La storia di Cervia e Milano Marittima - Scopri la storia della nostra località.

Scuole elementari Mazzini

Da sempre o quasi, a Milano Marittima vi sono state sostanzialmente tre scuole: l’asilo delle Orsoline, le Scuole Elementari (poi divenute Mazzini) e lIstituto Alberghiero (buttato giù e trasferito a Cervia negli anni ’90). Recentemente qualcuno ha scritto riguardo a fantomatiche scuole medie che sarebbero state nei pressi della Colonia Varese, ma ciò è pura fantasia. Scuole medie a Milano Marittima non ve ne furono mai, né lì né altrove.

Al contrario le scuole elementari ebbero più sedi e vita assai movimentata. Inutile dire che, suddette scuole e asilo delle suore, fino a tutti gli anni ’80, erano appannaggio pressoché esclusivo dei soli bimbi di Milano Marittima, con alcuni di Lido di Savio, dato che in quel tempo quella località non era servita come oggi da tante strutture e giustamente la popolazione non poteva che appoggiarsi a quelle della località limitrofa.

Oggi le cose sono molto cambiate, si viene alle scuole di Milano Marittima per moda (c’è chi porta qui i bambini addirittura dalla campagna del cesenate), anche se si ha una struttura analoga sotto casa. Infatti, è da dire anche questo, se oggi le scuole dovessero essere come un tempo frequentate solo dai residenti del posto, sarebbero quasi vuote.

Scuole elementari Mazzini

Le scuole elementari Mazzini di Milano Marittima

Le scuole elementari ebbero, come già detto, varie sedi ed era semplice spostare i bambini perché erano pochi.

Ecco tutte le sedi in ordine cronologico delle scuole Mazzini di Milano Marittima:

1943-1944. Le prime classi elementari sono ospitate presso Villa Ebe, in Viale Dante.

1944-1945. Le elementari sono ospitate presso le Orsoline di Via Toti, anche se la zona limitrofa era stata pesantemente minata dai Tedeschi.

1945-1946. Le elementari sono presso Villa Marumbra, in Viale Ravenna.

1946-1949. Sono ospitate presso il Centro Climatico Marino dei Frati Camilliani in Viale Due Giugno.

1949-1951. Sono ospitate nelle stanze dell’Hotel Arlecchino, in Via Filzi.

1951-1955. Sono ospitate a Villa Bagnara, in Viale Matteotti.

1955-1956. Sono ospitate presso L’Hotel Boccaccio, in Via Oberdan.

1956-1961. Sono ospitate presso l’albergo della Chiesa Stella Maris dai Francescani della Terza Traversa. E anche in alcuni locali dell’Hotel Majorca con le classi della maestra Pansecchi.

1961. Si apre l’Istituto Mazzini che vediamo tutto a ridosso del Canalino.

1977. Lavori di ristrutturazione, le scuole sono trasportate altrove.

1980-1981. Le elementari tornano alle Orsoline.

1981-1982. Le elementari sono ancora dei Camilliani.

2012. Lavori di ristrutturazione per costruire mensa e palestra.

A titolo di curiosità ricordiamo che per il Centenario di Milano Marittima è stato realizzato un libro fotografico dai bambini delle scuole elementari, peccato però che siano le scuole elementari Pascoli di Cervia e non le Mazzini di Milano Marittima…

Il 6 Novembre 2009, in seguito ad alcuni lavori di scavo nel cortile delle scuole elementari Mazzini, viene rinvenuto un ordigno della Seconda Guerra Mondiale e la struttura viene evacuata per alcuni giorni. Probabilmente l’ordigno è stato perso durante una fase di trasporto da o verso il vicino aeroporto militare nella pineta.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Parco Naturale di Cervia

Il Parco Naturale di Cervia è un’attrazione storica e luogo ideale per piacevoli passeggiate a contatto con la pineta e gli animali.

Nel 1962, in quell’angolo di pineta che ai tempi veniva chiamato in dialetto “La Scaramèla”, è stato inaugurato il Parco Naturale di Cervia, che con i suoi 27 ettari, è il luogo ideale per la conservazione della fauna e delle piante del nostro territorio. Nei suoi anni di attività, ha ospitato svariati animali, tra i quali, il cammello Sofia.

