marta e cavalier Giuseppe.

Il Conte che non conta