Il pensiero del Conte Archivi - Pagina 32 di 72 - Il blog di Cervia e Milano Marittima % %

Ciclisti pirati a Milano Marittima

ciclisti pirati a milano marittimaOltre ai ragazzacci alcolizzati vandali e casinisti del weekend, ormai gli unici clienti sicuri alla faccia di qualsivoglia allerta meteo o Giudizio Universale imminente (perciò più ricercati di quanto non venga raccontato per salvare la faccia) c’è un altra categoria (passatemi il termine) che invece cala regolarmente su Milano Marittima tutti i giorni: i ciclisti stile Pantani. Bardati ed equipaggiati di tutto punto, fuorché di educazione tanto stradale che civica, pirati con la “P” minuscola, questi qui. In una Milano Marittima nota per le strade geneticamente dissestate per le radici, dovrebbero essere proprio gli ultimi a preferire questi circuiti cittadini ormai più vicini al dressage o a veri minigolf decentrati, invece no! Guai a non fare la Rotonda Primo Maggio, guai a non infilarsi nel Gramsci pedonale ed ora anche nel nuovo tratto di Viale Matteotti, sempre sfrecciando come in un velodromo diffuso! Anche quando c’erano i lavori del restilyng e i marciapiedi davanti ai negozi erano ridotti per le transenne, loro passavano raso alle vetrine come in una tappa del giro d’Italia. Bisogna vederli quando, in volata di gruppo, dal Matteotti si immettono in pineta svoltando alla Quarta Traversa (ovviamente senza mettere il braccio indicatore) passando qui a raso delle villette. Dalle quali uscisse per caso un bambino o un anziano, gli sarebbe fatale, come incontrare una trebbiatrice… Quante volte con l’amica Bianchi, nipote di un fondatore milanese, li abbiamo visti, e sentiti… Perché urlano, non parlano. Provenendo tutti o quasi dall’entroterra campagnolo urlano come fossero sul trattore acceso nei campi a dar ordini, e così anche quando si fermano in un bar, dov’è subito aria da vecchia osteria… Sono ovunque i padroni, guai. Non si fermano al semaforo rosso “perché seno’ perdiamo il ritmo” mi disse uno tempo fa, con una logica da roulette russa. “Non rompere i coglioni scemo!” mi ha detto uno sulla sessantina giorni fa. Cosa gli avevo fatto? Mi ero regolarmente fermato allo STOP del Matteotti per dare precedenza alla Jelenia Gora, lui invece mi aveva sorpassato di velocità sulla destra rasando sia me sia il marciapiede e aveva tirato dritto facendo inchiodare due auto. Io avevo detto “Scusi ma si fa così?” e così mi aveva apostrofato questo bell’esempio di sportivo! Non gli passa manco per l’anticamera del cervello che siamo non solo in un centro abitato, ma siamo anche una località turistica, quindi non una pista. E se tempo fa qualcuno ha messo rami o tronchi nei sentieri della pineta forse non è stato un bel gesto ma è l’esasperazione per questi continui comportamenti prepotenti ed arroganti. Io sono il primo che non vede l’ora che arrivino miti temperature per girare finalmente per la mia Milano Marittima in bicicletta, ma questi di godersi Milano Marittima, la pineta ecc non importa nulla, devono solo pedalare forte, tirare. Fa un po’ ridere vedere certi cartelli pubblicitari che invitano a godere passeggiate all’aria balsamica della pineta, non solo perché c’è sempre meno verde ,non solo perché poi ci sono i cartelli di divieto, ma soprattutto perché è più facile trovarsi un cerchione nel culo il che non è tanto salutare… Un ultimo episodio. Costeggiando il Canalino sul sentiero dell’argine, una volta vidi arrivare un gruppo di turisti stranieri anche loro in bicicletta, e mi feci di lato. Erano cinque e guardandomi, uno per uno mi dissero col sorriso un “Krazie”. Cinque volte Krazie…. Al ritorno, sentii alle spalle un urlo “Spostati!” urlato con cattiveria e pronunciato con una “s” tipica di certe avite ignoranze della nostra Romagna purtroppo radicate tutt’oggi, e capii che la cultura della bicicletta da noi è lontana anni luce da quella di altri popoli, dove anche principi, re e regine girano sulle due ruote e rispettano gli altri…

