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Milano Marittima in guerra

Come si è potuti arrivare alla situazione di avere una Milano Marittima in guerra nel fine settimana? Ce lo spiega il Conte.

Carabinieri, volontari della Associazione Nazionale Carabinieri, reparti cinofili, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Municipale e Street Tutor, Milano Marittima non vedeva così tante divise e spiegamento di forze dall’epoca della guerra e dell’aeroporto militare in pineta o quando gli inglesi avevano parcheggiato i carri armati attorno alla Rotonda.

Quando si continua a non volerla capire, si continua a ritrovarsi nella stessa situazione, anzi si peggiora. È andato a morire già da tanti anni un intero sistema turistico e ne hanno impostato un altro, questi sono i risultati. E finitela di dare colpa al Covid, non è il problema, al massimo una scusante. La generazione dei miei genitori ha avuto un’infanzia ed una gioventù negate dalla guerra e dai problemi del dopo, eppure non ha passato il tempo in risse e vandalismi, schiamazzi e alcolici fino al coma etilico, ma ha rimesso in piedi l’Italia facendo il famoso boom economico. Erano stati privati di tante cose ma avevano avuto la fortuna di essere educati coi vecchi sistemi.

milano marittima in guerra il resto del carlino

Il Carlino del 14.06.2021

Adesso aspettiamo solo il boom di qualche pistolettata, perché ormai questa solo manca, visto il campionario che abbiamo avuto anche nel ultimo weekend con pure il presunto stupro di una minore come scrive il Carlino del 14.6.2021. Questo mi riporta ad un po’ di anni fa quando fermai 3 notabili di Milano Marittima, uno dei quali oggi si fa paladino anti degrado, per chiedere che si fermasse un assurdo spot su una non meglio identificata Radio Milano Marittima che sparava ad ogni ora il jingle “TI LASCI ANDARE A MILANO MARITTIMA TI FAI TOCCARE A MILANO MARITTIMA TUTTO È CONCESSO A MILANO MARITTIMA LA VITA È SESSO A MILANO MARITTIMA”. Mi fu risposto a muso duro, e parecchio scocciato, che se trovavo la cosa inopportuna dovevo andare dai carabinieri perché loro non ci trovavano nulla di male. Loro. Pazzesco.

Quando fai questa bella pubblicità poi cosa ti puoi aspettare? Per anni hanno lasciato perdere l’andazzo, intanto il cancro cresceva, sicuro della impunità. Un turismo ricercato dopo il suo esilio da Marina di Ravenna, Riccione e Rimini, che già ne erano stufi e pentiti. Prendiamoli noi i ragazzi, hanno poche pretese e soldi da spendere. Evvai! Chi se ne frega se fanno casino per ore nelle stanze degli hotel o nei ristoranti, basta lascino i soldi. Poi hanno iniziato a lasciare anche il resto e siamo finiti al sangue che macchia i marciapiedi e le strade trasformate in pisciatoio. Ma ovviamente, anche qui, siamo noi che non capiamo il nuovo turismo, siamo noi che potremmo attrezzarci meglio magari accessoriando ogni pino con un bel wc glamour.

Milano Marittima in guerra

Un turismo di cialtroni che non solo adesso vengono da padroni a quattro soldi in una località un tempo di élite, ma addirittura dove gli si vuol dare la possibilità di non pagare neanche subito e farlo con comodo chissà quando, come leggo in una proposta sul Corriere del 7.5.2021. Insomma, davvero, “è finita l’era in cui Milano Marittima metteva soggezione”, come scriveva qualcuno sul Carlino del 25.7.2012, ben 10 anni fa ormai. Si, era ancora la mia Milano marittima e quella del mio compagno di giochi Gianluca Ricci, che sul Corriere del 14.6.2021 ha centrato il problema dicendo “ormai è chiaro che il problema vero è legato alla tipologia di clientela che oggi arriva a Milano Marittima”. Detto altrimenti, chi va per quei mari quei pesci piglia. E dire che con tutto il pesce che mangiano da generazioni i cervesi, dovrebbero ricordare benissimo cosa fosse il sistema turistico di Milano marittima che ha resistito almeno fino a metà anni ’90 del Novecento, minimamente scalfito neanche dalla mucillagine del 1989.


