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Bunker Tour a Cervia e Milano Marittima

I Bunker Tour a Cervia e Milano Marittima sono momentaneamente sospesi a causa della pandemia.

In molti ci state chiedendo informazioni su quando riprenderanno i nostri Bunker Tour a Cervia e Milano Marittima e siete così tanti che abbiamo pensato di realizzare questo articolo per rispondere a tutti in maniera univoca.

Come potete ben comprendere la situazione pandemica attuale non permette nessun tipo di spostamento e di incontro, pertanto, come alcuni hanno chiesto, non possiamo neanche organizzare uscite con gruppi privati provenienti da alberghi o altre attività. Per il momento è tutto fermo!

COME FUNZIONERANNO I BUNKER TOUR A CERVIA E MILANO MARITTIMA

Appena si potrà ripartire, sicuramente ci sarà il divieto di realizzare grandi gruppi come abbiamo fatto in passato e ne dovremo organizzare di piccoli, indicativamente 10/15 persone (dipenderà dai dpcm). Per questo motivo è fondamentale registrarsi nel Form in fondo all’articolo per rimanere aggiornati sulle date, la regolamentazione e prenotarsi.

Durante i Bunker Tour andremo alla scoperta dei bunker tedeschi e altri manufatti ancora presenti nell’area del porto di Cervia, lato Milano Marittima, dove potrete toccarli con mano e imparare a riconoscerli.

Bunker tour a Cervia e Milano Marittima

Il bunker Tobruk nel nuovo lungomare

NON SOLO BUNKER: ALLA SCOPERTA DELL’EX AEROPORTO IN PINETA

Un tour molto diverso da quello dei bunker: andremo nel cuore della pineta e vi faremo immergere nell’atmosfera del tempo. Vi porteremo nei luoghi dove si trovavano gli hangar, vi racconteremo la storia delle squadriglie e vi faremo vedere le foto dell’epoca con gli aerei in decollo dalla pineta.

Non rimarrete delusi: sarà un’esperienza entusiasmante ed emozionante.

Bunker tour a Cervia e Milano Marittima

North American Mustang in decollo dalla pineta di Milano Marittima

QUANTO COSTA PARTECIPARE AI BUNKER TOUR A CERVIA E MILANO MARITTIMA?

I nostri tour, quelli originali, non sono a pagamento. Abbiamo fatto questa scelta fin dall’inizio, quando li abbiamo proposti al pubblico a partire dal 2014 con il primo Bunker Tour che ha fatto registrare il tutto esaurito con oltre 100 partecipanti.

Chi vorrà, al termine del tour, potrà lasciare un’offerta libera per sostenere l’attività di ricerca del blog e darci la possibilità di continuare e migliorare i contenuti che ogni giorno forniamo.

I Bunker Tour e i tour dell’ex aeroporto saranno condotti dal loro ideatore, Thomas Venturi, esperto di storia locale e autore di “Milano Marittima: storia di un sogno”, il libro nel quale racconta la storia della località dalla sua fondazione fino ai giorni nostri.

COSA FARE IN ATTESA DEI TOUR

In attesa potete fare un tour virtuale attraverso il nostro censimento dei bunker tedeschi e scoprire l’affascinante storia dell’ex aeroporto degli alleati.

 

Compila il Form sottostante per rimanere aggiornato sull’apertura dei Bunker Tour.

Bunker tedeschi di Lido di Savio

Le foto inedite del 1971 scattate da Paolo Giordani ai bunker tedeschi che erano presenti a di Lido di Savio.

Per comprendere al meglio quanto andremo a spiegare sui bunker tedeschi di Lido di Savio potrebbe esserti utile leggere la storia delle fortificazioni tedesche tra Cervia e Milano Marittima.

Quella che segue è una foto della ricognizione aerea fatta dalla Royal Air Force il 27 Marzo 1944 in piena occupazione tedesca e mostra la fase di costruzione delle fortificazioni nella spiaggia di Lido di Savio.

foto aerea raf

Le frecce indicano i quattro bunker che prenderemo in esame nelle foto che seguono

Partendo da sinistra verso destra troviamo i primi due bunker tedeschi di tipo “Regelbau” che possiamo vedere anche nella foto d’epoca qui sotto.

cartolina d'epoca

Il bunker di sinistra è sprofondato inclinandosi da un lato

I bunker tedeschi di tipo Regelbau erano delle postazioni di comando nelle quali potevano trovare alloggio fino a sei soldati. Al suo interno c’era tutto l’occorrente per la sopravvivenza come il bagno chimico, la stufa e i letti.

linea gotica

Notare sul tetto del bunker di destra la sporgenza quadrata dove era installata la mitragliatrice “Flak”

bunker tedeschi a Lido di Savio

Sulla sinistra la barriera antisbarco “Panzermauer” e sul fianco del bunker il muretto che serviva a riparare la scala che portava sul tetto. Sotto la scala è visibile l’uscita d’emergenza che però è stata murata

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Una vista laterale dei bunker tedeschi di Lido di Savio

Il bunker nella foto qui sotto è il terzo partendo da sinistra della foto della RAF. Anche questo è un Regelbau ed è presente anche un tunnel che porta verso il mare e che termina in un bunker chiamato Tobruk dal quale usciva una mitragliatrice Flak.

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Notare nella parte superiore del bunker il buco cementato nel dopoguerra dal quale usciva la mitragliatrice

Nelle prossime foto di Paolo Giordani vediamo un altro Regelbau con Tobruk annesso e in questo caso ad essere fotografato è l’ultimo bunker a destra nella fotografia della RAF. Il bunker è identico a quello sopracitato, il quale è visibile a destra in lontananza.

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Anche in questo caso la postazione Tobruk si è staccata dal tunnel di collegamento finendo per insabbiarsi nella spiaggia. A destra in primo piano è visibile una parte della barriera antisbarco

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Una veduta verso il mare dove è ben visibile la barriera antisbarco sulla destra del bunker

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Il bunker visto dal lato nord e dietro in lontananza la Colonia Montecatini (ex Monopoli di Stato)

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Un dettaglio della postazione Tobruk e del tunnel che porta al Regelbau. Sulla sinistra la barriera antisbarco. Notare il buco per la mitragliatrice nel parte superiore del Tobruk inclinato

Bunker tedeschi Cervia e Milano Marittima

Una sezione della barriera antisbarco che era presente sulla spiaggia di Lido di Savio.

Tutti i bunker in questione sono stati interrati negli anni ’70 e oggi nulla è rimasto in superficie.