Anche i ricchi piangono

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Ci sono illustri cervesi impegnati nella solidarietà, nel volontariato, nella beneficenza.  Mi onoro di essere amico di M. Adele Giordani Dal Pozzo dal 1978, da anni a capo di “Cervia Buona”. Conosco l’architetto Alessandro Savelli che è fra i fondatori del “Telefono Azzurro”. Sono stato compagno di scuola della suora missionaria (in Benin) Silvia Melandri. Quanto alla vecchia élite che frequentava la Milano Marittima degli anni d’oro, non era e tuttora non è dedita solo ai piaceri vacanzieri ed ai privilegi del conto in banca o del blasone. Perché, come diceva il titolo d’una vecchia telenovela, “anche i ricchi piangono” ed hanno i loro problemi come tutti. Per fortuna, cuore, sensibilità ed intelligenza si sono accompagnate ai privilegi di nascita, e queste famiglie si sono poi messe a disposizione del prossimo nel senso più cristiano del termine. Proprio recentemente (28 Maggio 2014) il Consiglio Provinciale di Bologna ha conferito un ennesimo e meritatissimo premio ad Isabella Seràgnoli “innovatrice del filantropismo storico familiare”. Tuttora presente nella nostra città, la famiglia Seràgnoli finanziava il famoso circuito motociclistico di Milano Marittima proprio intestato alla memoria di Lorenzo Seràgnoli, scomparso per una malattia fatale. Un altro grave lutto infantile fa si che oggi Matteo Marzotto sia a capo della FFC Onlus – Fibrosi Cistica, una fondazione benefica alter ego della sua vita nel campo della moda e del glamour. Sua madre Marta Vacondio aveva un’amica in Viale Verdi la cui villa non c’è più, mentre suo padre il conte Umberto Marzotto era amico d’una famiglia che tuttora abita a Milano Marittima. Diamante Marzotto, sorella di Matteo ha sposato un ravennate ed ha aperto tempo fa un bar-atelier vicino al Mercato Coperto. Infine, don Leopoldo Torlonia, che anni addietro abbiamo visto spesso a Milano Marittima e specialmente alle Siepi di Pupo Sovera, è dal 1996 Presidente e fondatore della Associazione Italiana Sindrome di Williams, cioè la malattia che ha colpito sua figlia Emanuela Torlonia. Spero che fra i nostri lettori, qualcuno possa dare un contributo a queste associazioni.

Il Conte che non conta