Sul Carlino del 14.6.2021 Sara Servadei ci offre un ottimo reportage, peccato che essendo probabilmente giovane le hanno raccontato male Milano Marittima di una volta. Scrive Servadei nell’articolo titolato “Inferno nel salotto del mare” che Milano Marittima la chiamavano il salotto buono o città giardino, qui c’era la Romagna chic fatta di locali esclusivi frequentati da personaggi ma ora è difficile distinguere l’anima elegante di Milano Marittima dietro il magma di giovanissimi che assediano le strade. No cara Sara, devi sapere, e con te tanti altri, che non è un luogo che è vip o esclusivo di per sé o per i locali. È la gente che lo frequenta che gli dà l’impronta. Oggi Milano marittima ha questo turismo e quindi da questa immagine, purtroppo. Non mi crederete, io non riesco a guardare certi video. Mi basta avere i lucciconi leggendo di risse, pugni, bicchieri rotti, lanci di sedie e minacce, vandalismo alle auto, come da Carlino del 14.6.2021 dove scrivono “Risse e coltelli, la violenza non si ferma. Denunciato anche un quattordicenne”, “Milano Marittima era un campo di battaglia” riporta il Corriere sempre del 14.6.2021, tanto da lasciare esterrefatto anche chi fa parte delle forze dell’ordine. Che è tutto dire, credo.

Milano Marittima in guerra corriere di romagna

Corriere di Romagna del 14.06.2021

Milano Marittima era un ambiente, uno stile, poi lo hanno fatto diventare un brand ed un baraccone dei presunti vip, la rassegna dei protagonisti del nulla e dei cafoni arrivisti arroganti ed esibizionisti. Poi lo step successivo è stato attirare anche il mefitico turismo del casinificio giovanile. La politica dei prezzi stracciati neanche da campeggio e il proliferare di localacci da succursale dell’Oktoberfest o da sagra paesana certo non vanno nella direzione di portare turisti di livello in una località che si pretende ancora di classe e di élite.

La mia opinione è che questa gente deve pagare, pagare subito e pagare salato perché il prezzo fa la clientela, e poi sarebbe ora di iniziare a fare multe a tappeto, non è bisogno di manganelli e tutor o di speciali ordinanze. Verbali, verbali e verbali. Schiamazzi notturni? Verbale. Offese a pubblico ufficiale? Verbale. Niente mascherina? Verbale. Fuori i documenti e fuori il portafoglio.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Milano Marittima violenta

Per anni si è cercato di nascondere il problema della movida a Milano Marittima ma in questi giorni tutti i nodi stanno venendo al pettine.

Adesso saranno contenti. Chi? Tutti quelli che da 20 anni ad oggi hanno chiuso gli occhi sulla escalation di degrado e violenza a Milano Marittima e, non contenti, hanno fatto di tutto per mettere il bavaglio a chi invece cercava di far notare che iniziava un cancro e che questo cancro andava amputato, non lasciato espandere. Quelli del non dite nulla, perché altrimenti è parlare male di Milano Marittima. Certo, dire la verità è parlare male, nelle zone vige la mentalità omertosa, però. Altro che acqua di Milano Marittima o profumo di Cervia, da 20 anni si respira profumo di omertà diffusa, salvo svegliarsi tutti e tutti in una volta quando non si può più metterci la pezza o la censura.

Milano Marittima violenta

Come in tanti altri articoli, la prima cosa è un abbraccio solidale ai carabinieri feriti anche nell’ultimo weekend come riporta il Carlino di oggi 8.6.2021. A chi chiede dove sono e cosa fanno i carabinieri la risposta è qui, vanno all’ospedale per fare il proprio lavoro. Il lavoro delle famiglie, invece, cari nonni e genitori, sarebbe educare i ragazzi, ma dal 1968 in poi, complici certe mentalità, avete smesso ed oggi vediamo i risultati.

Milano Marittima violenta

Carlino 08/06/2021

Il prefetto Caterino, sempre sul Carlino di oggi, col suo appello alle famiglie ha assolutamente centrato il problema. Tutto nasce dal fatto che questi ragazzi non ricevono più dalle famiglie regole, disciplina, valori morali e di rispetto. Ricevono solo soldi, cellulari, vizietti, giustificazione e protezione.

