La dolce vita
Una Miss in Rotonda 1 Maggio

Durante l’estate c’erano i concorsi di bellezza, come “Lady Europa” e lo testimoniano le tante belle foto di Zangheri per i concorsi del patron De Maria al Woodpecker e quelle di Santarelli per i concorsi del patron Laghi al Pineta. A Milano Marittima certo non mancavano le bellezze del posto. Negli anni ’60/’70 la “vox populi” tuttora riscontrabile nei vecchi residenti, attribuiva la palma di “ragazza più bella” sostanzialmente a tre nobili fanciulle del posto, Isabella Ginanni-Fantuzzi, Emilde Mazzi e Giovanna Travaglini-Diotallevi. Venivano da famiglie la cui venustà era ereditata come il blasone. Donna Isabella, per matrimonio contessa Del Balzo di Presenzano, ereditava dalla madre (Contessa Susanna) una bellezza nordica e dalla nonna il fascino austroungarico di quell’aristocrazia mitteleuropea. Donna Emilde ereditava la sua bellezza dalle sette zie, fra cui una modella ispiratrice per la statua dell’Italia Vittoriosa nel 1918, tutt’oggi in Piazza Erbe a Verona. Aldo il parrucchiere-artista della Rotonda la definiva “il viso dalla bellezza antica”, viso poi sfruttato in fotoromanzi e pubblicità, mentre rifiutò la scrittura propostale dall’amico Prandino Visconti di Modrone (nipote di Luchino). Quanto a Donna Giovanna, la sua amica “Chicca” Menoni di Milano, caporedattrice di “Vogue” e di “Grazia” (veniva a Milano Marittima all’Hotel Serena) avrebbe ben potuto metterle in qualche pagina di una delle sue patinate riviste. Per il Coté borghesia va citata la Sig.ra Marisa Mazzoni, con bella villa (non più presente) alla Dodicesima Traversa. La fortuna di famiglia si doveva alle acciaierie (come per i Radaelli e Amenduni) e lei era di grande fascino e bella come una bambola di porcellana. Un’altra bellezza sua coetanea era la ferrarese Orsolina Zuffi. Poi la Sig.rina Antonietta Gardini, di agiatissima famiglia di Forlì (l’hospice Villa delle Orchidee era casa sua, in precedenza era degli industriali Becchi e prima ancora della contessa Maria Bardi Matteucci parente di mio nonno), che aprì un locale a Lido di Savio. Modella di professione (il che è tutto dire) la Sig.ra Dirani di Bagnacavallo, tedesca di nascita e già compagnia di collegio ed amica di Gunther Sachs von Opel (il celebre playboy marito di Brigitte Bardot e padrone della fabbrica di auto Opel).

La dolce vita
Emilde Mazzi

Alloggiava all’Hotel Imperiale. Col marito Ubaldo, ingegnere di fama (lavorò anche con Werner von Braun) e proprietario terriero confinante con gli Orselli-Mangelli (altri assidui di Milano Marittima col conte Merenda altro amico di chi scrive) erano spesso ospiti del celebre viveur Pazzaglia, che all’epoca si accompagnava a Milano Marittima con Barbara Bouchet. Passeggiando si poteva incontrare la sosia di Sophia Loren, la Sig.ra Malvina Franchini di Forlì, tutt’oggi assidua di Milano Marittima con la sorella Annarosa e la cugina Laura. Per quanto riguarda gli uomini, fossero bon vivants, viveurs o semplici “vitelloni” della più schietta tradizione rivierasca romagnola, si possono ricordare il conte Ferniani di Faenza e Ferruzzi Junior, che stupiva accendendosi le sigarette con le banconote. Poi gli avvocati Curies e Giardini. Veri personaggi erano Gilberto “Gil” Albertarelli, Piercarlo “Piero” Sintucci (figlio di una Zanuccoli), William “Piritòn” Candiani (originario della Voltre) col cugino Mario. Capitolo a parte il citato Pazzaglia. In un’occasione affittò un piccolo aeroplano perché “bombardasse” il luogo dov’era Barbara Bouchet con centinaia di coriandoli con scritto “Baba ti amo”, la stessa cosa fu fatta in Costa Azzurra da Gunter Sachs con Brigitte Bardot, ma non so chi dei due ispirò l’altro. Uno dei primi playboy di Milano Marittima fu il fratello del noto musicista Geden Cappellari insieme all’avvocato Curis fondatore del Circolo Nautico. Negli anni della dolce vita è tuttora in circolazione Giovanni Tazzari da Fusignano, collezionista di auto d’epoca e parente dei farmacisti Bedeschi. Vive nella villa che fu del poeta Monti proprietà di famiglia dal 1914. I ragazzotti cervesi nonostante i tentativi, erano tenuti a distanza dalle “signorine bene” di Milano Marittima e dovevano rifarsi con le turiste, specialmente le tedesche, il che in fin dei conti non era poi questo brutto ripiego, anzi, da queste occasioni sono poi nate unioni matrimoniali in non pochi casi. Negli anni ’70 la madre di Anna Falchi, per esempio, gestiva l’Hotel Crystal in Viale dei Pini, per dirne una. Ho avuto modo, chi più chi meno, di conoscere quasi tutte le persone citate sopra e per questo ho voluto ricordarle su questo blog, perché hanno fatto davvero parte degli anni d’oro di questa città e molto spesso sono dimenticate, per non dire sconosciute.

Il Conte che non conta

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