LE FOTO D’EPOCA DEL PARCO NATURALE DI CERVIA

Parco Naturale di Cervia

Parco Naturale di Cervia

Parco Naturale di Cervia

IL PARCO NATURALE DI CERVIA OGGI

Uno dei luoghi più caratteristici del Parco Naturale è lo storico bar che oggi si chiama “Binario 9e¾”. Costruito completamente in legno e con un’architettura che ricorda lontani paesi esotici, è posto come un ponte proprio sopra al canale Madonna del Pino che taglia in due il parco.

I frequentatori da più vecchia data ricorderanno sicuramente il vecchio ponte dal quale partiva un getto d’acqua a cascata sul laghetto dei cigni. Oggi il ponte non esiste più e il terreno è stato spianato al livello del lago. Non conosciamo i motivi di questo intervento, forse per una questione di usura e manutenzione, ma è un vero peccato che sia stato abbattuto perché era un’architettura molto caratteristica e di grande fascino.

Parco Naturale di Cervia

L’ingresso al parco è stato sempre gratuito, ma dal 1° Aprile 2014 una metà del parco è diventata a pagamento per autofinanziarsi, mentre il resto rimane normalmente fruibile come ai vecchi tempi.

UNA VOLTA C’ERA IL CAMMELLO

Il Cammello del Parco Naturale di Cervia si chiamava Sophia, in onore di Sophia Loren. Era nata nel 1962 proprio nel nostro parco cervese da una madre lasciata da un circo itinerante che non poteva più prendersene cura.

Parco Naturale di Cervia

Foto Tonino Bevilacqua

Negli anni trascorsi come ospite della nostra città si era distinta per un carattere molto vivace e dispettoso che la portava a mangiare i cappelli delle signore e sputare a ignari turisti. Sophia morì nel 1992 in seguito ad un colpo di corna della bufala di nome Rosetta con cui divideva il recinto e con la quale si era trovata, suo malgrado, a litigare un pezzo di pane gettato da alcuni visitatori.

Parco Naturale di Cervia

Parco Naturale di Cervia

Negli anni abbiamo assistito ad alcune polemiche e critiche riguardanti la cura degli animali del Parco Naturale di Cervia, infatti, può capitare di vederne alcuni che esteticamente possono dare idea di mal nutrimento o di non essere proprio in forma. Questo è assolutamente normale e spezziamo una lancia a favore del personale del parco che vi assicuriamo mette grande amore e impegno verso questi animali.

Dovete sapere che, fin dalla sua fondazione e oggi più che mai, gli animali del Parco Naturale di Cervia sono frutto di recuperi dalle più disparate (e disperate) situazioni come fu lo stesso cammello Sophia. Spesso provengono da reali casi di mal nutrimento e disagio e questo fa si che quando vengono immessi all’interno del parco, ancora in cura, abbiano l’aspetto derivato da ciò che hanno passato.

Alcuni si rimettono meglio di altri, non c’è dubbio, ma i veterinari e il personale che gestisce questi animali fanno tutto il possibile e, infatti, arrivano persino a riprodursi.

Parco Naturale di Cervia

Un bellissimo cavallo nato al Parco Naturale di Cervia

Il parco si trova a fianco le Terme di Cervia, in Via Forlanini a Cervia e per tutte le informazioni potete consultare il loro sito internet.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi e Thomas Venturi

Torre San Michele

La Torre San Michele è un simbolo di Cervia e ha una storia molto antica.

Nel seicento e per tutto il secolo successivo, i pirati erano molto presenti nel nostro Mare Adriatico, le loro scorrerie portavano spesso distruzione e malessere nei porti del litorale. È in questo contesto che si rese necessaria la costruzione della Torre San Michele.

COME TUTTO EBBE INIZIO

Cervia, per via del suo ricco commercio basato per la maggior parte sul sale, poteva essere facile preda di questi attacchi, per questo motivo, il Conte Michelangelo Maffei, Tesoriere di Romagna che già costruì i Magazzini, tra il 1689 e il 1691 fece erigere la Torre San Michele, una poderosa fortezza di 3 piani a pianta quadrata di 13 metri e alta 22. Il nome deriva dal fatto che sopra il portone d’ingresso si trovava e si trova tuttora un’effige di marmo dedicata al Santo.

torre san michele cervia

La Torre San Michele e il vecchio ponte

LA TORRE SAN MICHELE ERA UN VERO FORTINO

L’ingresso originale della torre era posto al secondo piano, raggiungibile tramite una scalinata che al suo apice finiva in un ponte levatoio di legno.