Oggi, leggo sul Corriere, c’è una raccolta firme dei residenti per arginare il Far West. Appunto. fintanto che il bordello molesto si scaricava nei rientri dei ragazzi per viali, traverse, case e hotel fra le 3 e le 7 del mattino, praticamente nessuno ci ha mai tutelati. Subite e state zitti, vecchi rincoglioniti o classisti nostalgici del turismo normale. Adesso che il bordello scoppia in centro, allora scatta il problema, tutti ne parlano, e leggi sul Carlino di oggi che la località va tutelata. Grazie! E prima no? Io non dormo tutta estate da 20 anni perché ho il bordello anche degli hotel vicini, dove per farli smettere non servirebbe un ordinanza del Comune ma solo qualche gestore serio. Adesso hanno capito che era solo una questione di oggi a me domani a te.

Milano Marittima violenta

Carlino 08/06/2021

Adesso finalmente leggo sul Carlino “Noi negozianti abbiamo paura”. Figurati i negozianti come i miei genitori che hanno chiuso definitivamente la loro attività (leggi qui la storia) perché tutta la vecchia clientela scappava già 10 anni fa e chiedeva perché si lasciava avanzare questo degrado.

A questo turismo, non certo alle famiglie normali, si riferiva Il Giornale del 1 Agosto 2019 qualificando Milano Marittima capoluogo nazional popolare del divertimentificio di massa e del peggiore proletariato vacanziero. Se penso che sul Carlino del 9 Settembre 2008 il primo allarme lo aveva dato Luca Goldoni… Ovviamente ignorato, anzi, addirittura sbeffeggiato! Adesso leggi sul Corriere di oggi di ben 12, ripeto, 12 risse in una sola notte e penso quando mi dicevano che ero io che dovevo andarmene da Milano Marittima perché non capivo nulla del nuovo turismo giovanile. Eccolo qui, e sicuramente vi piace.

Milano Marittima violenta

Corriere 08/06/2021

Oggi leggo sul Corriere che questo mina la reputazione di quella che un tempo era conosciuta come località vip. No cari miei, eravamo una località signorile e normale. Proprio da quando è partito il baraccone dei vip, o sedicenti tali, è iniziato il degrado. Siamo lontani anni luce e sappiamo chi ringraziare, da altri ricordi, come quando i cervesi stessi non si sentivano all’altezza di sconfinare e lo facevano col vestito buono, un gelato e via.

Lontani anni luce dai ricordi di Vittorio Zucconi sul Venerdì di Repubblica del 28.7.2017 quando dice che poter venire a Milano Marittima era un traguardo sociale dopo una marcia mistica, arrivavano solo i fortunati, la casta, altro che i gruppi di addio al celibato/nubilato e baracconato vario che a pochi euro vanno ormai anche nei 4 stelle.

Anni luce dalla Milano Marittima bella ed impossibile dei ricordi del Console Touring Club su La Voce del 3.9.2012, pensavano di non essere mai abbastanza eleganti per frequentare i suoi viali. Adesso sembra l’ora d’aria della galera alla rovescia, la gente perbene che sta in casa, i delinquenti a fare il comodo loro e a menare pure i carabinieri fino all’alba.

P.S. C’è anche qualche operatore di Milano Marittima che nonostante tutto ha ancora il coraggio di scendere dalle nuvole e chiedere cosa sia successo perché non ha sentito nulla dei recenti disordini…

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

Il Conte ci porta con un tour virtuale a scoprire alcuni dei villini Liberty più interessanti di Milano Marittima.

Anche se sono laureato in Conservazione dei Beni culturali non ho certo la preparazione tecnica di un Andrea Speziali che, sulle ville Liberty a Cervia e non solo ha dedicato studi, libri, mostre importanti, fra l’altro partendo dallo storico villino dei conti Pulle’ di Riccione, famiglia nostra amica già al tempo del mio bisnonno (Principe di San Giorgio a Cremano) e legata addirittura a Milano Marittima e ad un lungimirante ingegnere, Santini, che evitò in illo tempore il terzo grattacielo a Milano Marittima. Oggi, in piena cementificazione militante, la cosa non dirà granché ma fu uno step epocale.

