Che sapore ha una giornata uggiosa

hotel casa major

Il Generale Inverno è arrivato. Oggi 5 Ottobre, mentre scrivo, è proprio una giornata uggiosa. La news del giorno è l’ennesima stoccata del Papa “No ai cristiani da pasticceria”. Sugli stessi giornali, un’altra notizia è la morte dell’imprenditore Panattoni, il “re dei gelati” nonché inventore del gelato gusto stracciatella, il mio preferito. Originario di Lucca e trasferitosi a Bergamo nel 1946, creò questa variante a metà anni 50. Vent’anni dopo fu tristemente noto per il rapimento del figlio, il primo bambino a subire rapimento in Italia. Vicende da anni tutte ben note a chi scrive, in quanto la nuora Giusy e i nipoti di Panattoni vengono in ferie a Milano Marittima da sempre, prima all’hotel Pic Nic che era della famiglia di Emanuela Rossi (nel 1951 ospitò gli sfollati del Polesine), ed attualmente all’hotel Arizona, delle sorelle Nardi (dove padre Geremia portava i suoi ragazzi modenesi e dove disse probabilmente la prima Messa ben prima di fondarci la parrocchia). Ironia della sorte i congiunti di un altro protagonista di un celebre rapimento (Cesare Casella) venivano in vacanza nella pensione Villa Grazia della fam. Zanetti nella stessa Ottava Traversa. Peccato che nonostante i reiterati inviti, non siamo mai andati a trovare i Panattoni nella tenuta-ristorante “il Pianone” dove nel 1750 nacque l’illustre matematico Lorenzo Mascheroni, amico di Napoleone, che lo onorò con funerali di stato a Parigi!

A ragione dicesi che nulla sia più evocativo di un sapore, eppure ci sono tante cose che, comunque, mi riportano subito negli anni che furono della mia Milano Marittima e difficili da far capire a chi non li ha vissuti. Dicono anche che siano gli inglesi quelli fissati a parlare del meteo, ma anche noi non scherziamo, infatti parlando del più e del meno con parecchi dei vecchi residenti ho notato che si finiva sempre proprio sul meteo, che nella Milano Marittima della mia infanzia era diversissimo e con molte giornate uggiose.  Tolte certe “ottobrate” da far invidia a quelle romane e per molti versi sublimi bisognava aspettare almeno la Pasqua per avere stabilmente bel tempo o almeno un tempo accettabile. Ricordo alcune nevicate proprio a Pasqua, neve che da sempre è magica poesia a Milano Marittima e fare a palle di neve in riva al mare è un’esperienza unica. A rendere davvero la nostra città gemellata con Milano, era la nebbia, anche lei presente molto spesso, un vero must delle giornate uggiose locali con annesso il suono del nautofono. Ricordo il nebbione che spesso saliva dal mare, ed invadeva le strade e la pineta, ammantandola in poesia e facendola davvero quel quadretto decadentista descritto nell’800 dal francese de Vogué: come se da un momento all’altro, da questo fumo quasi innaturale potesse riaffacciarsi Dante! L’umidità era un’altra componente fondamentale, come ricorda specie al mattino, con le macchine quasi completamente bagnate, la simpatica Giovanna Baratelli, manco fossero uscite da un autolavaggio! Ricordo poi il freddo. Che anche d’estate le temperature fossero più basse e piovesse più spesso, lo ricorda Ada Serena-Monghini, innamoratasi di Milano Marittima tanti decenni fa. Adesso bastano tre o quattro giorni di pioggia d’inverno e giù a urlare emergenza e se questo accade d’estate, i turisti giù a urlare rimborso. Sembra uno scherzo ma è vero: per l’estate 2014 a Cesenatico partirà “Soleggiati o rimborsati”, ossia i turisti non pagheranno per i giorni di maltempo (cfr. Carlino 29-09-2013). Sono diversi i ricordi “old” Milano Marittima altamente evocativi, almeno per chi scrive, per esempio quando dai rubinetti scendeva acqua gialla, poteva sembrare Thé (anche altro ma siccome siamo in località glam non si può dire) e talvolta arrivava anche la sabbia! Un piacere quando dovevo lavarmi i denti la mattina presto. Questo ricordo lo abbiamo evocato con i Bianchi Baggio discendenti di fondatori milanesi, allorché hanno avuto non pochi grattacapi con le vecchie tubature della villetta. Passeggiando lungo il Canalino, con Elena Chertizza (praticamente sosia con la celebre creatrice Art Déco Elizabet Eyre de Leanux) ricordavamo invece quello strano odore, anzi profumo, che questo a volte esala e che, quando lo inalo, subito mi riporta alla mia fanciullezza con tutti gli annessi e connessi. Le tante giornate uggiose, fredde, nebbiose, facevano si che noi bimbi giocassimo nelle case, che spesso erano gli hotel visto che molti albergatori vi vivevano tutto l’anno. Sicché tutt’oggi conosco tante di quelle case e soprattutto hotel da potermici muovere ad occhi chiusi. I cartoni animati li vedevamo su Antenna Nord, sul canale della Svizzera Italiana, su Tele Capodistria, su Telemare e su RTV38, che usava come sigla un canzone tuttora molto nota. Un altro motore non indifferente di ricordanze legate alla mia Milano Marittima della fine anni 70 inizio 80, fu “Year of the cat” di Al Stewart. Per non dire delle canzoni di Cristopher Cross dell’album del 1979, fra cui la magica “Sailing” degna colonna sonora dell’atmosfera che promana da quello che oggi dicono “il mare d’inverno”. Le messe vespertine per noi pochi in cappellina alla Stella Maris, le lezioni di catechismo con padre Francesco Colaianni in primavera, o in anguste stanzette per contenere il caldo con addosso sciarpe, berretti e cappottini. Il fare salotto degli adulti, specie le donne, nei vari negozi aperti, (più di quanti pensiate e più di quanti ricordi qualcuno). Il Motoclub e l’idea del circuito motociclistico dell’Anello del Pino non nacquero nel retrobottega della macelleria Battistini? Che sapore avevano quindi le “giornate uggiose” di Milano Marittima? Per me il sapore della stracciatella di Panattoni, un mix del dolce della crema e del amaro del cioccolato fondente…

Il Conte che non conta