Il Conte che non conta

Un calcio a Milano Marittima

Un calcio a Milano Marittima“Vuoi un autografo?”, ” No, voglio salutare mio zio”. Così un bel pò di anni fa mi chiese Alberto Tomba, e così risposi io , mentre ero fermo a guardare l’orgoglio dell’Arma mentre palleggiava sulla battigia del Mare Pineta assieme a mio zio, il Principe di San Giorgio. Che come tanti di noi non usa del titolo per quella modestia e discrezione che ci vengono inculcate come marchio di fabbrica fin dall’ infanzia. All’opposto a Milano Marittima ci sono alcune categorie che ostentano, il nome, la fama, i soldi, le donne. Sono quei famigerati calciatori ai quali, stando a certi stolti, Milano Marittima dovrebbe tutto o quasi della sua fama! E magari anche la fortuna economica! Domanda: che Guardiola e Sarri alcune sere fa abbiano cenato nell’hotel dell’amico e collega Arrigo Sacchi dietro casa mia, quale ricaduta economica ha avuto sul paese? Certa stampa assistita dal web continua col mantra di una “Milano Marittima paradiso dei bomber” oppure “Il paese dei balocchi dei bomber” nel quale si terrebbero fior di “tornei per VIP”. Francamente questo “paradiso estivo dei calciatori” (Dagospia.com E la chiamano Estate 15/6/2017) la vedono solo loro. Un noto imprenditore ammette che c’è “forse qualche calciatore in meno, ma noi resistiamo”. Ed invece ecco puntuale la Gazzetta dello Sport del 19/6/2018 che ci dice dove sono i grandi nomi del nostro calcio: Ibiza, Formentera, Maldive, Versilia… a Milano Marittima ci sono solo le solite chiacchiere… Anche i giornaletti della stampa gossip ci dicono che qui non vengono, sono sempre al mare altrove. Insomma diciamocelo, vengono solo quando ci sono eventi in cui sono ospiti. Quanto a quelli, pochini, che qui avrebbero messo radici, non brillano né per liberalità, né per simpatia, anzi, e tralasciamo il resto. Unica felice eccezione proprio Arrigo Sacchi, sempre gentile e disponibile con tutti ,anche per strada, l’unico che non se la tira e saluta anche chi non conosce secondo uno stile più nord europeo che nostrano. Ma del resto, lui davvero è uno dei nostri, uno di Milano Marittima, ben prima di avere l’hotel ed il villone sulla pineta (al centro anni fa di stupide polemiche) già proprietà di un nobile forlivese. I suoi genitori erano già a Milano Marittima tanto tempo fa in zona Anello del Pino, e non lontano da un modesto bagno dove iniziarono a venire proprio i primi calciatori di livello… Era l’epoca del mitico Conte Rognoni, falso Conte ma grande imprenditore sportivo, anche lui con villa nel Piccolo Parioli di Milano Marittima. Anche l’esperienza di “Campioni, il sogno” nonostante il battage mediatico, si risolse in un flop, una brutta copia in scala ridotta, dell’andazzo e delle arroganze dei colleghi più illustri, sempre chiusi nel gioco dei quattro cantoni a beneficio di alcuni locali del viale Gramsci, tolto il chiosco della piadina difronte, grazie ai gruppi di ragazzine che passavano il tempo ad imbrattare i muretti del Centro Climatico Marino in attesa di vedere questo o quello. Quello che ne è uscito meglio, Maradona Junior, il più gentile, il più modesto, benché figlio di tanto padre. La riprova che l’importante è essere non apparire, e Milano Marittima non fa VIP solo perché sei qui.

Il Conte che non conta

Parcheggiare a Milano Marittima

parcheggiare a Milano Marittima

Problemi di parcheggio o turismo sbagliato?