Però, come residente storico, di quelli veri, di quelli che Milano Marittima la hanno sempre vissuta a 360 gradi 365 giorni l’anno, qualche ricordo ce l’ho anch’io, che magari non troverete mai da nessuna parte e che darò col conta gocce per non essere ancora una volta scippato delle mie perle per poi vederle usate da altri senza citarmi!

Adesso i villini Liberty vengono usati come risorsa turistica, come appeal cittadino, purtroppo dal dopo guerra e fino agli anni ’70, invece, erano visti come ruderi ingombranti e difatti molti sono stati fatti fuori o, quando è andata bene, riadattati a nuove esigenze come nel caso dell’attuale gelateria L’Ottocento e nella quale c’è proprio una collezione di quadri con tema i villini Liberty in questione. Perlomeno la storica famiglia Bagioni, già legata alla gelateria La Perla dal 1967, ne ha fatto una bomboniera di stile e di riferimento. In altri casi si erano fatti altri progetti, per fortuna abortiti.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

Anni ’80, Villa Carlotta durante i lavori che la portarono a diventare la Gelateria l’Ottocento

La struttura in assoluto meglio conservata, grazie anche ad un eccellente restauro del quale si deve essere grati agli attuali proprietari, è in rotonda Don Minzoni, la villa della contessa Wanda Malagola, gentildonna morta a 99 anni e parente di uno degli attentatori di Hitler, i più giovani ricordano sicuramente il film con Tom Cruise. Poi ovviamente la villa primigenia del fondatore Palanti, anche questa oggetto di buon restauro, in viale Due Giugno, presto venduta dal grande artista milanese dopo tutti gli attriti che ebbe col Comune cervese e i non pochi atti vandalici di cui fu aggetto. Altro che la favola del “Nostro Pittore” che propinano oggi. Fra l’altro non sarò mai grato abbastanza alla carissima nipote di lui, signora Paola Motta, per avermi fatto una esclusiva visita guidata a due della mostra del nonno ai Magazzini in occasione del Centenario di Milano Marittima, quanto a me, avevo invece fatto da Cerimoniere parrocchiale al cardinale Tettamanzi alla processione religiosa del evento.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

Villa Palanti

Altri villini Liberty carini ma un po’ anonimi si trovano dietro Via Chiesa. Più appariscente ma anche abbastanza fatiscente, il villino in viale Gramsci della famiglia del mio amico di infanzia Giovanni, la cui nonna aveva un negozio di giochi di fianco alla boutique di mio padre. Poi in viale Ravenna resistono due delle quattro originarie villette fatte dalla famiglia Sgarbi, non certo da fondatori milanesi come ho trovato scritto da qualche pirla.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

I villini Sgarbi in Viale Ravenna

La famiglia del caro Amedeo Sgarbi appartiene alla storia di Milano Marittima non fosse per i vari hotel gestiti. Sul viale Matteotti di fronte al ristorante Al Caminetto, aperto verso il 1965 da Lorenzo Di Pietro e rilevata dalla nuova gestione nel 1970 ad oggi, la villa De Maria, ovvero la casa del mitico signor Amelio De Maria, il patron del Woodpecker, che questo blog vi ha fatto riscoprire anche con la trasmissione di RAI Storia girata con noi nel 2014 e andata in onda nel 2015. Una collaborazione di cui siamo orgogliosi. Una villa che poi è stata data anche in affitto e che da bambino ho potuto vivere assieme a certi piccoli amici milanesi la cui nonna blasonata era molto dentro il settore dell’alta moda nonché amica di Marta Marzotto (anche lei veniva a Milano Marittima ma non vi dico dove). Allora potevamo giocare nel vasto giardino poi pesantemente cementificato per farci appartamenti proprio nell’anno del Centenario di Milano Marittima.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

2012, il cantiere per costruire gli appartamenti nel giardino della villa De Maria

Un fiume di ricordi attorno alla ex villa Galli, nel giardino delle suore Orsoline, dove ho fatto prima l’asilo poi la prima elementare. In questo giro virtuale di souvenir dei villini Liberty di Milano Marittima mi rammarico di non aver fatto una foto ricordo dell’ultimo villino con caratteristica torretta raso al suolo per fare, ovviamente, appartamenti a schiera, intendo quello sulla collinetta di viale Milano verso il bivio con Viale dei Pini (perché così si chiama, leggi questo mio articolo).

