La storia di Cervia e Milano Marittima - Scopri la storia della nostra località.

La storia di Cervia e Milano Marittima

Stadio Germano Todoli

Lo Stadio Germano Todoli di Milano Marittima ha una lunga storia alle sue spalle che inizia nei lontani anni ’30.

La storia dello Stadio Germano Todoli risale al 1938, periodo nel quale Mussolini venne a Cervia a inaugurare lo stabilimento Bagni, oggi Kursaal, e chiese alla popolazione presente cosa servisse al paese. Il fruttivendolo Augusto “Basagnòn” Piraccini chiese lo stadio. Il Duce acconsentì, accordando anche 75.000 lire, e in quello stesso anno fu completato e battezzato con il nome “Stadio dei Pini” perché si trovava, come tutta Milano Marittima del resto, dinanzi alla pineta.

Stadio Germano Todoli

Lo spiazzo dove verrà edificato lo Stadio dei Pini

stadio germano todoli

Lo stadio dei Pini in costruzione

Il 7 giugno 1939 viene deliberata la costruzione dello stadio. Si ringrazia Franco Balsamo per i documenti.

Stadio Germano Todoli

Stadio Germano Todoli

Il 31 Marzo 1945 gli aviatori australiani del 3° Squadron RAAF che risiedevano nell’aeroporto militare di Milano Marittima, si cimentarono in una gara da loro stessi organizzata e chiamata Giornata dello Sport.

3° Squadron RAAF milano marittima

LO STADIO GERMANO TODOLI OGGI

Il 17 Febbraio del 1992, fu ribattezzato Stadio Germano Todoli in onore del presidente delle migliori stagioni del Cervia.

Oggi ha una capienza di 3000 posti ed è composto da una tribuna centrale, coperta, a cui nel 2004 sono state aggiunte tribune smontabili sul lato opposto. Sul retro della tribuna principale è presente il fabbricato adibito a sede della società calcistica Cervia, mentre adiacente a sud vi è l’antistadio in erba sintetica.

Alcuni si ricorderanno che il 29 Giugno 2009 vi si giocò il II° Italian Superbowl, vinto dai Giants Bolzano sui Marines Lazio per 35 a 21.

LE FOTO DELLO STADIO GERMANO TODOLI

Stadio Germano Todoli

Stadio Germano Todoli

LA STORICA SQUADRA DEL BAR CENTRALE

Da fine anni ’60 all’inizio degli ’80 ebbe vita un torneo calcistico che coinvolgeva i bar del cervese. Milano Marittima era rappresentata dal Bar Centrale. Ecco i nomi della nutrita squadra:

Foschi Alberto, allenatore
Giorgini Franco, attaccante
Giacchini Emilio, terzino
Ensini Isidoro, portiere
Raggi Roberto, portiere
Massi Alfredo, portiere
Savini Daniele, centrocampista
Villa Bruno, libero
Cereda Marcello, terzino
Cereda Massimo, terzino
Castagnoli Claudio, stopper
Dal Pozzo Giovanni, centrocampista
Maraldi Davide, centravanti
Maraldi Maurizio, centrocampista
Nanni Francesco, ala destra
Folicaldi Rossano, trequartista funambolico
Bartoletti Romano, centravanti
Ghirardini Rossano, terzino
Lorenzini Anges, attaccante
Lorenzini Maurizio, centrocampista
Sedioli Franco, supporter
Leonori Beppe, Presidente senza portafoglio (era di Lucca ma abitava a Milano Marittima con la famiglia dove gestita alla Settima Traversa il ristorante “La Lanterna Da Beppe”)

squadra bar centrale milano marittima

LA STORIA SPORTIVA DEL “CERVIA 1920”

