Inizio con una premessa per non incorrere in disguidi, ovvero che il seguente articolo non è di un ente ufficiale ma di un libero cittadino che esprime il suo pensiero in un blog privato.

Venerdì, 6 Marzo 2020, ricevo questo messaggio da una persona che ha letto il post “Coronavirus: perché è così importante rimanere a casa”. Premetto che non l’avevo scritto io ma il Dott. Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Per ragioni di privacy ometto il nome della persona che mi ha scritto:

“Buongiorno e buona notte, ho visto un post sul corona virus, su questa pagina “Cervia e Milano Marittima”, dove dice che la gente deve stare a casa, ma dico ci siete o ci fate, lo sapete che la nostra è una città turistica, lo sapete che se la gente non viene, verremo a mangiare a casa vostra? Non c”è abbastanza paura? Non c”è abbastanza terrorismo? In oltre sull’argomento i pareri sono contrastanti, medici affermano, che non è giusto chiudersi in casa e vivere con il terrore, che in casa deve stare chi è ammalato, in generale, non solo di cov-19, anzi che uscire di casa negli orari fuori controllo INPS, che nel caso chi è ammalato deve usare le mascherine, non chi è sano, e chi VIVE, occorre che usi qualche precauzione igienica in più, tutto qui. Per cui detto ciò, se un medico, Uno, che presenta i conti più pessimistici, e la condizione peggiore, dice di stare a casa, non è legge, del terrorismo se ne sta facendo già a sufficienza in special modo nei social, e non c”è bisogno che anche voi pubblichiate, ste robe, i danni potrebbero essere irreparabili, noi viviamo di turismo, ho visto chi ha condiviso il post, ed alcuni li conoscono, e sono persone alcune ipocondriaca, ed altre abbastanza “fifone” e condizionabili, per fare un esempio, uno è ha uno stabilimento balneare, e gli ho detto “rilassati xche l roba sarà lunga, e se la prendi così. Quando verranno giù i turisti, se verranno, come fai? Se vengono dei lombardi, li mandi via?” lui “beh… Ci penso… Quasi quasi”,,, ma stiamo scherzando?”.

Conseguentemente ci sono stati alcuni scambi nei quali provavo a fargli capire perché era meglio stare a casa, ma ad un certo punto ho lasciato perdere perché avevo capito che non capiva. Ieri pomeriggio, durante uno spostamento lavorativo, sono passato tra Cervia e Milano Marittima e ho capito che erano in tanti a non aver capito: non ho trovato parcheggio sul lungomare e ho visto file interminabili alle gelaterie. Certo, molto bene mi verrebbe da dire, in una situazione normale però, ma questa normale non lo è. Ho visto su Facebook post con scritto “Milano Marittima non si ferma” e “Cervia non si ferma” promuovendo la cosa come fosse un segno di forza. Invece no signori, quella non è una prova di forza, ma di quanto possa essere grande un errore, perché Cervia e Milano Marittima si devono fermare, purtroppo, e se non lo facciamo noi, ci penserà il governo.  Infatti, ieri come per magia, la notizia che nessuno voleva sentire: tutta l’Emilia Romagna si adegua alle misure di contenimento. Ed ecco che ci troviamo tutti fermi, me compreso sia chiaro, perché pure io lavoro col turismo al di là di quello che faccio su questo blog. Siamo fermi, con le mani in mano ad aspettare. Perché, per chi ancora non l’avesse capito, questo è l’unico modo per fermare il maledetto virus. Ma conosco gli italiani e so che facciamo molta fatica a mandare giù certe regole, perché ci piace fare quello che vogliamo, perché ci consideriamo sempre più furbi degli altri. Ed ecco che il weekend eravamo tutti in giro come se nulla fosse, come se “tanto a me non tocca”. Intanto siamo diventati il secondo paese per numero di morti da o con Coronavirus (per i più pignoli)… sarà un caso?

In ultimo, vogliamo salvare la stagione estiva? Allora, secondo il mio modesto parere, è bene fermarci subito, prima che la situazione diventi ancora più pesante. Solo così potremo salvare la nostra stagione estiva, cercando di fermarci ora, per pochi giorni, per non doverci fermare fra un mese o due, per molto più tempo.

Fermarci o non fermarci, questo è il problema
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Un pensiero su “Fermarci o non fermarci, questo è il problema

  • Marzo 9, 2020 alle 4:28 pm
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    Ciao condivido ma purtroppo in giro e uno stato di menefreghismo io sono fermo da 2 settimane per non propagare il virus non sono in quarantina ma cerco di far funzionare il cervello mentre alcuni collehi dicono che hanno i peli sullo stomaco e quindi scorazzano come vogliono.Poi vedere la foto del bar del porto di rimini affollata di gente come una domenica normale mi intristisce perche abbiamo perso la misura cosa dobbiamo dimostrare ,non ti importa se ormai non ci sono piu posti per terapie urgenti per salvare vite .Ma dove c..o siete con la testa.

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