Del resto da chi a Cervia voleva fare tabula rasa di magazzini e torre non si poteva sperare sensibilità per il patrimonio Liberty della mia Milano Marittima.

Se vi piacciono i villini Liberty e volete approfondire l’argomento non perdetevi il nostro censimento a questo link.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Diversi titoli di giornale dimostrano che il problema movida va avanti già da anni e non si è mai fatto abbastanza per controllarla.

Continua da Notti Bianche, aspettando il morto (prima parte).

Perché voi non c’eravate, tante cose non le sapete e non ve le raccontano. Nel 1970 proibirono la processione della Stella Maris nel tratto chiesa, terza traversa, spiaggia, pare per disturbo all’ordine pubblico. Certo, la statua della Madonna su una barchetta, che ogni ultima Domenica di Luglio andava a benedire il mare dal 1954, era un grave problema di movida molesta, troppa gentaglia a cantare inni e preghiere moleste. Meglio i ragazzi alcolizzati che adesso bestemmiano tutta notte.

Il turismo è cambiato e bisogna essere up to date e proprio per non dare disturbo a questi nuovi angeli della notte che vanno a letto all’alba alcuni albergatori, così mi ha detto un parroco anni fa, gli avevano chiesto di sospendere le campane della prima messa. Vuoi rompere i coglioni con ste campane di giorno quando tutta notte sti bravi ragazzi hanno dato il meglio di loro per lo sviluppo del turismo fashion, glamour, vip di Milano Marittima? Frate insensibile!

Dal sacro al profano, era alla terza traversa il primo Woodpecker (qui trovate la storia), esiliato nel 1968 in campagna perché avrebbe dato fastidio. Certo, un locale di classe, tranquillo, da fastidio e va punito. Come ci ha detto anche Peppino Manzi del mitico Cluny, che conserva ancora fior di verbali dei vigili pronti a scrivere se dopo la mezzanotte il locale non cessava di rompere i coglioni col suo insopportabile pianoforte. Per fortuna oggi le orecchie della gente sono più tutelate e si inizia proprio dopo mezzanotte col bordello e milioni di decibel nella stessa zona degli abbeveratoi.

A guardare la rassegna stampa degli ultimi anni di vede bene una escalation di atti violenti ai quali non si vuole dare uno stop definitivo. Nonostante fatti anche eclatanti per chi è stato coinvolto suo malgrado.

Il Corriere del 27 Maggio 2019 fece un titolone “Distrutta la vetrina di Julian, è movida selvaggia”.

notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Ormai titoli come quello del Carlino del 30 Maggio 2018 “Maxi rissa in viale Milano 3 arresti” sono un must, a partire dal fatto evidente che già a inizio stagione si ripresenta puntualmente il cancro. Già da Pasqua e dai primi ponti.

L’estate 2017 fu particolarmente pesante, già il 4 Aprile leggevamo di carabinieri in servizio aggrediti in un noto ristorante. Il Corriere 4.7.2017 titolava sulla “Ondata di violenza che sta caratterizzando i fine settimana”.

Carlino del 2 Luglio 2017 “Maxi rissa in viale Romagna, 7 in manette, Cabrini dice mi hanno dato un pugno in faccia”.

Carlino del 27 Maggio 2017 “Botte da orbi in strada 2 feriti in ospedale”.

Cervia notizie del 26 maggio 2017 “Rissa furibonda agli Street bar di Milano Marittima con fuggi fuggi generale”.

Carlino del 27 Giugno 2017 “Botte da orbi non si sono neanche accorti dell’arrivo dei carabinieri”.

Carlino del 1 Agosto 2017 ancora “Botte da orbi”.

Corriere del 22 Aprile 2017 “Basta scene raccapriccianti e pipi in strada”.

Corriere del 2 Luglio 2017 “Due carabinieri feriti”.

Intervenne anche il sindaco sul Carlino del 4 Luglio 2017 “Episodi rari, Milano Marittima località per tutti”.