Fonte cervia1920.it

squadra di calcio milano marittima

LA FASE PIONERISTICA

Il Cervia non ha mai partecipato a nessun campionato professionistico della FIGC, rimanendo sempre nel panorama dilettantistico del calcio italiano. L’attività nasce nel periodo in cui la città viene riconosciuta “Stazione termale”, iniziando a giocare in un’area in prossimità del vecchio lavatoio, negli anni 1930 la squadra si dà un assetto maggiormente organizzato prendendo il nome di Società Sportiva Cervia e si trasferisce in un campo presso il Lungomare (oggi Lungomare D’Annunzio). Facevano parte di quella squadra i portieri Mario Vicari e Nerio Marzelli, i terzini Juvarez Penso e Olindo Dallamora detto gamba ad sàrar (gambo di sedano), il centromediano Alfredo Collina, Pietro “Piròn” Grassi (già ciclista dilettante), Alberto Cortesi, Fernando Zoffoli, Sergio Fusconi, Giovanni “Rino” Cecchi, Erminio Bigotti.

La squadra, con questa fisionomia e gli innesti di Quarto Vicari, Boesio Casanova, Tolmino Medri e Germano Todoli, rappresentò la società sino al 1939 quando a Milano Marirrima venne inaugurato lo Stadio dei Pini.

IL SECONDO DOPOGUERRA

Il periodo bellico, oltre che a portare lutti e distruzioni, rallentò la nascente industria turistica, ma non fermò mai del tutto l’attività calcistica, fatta anche di situazioni estemporanee come quella del 22 Agosto 43 quando il Cervia sconfisse la rappresentativa dei militari della Germania nazista per 2-0, mentre nei primi giorni del 1944 pareggiò con la rappresentativa militare della Repubblica Slovacca per 1-1.

Subito dopo la fine delle ostilità e la liberazione, avvenuta a Cervia il 22 Ottobre 1944 , il calcio cercò di dare una mano alla ricerca della normalizzazione, nell’agosto 1945 si tenne nel vecchio Campo del Lungomare un trofeo calcistico dedicato ai Caduti cervesi, seguì di lì a poco una partita amichevole con il Ravenna Calcio finita 2-0 per i ravennati. Nell’ottobre dello stesso anno venne ufficialmente ricostituita la squadra grazie soprattutto allo sforzo di Boesio Casanova (poi presidente), Mario Baldisserri, Domenico Fusaroli, Dino Penso e Bruno Masini: il 15 Ottobre presso la sezione bolognese della FIGC, in piazza XX Settembre, nacque ufficialmente quella che venne denominata A.S. Cervia, che riprese a giocare al vecchio Campo del Lungomare, in attesa dei lavori di ripristino dello Stadio dei Pini, dove rimanevano di stanza le truppe polacche.

La prima stagione del dopoguerra 1945 – 1946 , il Cervia venne inserito nel Campionato Regionale di Prima Divisione Girone B, assieme ad altre undici formazioni romagnole, la squadra cervese ottenne un dignitoso ottavo posto con 17 punti figli di sei vittorie, cinque pareggi e dieci sconfitte. L’anno successivo va decisamente meglio, quando raccoglie un terzo posto dietro Castrocarese e Perticara, mentre nella stagione 1947 – 1948 ottiene comunque un lusinghiero quarto posto. Dalle altalene degli anni successivi, si giunge ai primi anni ’50 che segnarono invece una temporanea sospensione dell’attività dell’A.S. Cervia, che venne in toto sostituita dal C.R.A.L. Salina di Cervia , presieduto dall’ingegner Indini ed allenata dall’ex capitano della Nazionale di Calcio della Polonia Noviski.

L’APPRODO IN IV SERIE

Il Cervia riprende l’attività nella stagione 1953 – 1954 cogliendo un quarto posto nel campionato di Prima Divisione Girone A, l’anno successivo la squadra scende al settimo posto per poi risalire l’anno dopo al sesto: è il preludio alla stagione 1956 – 1957 che porta il Cervia nell’anelato Campionato Nazionale Dilettanti con la vittoria in campionato a 42 punti, uno in più della Pol. Moretti Cesenatico, grazie a 20 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, ruolino di marcia notevolissimo. La salita della squadra è figlia non solo delle capacità dei giocatori ma anche di una città che vive il boom turistico e demografico, cavalcato da Todoli presidente e Masini vicpresidente, che portano il Cervia a giocare in due anni la IV Serie e poi la Seria D sino alla stagione 1971 – 72.