“Vedi? Io uso sempre la bicicletta, così capiscono che sono residente!” così mi buttò li anni fa il rampollo di una famiglia di vecchio corso col villone alle traverse. Allora ci risi su parecchio, adesso pensandoci, la battuta aveva un suo senso. Una volta, chi veniva a villeggiare nella propria casa o appartamento, scordava le auto ed usava solo le biciclette come noi residenti tutto l’anno. I turisti perlopiù si sfiziavano coi risciò dei noleggi, e comunque nessuno in un paese lungo si e no due chilometri, sentiva la necessità di usare auto, bus e trenini vari. Com’è salutista, com’è piacevole, com’è ecologico passeggiare o girare in bici e poi invece… tutti in macchina! Ed ecco anche il cosiddetto problema dei parcheggi. Parlando con un notissimo albergatore in attività da metà anni ’50, ecco sentirmi dire finalmente una verità, che cioè il “problema” non è tanto dei turisti, quanto nostro. Si parte coi dipendenti degli hotel stessi, che già di prima mattina si infeudano quasi intere traverse, quando una volta si spostavano pure loro a piedi o in bici. Oggi non si contano gli avanti indre’: arrivano la mattina, vanno via dopo pranzo, tornano nel tardo pomeriggio e via di nuovo la sera. Poi ci sono i nuovi residenti, quelli degli appartamenti sorti come funghi. Sebbene siano TUTTI dotati di quei parcheggi sotterranei che anche da noi si invocano quale mezzo salvifico al pari di altre realtà costiere, Rimini in testa, col cavolo che li usano! Anche loro parcheggiano per le strade, possibilmente davanti a case altrui, e parcheggiano pure più mezzi, l’auto di lui, l’auto di lei, l’auto del figlio/a con la scusa che “la strada è di tutti”. Con questa bella logica, si capisce che ogni Traversa dovrebbe essere lunga tre/quattro volte più di quello che è solo per far parcheggiare questa bella genia… Poi ecco gli sburoni dei macchinoni più o meno noleggiati, quelli che hanno un vero godimento intimo nello sgasare e rombare per i nostri viali, per parcheggiare davanti a prescelti bar e ristoranti alla moda, magari beccandosi anche una multa ma chi se ne frega, tutti si girano, tutti li ammirano, tutti li invidiano! Mai auto così costose hanno favorito tanta becera poraccitudine morale. Gente che col cavolo lascerebbe il bolide in qualche parcheggio periferico per poi fare che? Arrivare in centro con la navetta di Nonna Papera? Finirebbe il gusto. L’idea di usare la Colonia Varese quindi, non è solo inutile, ma anche immorale, e cozza con la nostra storia, non solo cittadina, ma anche nazionale, poiché è un fatto che studiosi di fama la considerano la colonia più significativa realizzata dal Fascismo in assoluto! Altro che parcheggione stile ipermercati! Mi piange il cuore, ma davvero allora meglio sfruttare l’area della scuola elementare Mazzini che ormai non serve a nessuno di Milano Marittima, perché il 99% dei bambini viene da altre zone, addirittura dal Forese, quindi loro potrebbero tornare a frequentare le scuole di pertinenza com’era una volta, e noi elimineremmo anche un bel po’ di traffico: la scusa che è comoda ai genitori che lavorano a Milano Marittima è una fantasia, perché può valere giusto per 4/5 famiglie non più, non raccontiamocela. Li portano a Milano Marittima per la nomea e basta, visto che tutto quel verde che oggi cercano tutte le scuole in tutta Italia proprio alla Mazzini è stato fatto fuori al 90% rispetto ai miei anni. E poi va bene che dalla Quinta Traversa fino a Lido di Savio è ancora tutto parcheggio non a pagamento! La zona Traverse così bistrattata dalla mentalità idiota che non esiste nulla oltre la Rotonda Primo Maggio, ed abbandonata da qualsiasi progetto manutentivo, è il vero parcheggione utile di Milano Marittima e non di rado anche selvaggio: sui marciapiedi, davanti ai passi carrai, anche dentro i cortili e vialetti privati (come il mio)… Se poi ci sono hotel che hanno preferito espandersi in muratura e non offrono un numero consono di posti auto ai clienti, il problema parcheggi è loro, non certo di Milano Marittima o dell’amministrazione comunale. Essendo nata città giardino, e luogo di turismo elitario, quindi per pochi, logicamente Milano Marittima prevedeva pochi parcheggi e tanto verde, mentre altre realtà limitrofe come Pinarella, essendo partite turisticamente molto dopo, cioè negli anni del turismo di massa che vedeva anche più auto per tutti, si sono attrezzate meglio già da allora… Certo è che in estate, ma soprattutto in inverno, vedo sempre più traffico a Milano Marittima sul Viale Matteotti e sul Due Giugno, e non capisco perché. Non ci sono uffici pubblici o di altro genere, non ci sono più le attività commerciali di prossimità, ci sono solo le boutiques attorno alla Rotonda: dove cazzo deve andare tutta sta gente? Per andare da Savio a Cervia potrebbero usare la Statale o la Ascione, ma si infilano a Milano Marittima lo stesso, perché è sempre un modo inconscio di dirsi “Adesso qua ci posso mettere piede anch’io”. Vedi i ciclisti stile Pantani: abbiamo le strade tutte radici tutte scassate che certo non favoriscono la volata, eppure anche loro se non passano di qua, se non passano dalla Rotonda e dal Gramsci, si sentono schiattare! Quattro o due ruote, a non girare purtroppo è sempre il cervello…