Al suo interno poteva ospitare fino a 300 soldati ed era così suddivisa: al piano terra vi era la cucina, nei primi due piani vi erano gli stanzini della guarnigione, mentre al terzo e ultimo piano si trovava la “piazza d’armi”, la quale, nel XVIII era attrezzata con una colubrina di bronzo, due cannoni a media gittata e altre armi più leggere. In caso di attacco, una campana avvisava la popolazione cervese dell’imminente pericolo.

caserma val sugana

Quando era Caserma Val Sugana

LA TORRE AI GIORNI NOSTRI

La Torre San Michele continuò a svolgere il suo compito anche dopo la proclamazione del Regno d’Italia, quando divenne sede della Guardia di Finanza e caserma Val Sugana. Nel 1862 venne demolita la scalinata esterna insieme al ponte levatoio e l’ingresso fu spostato al piano terra. In seguito, dopo un periodo di abbandono, fu restaurata diventando la sede della Biblioteca Comunale di Cervia. Solo negli ultimi anni è sede dell’ufficio turistico.

Torre San Michele

La Torre San Michele e il vecchio ponte delle paratoie

Una piccola curiosità su questa storica torre è che dal 1691 funse da Faro improvvisato per il Porto Canale di Cervia, infatti, a quei tempi la spiaggia si trovava sotto di essa e non dove la vediamo oggi, cioè circa un chilometro più avanti. In seguito all’avanzare della linea costiera dovuta al processo alluvionale del territorio, nel 1756, fu necessario costruire più a est un faro che rimase in funzione fino al 1865. Nel medesimo anno, con un’altezza di 16 metri e una portata luminosa di 14 miglia, fu progettato e costruito da Ferdinando Forlivesi, il Faro di Cervia che ancora oggi possiamo ammirare lungo il Porto Canale di Cervia.

Thomas Venturi

Il Canalino di Milano Marittima

È conosciuto da tutti come il Canalino di Milano Marittima ma forse non tutti sanno che è stato scavato artificialmente agli inizi del ventesimo secolo.

Il Canale del Pino, conosciuto come il Canalino di Milano Marittima, è stato scavato artificialmente e inaugurato nel 1925. Un tempo era chiamato “Canalino del Duce” e “Canalìn d’Amadori”, dal nome di Enrico Amadori custode dell’idrovora e padre della Maestra Amadori. Ha la caratteristica di portare acqua contro corrente alle saline tramite un sistema di pompe sistemate all’estremità marina.

Il Canalino di Milano Marittima in costruzione

Era già nei progetti dei Savoia del 1907/1908 ma la Prima Guerra Mondiale ne rimandò la costruzione. Inizialmente furono creati dei pozzi stratigrafici in pineta per controllare eventuali ingressi di acqua salata ma il problema più grosso fu riscontrato poco prima del Vallone, dove a poca profondità c’era la ghiaia dell’antica linea di costa e questa lasciava passare più velocemente le risorgive di acqua dolce che portavano l’acqua di mare caricata a 3 gradi a poco più di un grado.

Fu trovato un livello ideale e cioè non troppo alto e neppure troppo basso. Ci fu anche il progetto dell’Ing. Aleotti del 1912, che prevedeva una presa a mare in cemento e il tombamento di alcuni anelloni anch’essi in cemento nel Viale Milazzo per poi arrivare nella parte sud della Salina. Nonostante i costi di costruzione inferiori e il fatto che non avrebbe intaccato la pineta, fu bocciato per le difficoltà di interramento delle strutture.

 

il canalino di milano marittima

 

L’IDROVORA DEL CANALINO DI MILANO MARITTIMA

Nello stesso periodo di costruzione del Canalino di Milano Marittima, una squadra di operai edificò una villa in stile liberty che nelle fondamenta avrebbe ospitato la sala pompe per tirare acqua dal mare e spingerla controcorrente verso le Saline di Cervia.

il canalino di milano marittima idrovora

1925, inaugurazione dell’Idrovora del Canalino

I LAVORI DI COSTRUZIONE DELL’IDROVORA

Il Canalino di Milano Marittima

Il Canalino di Milano Marittima

Quelle con la testa coperta da un velo sono tutte donne

L’IDROVORA AI GIORNI NOSTRI

idrovora

Le chiuse per comandare il corso dell’acqua

C’É ANCHE LA SCUOLA DI CANOA

Dal 1988 il Canalino ospita la scuola di canoa di Angelo Modanesi.

scuola canoa angelo modanesi

IL PARCO GIOCHI DEL CANALINO DI MILANO MARITTIMA

Il parco giochi, comunemente chiamato “parchino”, è una splendida zona verde che confina con via Jelenia Gora. Fino agli anni ’90 era molto spartano ma particolarmente apprezzato da chi vi ha avuto modo di giocarci.