Difatti, il Cervia nel 1957 – 1958 , allenato da Biagini, inanella un’altra stagione notevolissima: da neopromossa sbanca il Girone A del CND con 36 punti e giunge in IV Serie . Fanno parte della squadra Zanini, Benvenuto, Vignoli, Proni, Sintoni, Ridolfi, Brighi, Coari, Proli, Guidazzi, Bertaccini, Bettancini, Bianchedi, Lelli.

La prima stagione in IV Serie del Cervia coincide con la disputa di gare che, attualmente potrebbero giocarsi solo come amichevoli precampionato: Cesena Calcio , Rimini Calcio (battuto allo Stadio dei Pini 2-1). Il decimo posto finale (13 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte) è un risultato che la società può a ragione giudicare ottimo. Nella successiva Serie D 1959 – 1960 nuova denominazione della IV Serie), il Cervia si batte ottimamente guidato da Libero Zattoni in panchina, ma è sicuramente meno attrezzata di Cesena, Fano e Jesi, che giocano per la promozione; il quarto posto finale è degno di nota, ottenuto con 13 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte.

Inserito nello “scomodo” girone C della Serie D 1960 – 1961, il Cervia allenato da Modanesi giunge nono, ridimensionato nelle aspettative, ma gioca le sue partite ufficiali più lontane da casa: Merano e Monfalcone, i 35 punti finali situano la squadra rivierasca in una tranquilla metà classifica.

UN PASSO DALLA SERIE C

La Serie D 1961 – 1962 costringe di nuovo il Cervia a lunghe sfacchinate fino a Trento . La formazione ritrova il derby con il Moretti Cesenatico che batte i cervesi per 1-0 in casa e strappa il pareggio a Cervia, i gialloblù hanno comunque la soddisfazione di battere il CRDA Monfalcone vincitore del girone, pur terminando al dodicesimo posto appena sopra la zona retrocessione, con 30 punti in 34 gare. I risultati fanno riflettere sul rischio di scivolare lentamente verso la categoria inferiore, così il Cervia riesce ad allestire una squadra veramente efficace a partire dal centrvanti Berti, tuttavia la fortissima Vis Pesaro domina il campionato vincendo per distacco proprio sul Cervia capitanato da Scarascia, che si fermerà a 43 punti contro i 50 dei marchigiani, pur avendoli fermati con due pareggi per 0-0. Il secondo posto è il miglior risultato della storia del Cervia, frutto di 14 vittorie, 15 pareggi e 5 sconfitte. La squadra non risente del contraccolpo psicologico del secondo posto e nella Serie D 1963 – 1964 il Cervia, pur avendo molti occhi puntati addosso per il precedente ottimo campionato, ottiene comunque un prestigioso quinto posto battendo anche la vincitrice del girone, il Carpi.

Ben diversa si presenta la Serie D 1964 – 1965 : dopo un avvio con buoni risultati, i gialloblù allenati da Arnaldo Pantani scivolano progressivamente verso le retrovie fino all’orlo del baratro, evitato solo grazie alla vittoria in un drammatico spareggio giocato ad Arezzo , dove il Cervia batte il Cattolica Calcio per 4-3 salvando la stagione. Nella Serie D 1965 – 1966 la presidenza della società passa da Boesio Casanova a Germano Todoli , l’allenatore Pantani confermato ha a disposizione i fedeli Esposito, Zoffoli e Piretti, ed in porta il faentino Attilio Santarelli, e così giunge un soddisfacente settimo posto che il Cervia migliora nella stagione successiva dove domina il Città di Castello che all’epoca contava su Silvano Ramaccioni come direttore sportivo. In quest’ultima stagione i gialloblù rinnovati soprattutto nelle retrovie e con Fabbri in attacco si tolgono soddisfazioni come battere il Parma Calcio di Sergio Brighenti grazie soprattutto alla seconda miglior difesa del torneo.