Il Conte che non conta

Milano Marittima piscine e pisciate

milano marittima piscine e pisciateInnanzitutto, ancora un grazie ai nostri Carabinieri, anche in questa situazione sono intervenuti a gamba tesa dimostrando che LORO CI SONO. Come in tutte le altre volte, e le quotidiane cronache cittadine lo confermano, chi dice il contrario mente sapendo di mentire. La presenza di una NOSTRA caserma è da tutti valutata come un valore aggiunto alla località, anche dalla stampa (Carlino 17/6/2018). Due turisti sono stati multati ciascuno 3 mila euro per aver orinato per strada. Subito si è scatenata la ridda di commenti e polemiche, che si ostinano a non voler vedere il nocciolo del problema. Intanto, se c’è una legge, un’ordinanza ecc la si fa rispettare: punto. Dipoi, lo sapete tutti, e lo sapete benissimo, che questo target di “turisti”, cioè la ragazzaglia alcolizzata che gavazza tutta notte fino mattina, specie nei weekend, l’educazione di BASE non ce l’ha, anzi si pregia di non averla e di fare ciò che fa. Per sentirsi padrona della località e sfogare la propria nullità. Il senso di impunità è accessorio. Del resto, quando ti permettono di andare anche negli hotel 4 stelle per una miseria e fare i comodi tuoi, quando da anni ti hanno pure convinto che senza di te il turismo di Milano Marittima sarebbe morto o perlomeno in coma, e perciò tutto ti è dovuto con tanti salamelecchi, che vuoi che sia una pisciata per strada? Basta leggere l’età dei sanzionati, anche in altre occasioni, e capisci che se sono così a 30/40 anni ormai sono irrecuperabili, le multe sono l’unico modo per scoraggiarli. Non educarli, come talvolta professa il nostro buon sindaco, perché se avessero un minimo sentore di educazione sui social andrebbero poi a scusarsi non a lamentarsi! A lamentarsi sono i residenti come lo scrivente, che mentre qualcuno la mattina va a casa col portafoglio pieno, non solo non hanno dormito per gli schiamazzi allucinanti, ma devono pulirsi davanti casa anche peggio che le pisciate. E non è cioccolata. E sui vandalismi sorvoliamo. Milano Marittima è diventata in molte parti un vero abbeveratoio, e davanti a certi market leggere affissioni tipo “Offerta weekend 3 birre 5 euro” se non è illegale e perlomeno immorale, e collettore di un turismo che già in pieno giorno ci fa assistere a scene da piangere, nel vedere tanti giovani ridotti a spugne. Agli ipocriti che al bar commentavano la notizia della multa (Carlino e Corriere 16/6/2018) dicendo che è uno spot di inizio stagione che non avrà seguito, voglio dire: vedremo, ma sapete benissimo che quando poi le forze dell’ordine si mettono d’impegno c’è la solita levata di scudi, contro sbirri prepotenti e sindaci sceriffi, ed in prima linea tuonano certi operatori un po’ come quelli che inveivano contro le multe ai clienti dei vucumpra’, paurosi di vedersi scappare i vacanzieri… “Serve il pugno duro aumentando i presidi, nei fatti la presenza di persone in divisa è un deterrente” (Carlino 17/6/2018) frase che mi fa rabbia perché non solo è impensabile mettere una divisa dietro ogni pino, ma ricorda certi cattivi genitori che invece di prendersi la propria responsabilità nell’educare i figli, non li sgridano facendo scaricabarile “Guarda che se non fai il bravo bimbo il Signore ti picchia”, ” Se non ubbidisci chiamo il lupo”… Infine, a chi dice che effettivamente coi nuovi arredi urbani si poteva prevedere qualche utile bagno pubblico piuttosto che fontanelle e piscinette, in tutta onestà volete vendermi che questa gente davvero li userebbe? Queste bande di decine e decine di ubriachi fradici che manco stanno in piedi farebbero la fila ai cessi pubblici cercando intanto le monetine? Durante i lavori di restyling sul Canalino era pieno di cartelli “Biciclette a mano” e nessuno li rispettava, tanti passavano velocemente anche in motorino. E allora, dovevamo mettere al Canalino una guardiola della Municipale? Le ragazze che alle sette di mattina alla Rotonda si sono tirate giù le mutande per pisciare e davanti alla perplessità di mia madre le hanno risposto “Fatti i cazzi tuoi vecchia di merda” sono qui perché ci sono poche divise o perché attirate da un turismo che ha sbagliato totalmente rotta?

Il Conte che non conta

I vippi a Milano Marittima

“Ville di lusso occupate a sbafo, in totale dal 2013 senza interruzione sono tre le case di rango occupate nella località, tutte case di pregio di Milano Marittima” così il Carlino 8/6/2018 su una indagine curata dai nostri solerti Carabinieri.