Verso metà degli anni ’90 ha subito un vero e proprio restyling, il ponte di cemento, i vecchi giochi e i classici bidoni azzurri e gialli che hanno fatto storia, sono stati sostituiti con nuovi in legno. Nel lato opposto a quello della foto vi è una zona dedicata ai picnic, dove spesso non è difficile trovare compleanni di bambini di tutte le età.

Il 25 Settembre 2015 il parco giochi è stato intitolato a Gino Pilandri, primo sindaco di Cervia nel Dopoguerra.

il canalino di milano marittima

GLI ANTICHI VASI SUL PONTE DEL MATTEOTTI

Gli antichi vasi sul ponte del Canalino di Milano Marittima non sono sempre stati li, un tempo, erano davanti alla Casa del Fascio di Cervia. A Dicembre 2012 i vasi sono stati prelevati per essere restaurati dal cervese Giovanni Camprini e rimessi alcuni al loro posto e altri a Cervia.

vasi sul ponte

Lo storico ponte sul Canalino di Milano Marittima è stato demolito nel Maggio del 2018 per far posto a quello nuovo.

LE FOTO D’EPOCA DEL CANALINO DI MILANO MARITTIMA

canale del pino

milano marittima

Anni ’60

il canalino di milano marittima

Il vecchio ponte sul canalino tra viale leopardi e il parchino

canale del pino

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi, Thomas Venturi e Nino Giunchi

Grattacielo Marinella

Il grattacielo Marinella sancì il cambiamento di Milano Marittima che da quel momento subì una rapida cementificazione che ancora oggi non accenna a fermarsi.

Per comprendere al meglio quanto fosse lungimirante Milano Marittima negli anni del suo sviluppo, bisogna fare qualche passo indietro e tornare agli anni ’50, quando l’ingegner Eugenio Berardi di Lugo decise insieme al Comune di costruire in mezzo alla pineta un grattacielo di 90 metri e 21 piani in cemento armato.

grattacielo marinella

Il grattacielo Marinella in costruzione

L’inaugurazione del Marinella è avvenuta il 16 Luglio 1957, appena un anno dopo viene ampliato il bar e nel 1959 nell’ammezzato apre l’Hotel Rossella (il nome di una figlia dell’ing. Berardi). Dipoi vengono altresì realizzati il night al piano interrato ed il ristorante con terrazza e ballatoio. Nel suo appartamento al Marinella è morto il grande giornalista e scrittore cervese Rino Alessi.

grattacielo marinella

 

CHI È EUGENIO BERARDI

Eugenio Berardi (1921-1977) si laurea a Bologna nel 1949 e inizia la sua carriera a Lugo. Sposato con la prof. Marinella Ragazzini (da qui il nome del grattacielo), si trasferisce a Faenza, dove nei primi anni ’50 fonda la Società Immobiliare Marinella con la quale realizza incredibili progetti come i tre grattacieli della Riviera Romagnola: Marinella I a Milano Marittima, Marinella II a Cesenatico (1958) e il Grattacielo di Rimini.

Grattacielo Marinella

IL FALSO PRIMATO DEL GRATTACIELO MARINELLA

In una targa posta all’ingresso del Marinella viene scritto che il grattacielo in questione è stato il primo in Italia. In realtà questa affermazione è errata. E’ il Torrione INA il primo grattacielo italiano ed è stato terminato nel 1932 con un’altezza di 57 metri. Si può dire allora che il nostro grattacielo Marinella sia stato il più alto costruito in quell’epoca? Assolutamente no, perché questo record lo detiene un altro grattacielo, ovvero la Torre Piacentini a Genova terminata nel 1940 con un’altezza di ben 108 metri. Anche la Torre Breda di Milano terminata nel 1954 era, con i suoi 116 metri, già ben più alta del Marinella e viene segnato come edificio più alto d’Italia dal 1954 al 1958, anno nel quale viene superato dal Marinella II di Cesenatico che deterrà il record per soli due anni.

Grattacielo Marinella

La targa all’ingresso del grattacielo Marinella

Come accennato in apertura, la costruzione del grattacielo Marinella diede il via alla grande cementificazione di Milano Marittima che prosegue ancora oggi senza sosta. Di questa situazione ne ha parlato il Conte in diversi articoli ma i suoi concetti si possono riassumere nell’articolo “La Città Giardino che non ha un negozio di fiori“.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi e Thomas Venturi