Identità una nessuna centomila

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Logo vincitore del concorso

Creatività e propositività non sono mai mancate a Milano Marittima, dall’epoca dei fondatori con Anselmo Orti (“animatore di Milano Marittima” si legge nel dipinto da lui donato alla Stella Maris visibile oggi in cappella), passando per i personaggi di varia estrazione come Silvano Collina, Pippo Neri, Federico Tiozzi, Rudy Neumann, Neddo Cicognani, Italo Laghi, Enzo Prestinenzi, padre Geremia Ronconi, fino a “Zimbo” Guidazzi da poco scomparso e Paolo Pazzaglia da poco ricomparso alla ribalta. Comunque il premio come “personaggio che meglio ha saputo comunicare il territorio” se l’é aggiudicato da poco il mister Arrigo Sacchi, premiato al Milano Marittima Show condotto da Valeria Marini (vedi Corriere di Romagna 25.5.2010). Certo è che l’Arrigo nazionale è persona molto educata, gira in bici e a piedi, saluti tutti e molti dei nuovi residenti dovrebbero prenderlo come esempio. Saper comunicare il territorio: il 4 Marzo 2013 è scaduto il termine di gara del Comune per presentare il nuovo “logo” di Milano Marittima che sostituirà quello fatto per il Centenario. Stando al bando deve “consentire un facile ed immediato recepimento realizzando la massima coesione possibile fra l’aspetto grafico e le parole utilizzate; essere manifestazione dell’identità specifica di Milano Marittima; evocare in particolare la sintesi di bellezza che caratterizza Milano Marittima e la sua percezione diffusa promuovendo i valori di bellezza, storia, ambiente, innovazione, contemporaneità” insomma questo si chiede al “nuovo marchio promozionale per la frizzante località glamour” (cfr. “Cervia, il giornale della città” anno IX°, n.1 Febbraio 2013 pag.18). Certo una cosa salta agli occhi: manco una sintesi fra Leonardo Da Vinci, D’Annunzio ed Oliviero Toscani (arte, parola, grafica) potrebbe esaudire tutte le clausole del bando di concorso e la sua filosofia commercial-propagandistica. Alla faccia di quando ci si affidava a pecorelle per le strade e piadina a go-go. Quanto al logo del Centenario, alla luce di quanto sopra, che dire, se non che sarebbe stato bocciato? Infatti cosa rappresenta quella serpentina che precede la scritta 100 Milano Marittima? Dov’è nella serpentina la massima coesione fra grafica e parole e l’immediato recepimento della bellezza, storia ecc. di Milano Marittima? Siamo più vicini al rebus che al logo. Del resto è vero anche che il requisito “identità” sia proprio il più difficile da rendere a livello grafico-visivo. Dura trovare un immagine che subito faccia affiorare ricordi alle persone. Per chi come me, una semplice foto di qualche tempo fa o di qualche personaggio come i suddetti, basterebbe a ricordare una pluralità di momenti con una forza ben più detonante di quella del più indovinato dei loghi e della più bella pubblicità.

Nel 1968 cercando di evitare la distruzione di immobili simbolo della vecchia New York una donna molto intelligente disse alla stampa: “Se i nostri figli non sono ispirati dal passato della città, dove troveranno la forza per combattere per il suo futuro?”. Quella donna non era né una grillina, né una no-tav ecc. era semplicemente Jacqueline Kennedy. E’ arduo trasporre in grafica e parole, la magia della nostra pineta invasa dalla nebbia, magari passeggiandovi col sottofondo in lontananza del nautofono di Cervia. Difficile spiegare i ricordi che arrivano alla mente dopo che dalle narici è filtrato quello strano, ed unico odore che certi giorni esala dal nostro Canalino. Inutile cercare di fissare in foto e quadri cosa sia il tramonto rosso sulle saline e la pineta, allorché stormi di fenicotteri prendono il volo precisi come un orologio facendo da controcanto alle finte campane della Stella Maris. O la dolcezza delle ottobrate, la luce così abbagliante che dopo una pioggia estiva attraversa i rami dei pini. Per non tacere il ricordo di quando dai rubinetti di casa c’arrivava l’acqua gialla perché non c’era ancora Ridracoli, e magari all’acqua gialla s’univa anche un po’ di sabbiolina a ricordarci la vicinanza del mare, se a ricordarcelo non era spesso il mare stesso il cui odore ci arrivava appena usciti di casa la mattina per andare a scuola o al lavoro. Che dire, nonostante i danni delle ultime nevicate, del fascino della città marina imbiancata come Cortina, l’atmosfera ovattata, che da la falsa idea che il tempo su di essa si sia fermato, e copre tante, troppe recenti brutture, che invece non ha fermato nessuno. Nostalgie? E’ inevitabile quando per decenni s’é vissuta l’eccellenza del vivere a tutti i livelli: qualcosa insomma vorrà pur dire se riguardo la Milano Marittima degli ultimi anni anche i nomi illustri della nostra vera storia socio-economica hanno (abbiamo) tutti lo stesso punto di vista? Esponente quasi mitico della Milano Marittima degli anni d’oro, Paolo Pazzaglia in una recente intervista (La Voce 6.1.2013) ha detto sulla nostra cittadina “E’ caduta molto in basso, della sostanza non c’è più nulla, molti figli degli imprenditori se ne sono andati”. Era tanta la “sostanza” della nostra Milano Marittima che in una semplice macelleria nacque una gara motoristica di notorietà nazionale ed in un campeggio nacque nel 1953 il “Trebbo Poetico”.

Il Conte che non conta