I vippi a Milano Marittima

La villa firmata dal famoso designer e architetto Gio Ponti che si trovava in Viale Michelangelo fu abbattuta per costruirvi al suo posto alcuni moderni villini.

Che per locare si spacciassero per gente facoltosa, non deve stupire, ormai è prassi: da anni ormai basta venire a fare gli sburoni, e si viene accolti a braccia aperte, vuoi che si affittino case, vuoi che si affittino attività, ed anche queste sempre più spesso vengono abbandonate senza aver pagato pigione. È il conto, sempre più salato, che sta pagando una località che ha puntato sempre più sull’apparenza, e ha dimenticato la sostanza, a partire dalle famiglie che ne hanno fatto la fortuna, economica perché i soldini li avevano davvero; e la fortuna a livello di immagine, perché pur amando il low profile vantavano cognomi comunque di grande prestigio… Neanche riportando in auge i vecchi bunker potremmo, ormai, arrestare l’invasione di avventurieri e neocafoni destituiti da ogni senso di colpa, e che certa stampa incentiva anzi a trovare qui a Milano Marittima il palcoscenico ideale. A partire dai “VIPPI” che si risolvono il più delle volte in macchiette televisive o da giornalino della parrucchiera , quando fino agli anni Novanta avevamo liste da Almanacco di Gotha e da CDA di grandi industriali internazionali. Veramente in questi giorni mi stupisce di più scoprire che a Milano Marittima ci sono non pochi cuochi e camerieri (italiani e stranieri) che tutta estate abiteranno in altre ville di pregio delle Traverse, che magari sul mercato immobiliare sono arrivate a prezzi di milioni di euro! Usufruendo così anche di quei vasti giardini che, ormai, sono rimasti identitario appannaggio di queste case della nostra vecchia èlite, ed alla faccia dei fazzoletti verdi dei nuovi villini…. Una volta il personale alberghiero non godeva certo di simile trattamento, anzi! Ricordo racconti di vita, anche promiscua, sotto i tetti, bagno unico per tutti e via andare, prendere o lasciare, non proprio il massimo in una terra romagnola che si è sempre vantata delle sue lotte sociali e sindacali a favore delle classi lavoratrici… Giorni fa ho sentito un imprenditore arrivato qui da Bologna nel 2000 dire “Pensavo di ritrovare la Milano Marittima di sobria eleganza della mia infanzia, ed invece… sono rimasti pochi locali, e sono pure quelli sbagliati”… Del resto mentre scrivo guardo la piadineria-pub difronte e c’è un gruppo di addio al nubilato con la sposa che ha in testa una coroncina di piccoli cazzi (si avete letto bene) che viene ovviamente acclamata da un altro gruppo di sfigati, e tutti pronti a trasformare la notte nell’ennesimo casinificio. E siamo solo alle 13.25 di un venerdì piovoso e freddo. A Forte dei Marmi recentemente un gruppo di famiglie storiche ha vinto la battaglia contro le giostre che l’avrebbero deturpata, da noi invece il circo continua. Imprenditori seri,anche di nome consolidato, che alla fine si stancano e preferiscono dare forfait, a scapito di avventurieri accolti a braccia aperte come novelli Messia del turismo. Ville offerte sul mercato manco fossero Versailles e poi date al personale di servizio degli alberghi. Tante parolone sull’esclusività, fashion, glamour ecc per poi ridursi a fare cassa alla men peggio coi gruppi di anziani, addii a celibato e nubilato o famigliole dei parchi divertimento. La Milano Marittima dove la leggende metropolitana ripete che si paga anche l’aria che si respira ma dove di fatto anche questa estate 2018 ha visto il moltiplicarsi di posti dove si beve e si magna per una dozzina di euro, roba che non succedeva manco alla Festa dell’Unità a Montaletto. Si commissionano prestigiosi studi turistici alla Bocconi, poi all’atto pratico si spera sempre nel “ponte ” successivo, si spera nel caldo e nel sole, insomma si spera nella Madonna, il che non mi pare una pianificazione o una strategia commerciale degna di un paese che si vuole al top e modello rispetto altre realtà vacanziere. E lasciamo perdere quei pirla che insistono sulla favola che Milano Marittima deve tutto ai calciatori ecc. Io ne vedo uno tutta estate con addosso invariabilmente lo stesso pantaloncino da mare da quando ha preso casa qui, un pantaloncino talmente liso che al confronto la Santa Sindone sembra fatta ieri… E con questo ho detto tutto.

Il Conte che non conta