Le due annate successive non regalano al Cervia sussulti particolari: un decimo e un tredicesimo posto sono l’effetto di un rinnovamento che non da i frutti nell’immediato, ma solo durante la Serie D 1969 – 1970 . Nell’anno che porta al Mundial di Messico 70 il Cervia guidato Bazzocchi arriva terzo ad un punto dalla seconda piazza ad appannaggio del Forlì mentre il girone è ad appanaggio della Maceratese.

LA RETROCESSIONE

Il grande sforzo della stagione ’69-’70 non ha seguito: il girone veneto-romagnolo-marchigiano lascia al Cervia solo un mesto dodicesimo posto che salva una stagione comunque molto sofferente. Si tratta solo di un prologo ben più mesto: la Serie D 1971 – 1972 è l’ultima disputata dal Cervia e lo rimarrà per più di trent’anni, la squadra dopo un campionato affannoso giunge terzultima, ad un solo punto dalla zona spareggi, retrocedendo direttamente nella Promozione regionale. Si apre un periodo lungo dove il Cervia, capitanato dall’imprenditore cesenate Achille Giorgini, presidente dal 1975 al 1985 , rimane tra le migliori forze regionali senza mai riuscire a tornare in Serie D, dalla creazione dell’Eccellenza regionale sino alla promozione del 2005 ha partecipato a tutti i massimi tornei regionali, vedendo giocare tra le proprie fila ottimi giocatori quali Simone Confalone , poi capitano del Cesena.

LE STAGIONI IN PROMOZIONE

L’Eccellenza ’72-’73 trova un Cervia appena retrocesso che si scrolla di dosso la delusione per il salto indietro, tuttavia i 37 punti lo collocano solo al quarto posto nel girone vinto poi dal San Lazzaro nell spareggio di Ravenna. L’annata successiva è quella che negli anni 1970 avvicina di più i gialloblù al sogno di tornare in quarta serie: il secondo posto finale dietro al Russi ad un solo punto nonostante il sonoro 4-1 rifilatogli in casa lascia un certo amaro in bocca, anche perché le successive stagioni saranno comunque lusinghiere (seconda a 4 punti nel ’74-’75, quarta nel ’75-’76, quinta nel ’76-’77, in queste due ultime stagioni guidata da Giancarlo Magrini ) ma mai più all’altezza di quella.

Nel 1977 – 1978 il Cervia inizia un triennio di risultati mediocri: ottava a diciotto punti dalla vetta, ottava nel girone da 14 nel 1978 – 1979 , addirittura decima l’anno successivo, salvandosi direttamente per un solo punto su Sampierana e Gambettolese. Il settimo posto della stagione 1980 – 1981 sembra invertire la rotta sotto l’allenatore Lucchi, ma dopo il quarto posto della stagione successiva il Cervia torna nella mediocrità con il nono posto.

Corradi e poi Chierici trainano la squadra a metà anni ottanta: il Cervia giunge quarto con il primo e sesto con il secondo nella successiva stagione. Nel 1985 – 1986 il Cervia è tra le quattro squadre penalizzate di 3 punti per l’alterazione del registro ammonizioni del Comitato Regionali, giunge all’ultimo posto utile per salvarsi. È una sorta di tocco del fondo, perché poi il Cervia passa al settimo posto, per poi salire al quarto della stagione 1987 – 1988 , quella che inizia con la mesta notizia della morte del “Presidente” per eccellenza, Todoli, avvenuta il 24 Luglio. Corradini e Ciani poi portano il Cervia negli anni 1990 con un quinto ed un ottimo terzo posto a due punti dalla promossa Sampierana, inizia il quadriennio di presidenza di Romano Rosetti.

Il periodo successivo fa affidamento sul coach Marino Baldazzi che dopo il quinto posto della stagione 1990 – 1991 riporta al terzo posto regionale i gialloblù, la già buona prestazione viene addirittura migliorata l’anno successivo quando il Cervia si piazza secondo alle spalle del San Marino Calcio ad una sola lunghezza di distacco. La stagione 1993 – 1994 però vede ridimensionarsi le ambizioni cervesi, dato che i gialloblù non vanno oltre la settima piazza in un campionato dominato dall’Imola che in epoca di due punti per vittoria rifilò nove lunghezze alla prima inseguitrice. Sesto posto nel 1994 – 1995, terzo dietro alla fortissima coppia Boca-Santarcangiolese l’anno successivo, solo nona una stagione dopo, quando è nuovamente il San Marino a salire nei Dilettanti.

IL REALITY SHOW

La società è stata soggetto del reality show di Italia 1 Campioni il sogno, condotto da Ilaria D’Amico, grazie al quale ha girato per l’Italia affrontando quasi tutte le compagini di Serie A in gare amichevoli e la Nazionale Piloti Formula 1, capitanata da Michael Schumacher, da queste amichevoli sono stati scelti gli undici finalisti della prima edizione contro le vecchie star del campionato italiano di Serie A. Nel 2006 – 2007 , per la prima volta nella sua storia la squadra romagnola ha partecipato alla Coppa Italia delle grandi, affrontando nel primo turno l’ Ascoli e venendo sconfitta per 6-0. Terminato il reality la squadra non ha avuto molta fortuna: la prima stagione senza telecamere è coincisa col ritorno in Eccellenza, in seguito all’ultimo posto in classifica nel girone D della Serie D 2006 – 2007.

DOPO IL REALITY SHOW

Nella stagione2007 – 2008 milita nel campionato di Eccellenza Emilia-Romagna – Girone B. La squadra, pressoché smantellata, viene affidata a Marino Baldazzi, che in qualche modo porta il Cervia ad una salvezza che delude le aspettative anche dopo la fine dell’epoca dei riflettori puntati addosso. L’anno successivo invece Baldazzi, che conferma il grosso della squadra innestando qualche elemento di valore come Matteo Sabbadini, ottiene brillanti risultati nel girone di andata. Alla lunga però gli organici delle più blasonate avversarie ( Valleverde Riccione, Forlì Football Club) la costringono a posizioni di immediato rincalzo, con un pur ottimo quinto posto finale.

LA FINE DI UN’ERA

Il Cervia 1920, che aveva partecipato a tutti i campionati di Eccellenza da quando era stata costituita la categoria, ad eccezione dei campionati di Serie D 2005-2006 e 2006-2007, si presenta ai nastri di partenza della stagione 2011-2012 con una squadra fortemente ringiovanita. Dopo un campionato altalenante giunge ad una sorta di spareggio all’ultima gara in trasferta con il Calcio Castel San Pietro Terme, i gialloblù che possono contare su due risultati su tre, conducono sino a pochi minuti dal termine una gara che li porterebbe alla salvezza, quando i castellani ribaltano il risultato all’80’ e si portano in vantaggio al 90′ evitando la retrocessione diretta e costringendo il Cervia a scendere in Promozione. Al termine della stessa stagione viene formalizzata la scissione tra il settore calcio ed il settore calcio a 5 con la costituzione del Futsal Cesenatico che eredita dai gialloblù il titolo per iscriversi al campionato regionale emiliano romagnolo di calcio a cinque di Serie C2.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi e Thomas Venturi

Centro ippico Le Siepi

Il Centro Ippico Le Siepi è una punta di diamante di Cervia e Milano Marittima e un vero e proprio salotto dell’equitazione italiana.

Nella Città Giardino per eccellenza, dove non doveva mancare nulla che fosse sinonimo di eleganza, con i suoi 15 ettari venne inaugurato nel Luglio del 1974 il Centro Ippico Le Siepi. Il fondatore di questo grande spazio verde ai confini di Milano Marittima furono il grande Amedeo “Pupo” Sovera e la sua compagna Lalla Novo.

Centro ippico Le Siepi

Le aspirazioni di entrambi erano di alti livelli, i campi, le scuderie e le aree di ristoro erano quanto di meglio si potesse creare a quei tempi. Le Siepi in pochi anni, disponendo di 6 campi all’aperto e 2 al coperto più 436 box per i cavalli che possono ascendere fino a 550, divennero un punto di riferimento non solo per quanto riguarda il profilo organizzativo delle manifestazioni agonistiche, ma anche per essere un vero e proprio salotto dell’equitazione italiana.

centro ippico le siepi

Lo sport equestre a Le siepi è vissuto in tutte le sue sfaccettature spaziando dal classico salto agli ostacoli, al dressage, ai cavalli arabi e Pony. Tra i frequentatori e assiduo di Milano Marittima, vi era il duca Don Leopoldo Tortlonia, erroneamente chiamato principe, sposato con una nipote di Gianni Agnelli, la contessa Campello che a sua volta era figlia di un grande campione.

Centro ippico Le Siepi

Il fondatore del Centro Ippico Le Siepi, Amedeo Sovera, scomparve il 27 Settembre 2008, lasciando il centro in mano a Lalla Novo.

Nell’Agosto 2009 il centro ippico subisce una lunga battuta d’arresto che durerà fino al primo Gennaio 2011, anno in cui Le Siepi riprendono la loro regolare attività con ben 32 manifestazioni nazionali e internazionali.

Il Centro Ippico le Siepi (qui il sito ufficiale) si trova in Viale Nullo Baldini 19/B, di fronte allo storico dancing Woodpecker.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi e Thomas Venturi

Tiro a volo di Milano Marittima

Per oltre 30 anni il Tiro a Volo di Milano Marittima è stato una struttura turistica all’avanguardia.

Il tiro a volo di Milano Marittima si trovava in fondo a Via Jelenia Gora a ridosso della pineta e della ferrovia (nella Bassona per chi è del luogo). Era un campo molto vasto, già attivo prima del 1959, che esercitò per svariato tempo il tiro al piccione (prima avveniva allo Stadio dei Pini) e solo negli ultimi anni di attività, grazie ai movimenti animalisti, si decise di cambiare i “target” con dei più sobri piattelli.

Tiro a volo di Milano Marittima

Il Tiro a Volo prima della demolizione

Molti residenti appassionati di caccia vi si esercitavano e vi gareggiavano fino a mezzanotte, infatti, ci viene riportato che molte persone si lamentarono del frastuono dato dai fucili nelle ore serali.

Fra i turisti più illustri che lo frequentavano, c’era il conte austriaco Schonborn, un campione di tiro, che a Milano Marittima aveva i cugini conti Ausiello-Mazzi. Un campione di livello internazionale che vi gareggiava era il conte Vittorio Pullè, che fu tra i primi ad arginare con forza i tentativi di cementificazione, quando si voleva costruire un terzo grattacielo sul mare.

IL TIRO A VOLO OGGI

Nonostante sia chiuso da oltre trent’anni, quella zona è ancora chiamata dai residenti “zona ex tiro a volo”. Oggi al suo posto c’è il Palazzo dei Congressi, una struttura di 774 metri quadrati che può ospitare fino a 1000 persone per evento.

Il Tiro a Volo di Milano Marittima è stato demolito nel Maggio del 2018 per far posto ad un parcheggio scambiatore.

 

LE FOTO DI DAVIDE FORTI

Tiro a volo di Milano Marittima

Tiro a volo di Milano Marittima

Tiro a volo di Milano Marittima

I RICORDI DI ENRICO CECCHINI

Foto Davide Forti

Se osservate bene la foto noterete che c’è il concorrente in punta con dietro un uomo con la camicia bianca, quell’uomo reggeva un pulsante che schiacciava al grido “VOL!” del concorrente, quel pulsante agiva sulle gabbie dei piccioni che, a caso, si aprivano una ogni volta. Quell’uomo fu sostituito da un congegno elettronico comandato da un microfono e il primo prototipo lo costruii io.

Fui il braccio che eseguì materialmente il circuito ma lo schema fu opera di un signore (di nome e di fatto) che si chiamava Forti. Forti era amico di Benzi e di Orazio Rasini ed ebbe l’idea perché aveva letto qualcosa in opuscoli che pubblicizzavano tiri al volo esteri. Insieme a Rasini ne studiarono alcune parti e riuscirono a mettere insieme qualcosa di molto rudimentale, un prototipo che ci portò via diverso tempo in prove, anche notturne, ma che però diventò molto funzionale.

Il nostro tiro al volo fu uno dei primi in Italia ad avere l’apertura elettronica delle gabbie grazie all’ingegnosità del Forti, i mezzi del Rasini e la mia pazienza nella messa in opera delle sempre nuove idee e migliorie del Forti.

Il Conte Ausiello-Mazzi e Thomas Venturi

Golf Club di Milano Marittima

A Milano Marittima, vi erano già il Circolo Tennis, il Tiro a volo e Le Siepi, tutti sport degni di una località balneare altolocata, non poteva quindi mancare lo sport “altolocato” per eccellenza, il golf. Così nei primi anni 80, si cercarono soci che sponsorizzassero la costruzione di questa grande attrattiva turistica ottenendo fin da subito un buon riscontro da parte di privati e operatori turistici. Il Golf Club, venne quindi inaugurato nel 1984, con 18 buche, diventate poi 27 nel 2004. Come ci ha raccontato uno dei 24 fondatori, Eros Mazzolani, la quota associativa all’epoca era di 450.000 Lire. Ospiterà nel corso degli anni, gare di livello nazionale con importanti professionisti del settore italiani e stranieri. Dal 1987, i Farway, con i vari green, Bunker ecc, sono tenuti in perfetto ordine dalla CASFOGI che ne cura ogni singolo particolare, dall’altezza dell’erba, all’irrigazione.

Il golf si trova in via J. Gora 6 a Milano Marittima: potete visitare il sito internet per tutte le informazioni e curiosità

Nel 2001 nell’area del Golf Club posta dietro alla Casa delle Farfalle fu trovato un Crotalo che per poco non uccise una persona.

Bar Gelateria Sporting

Il Bar Gelateria Sporting nasce nel 1962 grazie all’idea di Giuseppe “Pino” Montanari (detto anche “Gag Pitòr”) in collaborazione con il barista Ennio Bezzi del Bar Centrale del Canalino. Storico gelatiere fu Roberto Bertozzi. Col tempo a Pino subentrò anche Enzo Braccia, suo genero. Da un’idea di Pino Montanari nacque anche un’altro famoso locale di Milano Marittima, il dancing “La Gatta” sotto al grattacielo Marinella, e al quale (pare) Gino Paoli dedicò una sua canzone.

Bar Gelateria Sporting

Era il 1984 e la Maserati sceglie proprio il bar gelateria Sporting per la presentazione della Maserati 4 porte 

Bar Gelateria Sporting

Bar Gelateria Sporting

Nel 2000 chiude come bar gelateria e inizia l’attività di ristorante. Nel piano superiore avevano sede i telefoni pubblici di Milano Marittima che già si trovavano in Viale Forlì dove oggi c’è l’agenzia Mezcal.

Il 2000 è anche l’anno in cui finisce, nella vicina gelateria Perla, la storica gestione Bagioni. Lo Sporting aprì dopo il Nuovo Fiore e prima della Perla (alcune fonti riportano l’anno 1967).

Nel 2018 si conclude definitivamente la storia del Bar Gelateria Sporting con la gestione che ne dichiara il fallimento e lascia chiuso il locale per la stagione estiva. Il 12 Gennaio 2019, su ordine del curatore fallimentare, veniva sgomberato l’interno del locale e prossimamente verrà smontato il gazebo esterno.