Certo, si vede, oggi come nel 2020, nel 2019, nel 2018, nel 2017 ecc. Una storia che nasce da lontano quando invece di dare un alt agli eccessi, non un alt al divertimento normale sia chiaro ai finti tonti, si è sempre cercata la tutela della movida più che di tutta la restante Milano Marittima a partire dai residenti. Prova ne sono vecchi articoli ormai dimenticati, dopo certi brutti fatti come tirare monetine o cubetti di ghiaccio ai carabinieri arrivati a far abbassare semplicemente i decibel.

notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Basti dire che io stesso anno scorso a mezzogiorno circa, del 25 Agosto, sono stato aggredito verbalmente e inseguito per essere aggredito anche “manualmente” da 3 persone cinquantenni perché, siccome camminavano in riga in mezzo alla strada, mi ero permesso di segnalarmi alle loro spalle sfiorando, non suonando, il gracile campanellino della mia bicicletta. Per fortuna stavano passando pure 2 auto dei carabinieri, altrimenti l’ospedale era assicurato.

In questa gente ormai da vent’anni è insito il senso di totale auto referenzialità, ovvero di poter fare il comodo proprio a Milano Marittima giorno e notte, con le altre persone, nei locali, per strada ecc.

Sul Carlino di ieri, 25 Maggio 2021, leggo che per qualcuno le risse di Milano Marittima sarebbero un problema nato dalla contingenza ma, sappiamo tutti, che queste cose succedono ormai da due decenni.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Milano Marittima verdemare

Dicono che Milano Marittima avrà un lungomare pieno di verde, ma forse non tutti si ricordano che fino agli anni ’80 di verde ce ne era più di quanto potranno mai piantarne.

Partiamo col dire che lo scrivente non fa battaglie cosiddette di retroguardia o sterili polemiche nostalgiche. Faccio semplicemente storia di Milano marittima, quella vera e debiti raffronti specialmente con chi, oggi, vuole vendere fantasie a chi magari non ha ricordi della località perché anni fa non la viveva e non la frequentava, anche per motivi di età.

lungomare

Quando oggi, infatti, leggo di continuo che Milano Marittima finalmente avrà un lungomare verde e addirittura tutta Milano Marittima è sempre più verde, mi girano quelle palle che non sono quelle che ho sullo stemma di famiglia.

hotel

Basta vedere le innumerevoli foto aeree e cartoline, se non credete a me, che dopo 47 anni di residenza annuale a Milano Marittima qualcosa da insegnare penso di avere, visto che si tratta del mio vissuto quotidiano.

spiaggia

 

Prima degli anni del Boom le case che si affacciavano sulla spiaggia avendo davanti solo le famose dune e la pineta, erano quelle che oggi si trovano nella parte di viale 2 Giugno lato monte.

Milano Marittima lungomare

Poi è iniziata la costruzione della fascia alberghiera sul mare. Nonostante ciò, fino a tutti gli anni ‘80 e non solo, la fascia compresa fra gli hotel ed il retro dei bagni era piena di verde, e nonostante oggi qualcuno minimizzi di radi cespugli, si trattava di nutrite file di alberi di vario tipo, oltre a siepi anche molto alte.

Milano Marittima verdemare

Basta guardare le foto e le cartoline, si vede bene, anzi benissimo. Poi da fine anni ‘80 è sparito non dico tutto, ma moltissimo e non è stato a causa di malattie delle piante o uragani…

Milano Marittima lungomare

Veramente allora si viveva nel verde, non solo in pineta, ma dappertutto, dalla spiaggia ai viali, alle case private e nei condomini, senza aver mai sentito nessuno lamentarsi, come qualcuno oggi che dice che gli alberi stanno bene solo in pineta. Si veniva infatti a Milano Marittima per questo. Per questa peculiarità, per questa magia, specialmente in autunno o quando nevicava.

Milano Marittima spiaggia

Del resto solo un cretino prende casa a Venezia per poi lamentarsi che c’è troppa acqua. Purtroppo negli ultimi anni a Milano Marittima le motoseghe hanno fatto da padrone e Milano Marittima può fare concorrenza alla Finlandia per esportazione di legname.

 

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi