Il ritratto di Dorian Gray

hotel casa major

Un titolo incredibile: “Milano Marittima quasi indecente” (Corriere 11.01.2014), ripreso sul Carlino “Poco decoro in Viale Matteotti”. Era dall’articolo-denuncia “Milano Marittima sei una nobile decaduta” di Luca Goldoni (Carlino 09.09.2008) che non leggevamo una cosa così! Una nota albergatrice-manager rendiconta che “Il centro di Milano Marittima è all’abbandono, al limite della decenza. Le parti più pregiate della città sono ridotte male”. Quanto al Viale Matteotti, in realtà è il tratto dal Canalino alla Rotonda, quello “fortemente utilizzato da chi ci visita” ed addirittura tanto malconcio che “grida vendetta”. Dopo essere volati i fuochi di Capodanno, nella città “dalla bellezza proverbiale” (Voce 11.12.2011) ora volano gli stracci? Una bufera tipo quella 8 Giugno 1964 che fece cadere 340 pini e volare gli ombrelloni fino alle saline? Mi pareva d’udire le sirene delle ambulanze che ricoveravano per lo choc le Nostre Signore dei vip le sacerdotesse del culto della Sacra Immagine della località glam di tendenza esclusiva. Da tempo militarmente impegnate a presentarci proprio questa parte di paese come il sancta sanctorum anzi “la vetrina del bello” come dice il direttore di Milano Marittima Life. Infatti a leggere i giornali saremmo “la location più glamour d’Italia” (Corriere 10.08.2012) quanto al centro addirittura “un’area ad alto valore istituzionale” (Carlino 12.07.2012) alias “il salotto più elegante della riviera romagnola” (Voce 22.06.2013). Infatti Milano Marittima è “la capitale nazionale ed europea del turismo 5 stelle” (Carlino 20.04.2011) col suo “elegantissimo centro” (Carlino 13.12.2012). E allora, cos’è successo? E’ finito l’incanto di quando ci si piegava poeticamente sul marciapiedi di Viale Forlì per leggervi le poesie incise sulle mattonelle; ora pare che il centro sia piegato a 360 gradi, per non dire 90. Eppure, a fine estate c’era stato il “Flower chic”, un evento “come avviene nelle località di mare più rinomate al mondo” (Corriere 22.09.2013) e solo fino a 15 giorni prima di queste urla di vendetta si invitava la gente a “non perdere la romantica passeggiata sotto i cieli stellati di Viale Gramsci” ed ammirare oltre alle luminarie natalizie la Natività perché “vederla nella scenografia invernale della città giardino è un’esperienza  appassionante” (Corriere 5.12.2013). Infatti avevano déplacé  il Presepe dalla location naturale (Stella Maris) portandolo alla rotonda lato Matteotti “perché la posizione più centrale rende giustizia al suo valore” (Corriere 12.12.2012). Quest’anno c’è stata un po’ la nemesi:  se il Presepe è finito nella strada dei negozi, sono stati i negozi a costituire il Presepe fatto nella Stella Maris! Il fascicolo Estate 2013 di “Hotel Service” invece cita questo punto di Milano Marittima non certo come indecente anzi “è una delle passeggiate più famose che si snoda nello spazio di alcune centinaia di metri nel cuore di Milano Marittima”. Quanto alla guida “Il cervese.it” sempre del Estate 2013 (pag. 30) cita il centro come “luogo privilegiato per il passeggio e gli incontri”. Cos’è cambiato in tre mesi? Come all’improvviso Dorian Gray vede finalmente il suo vero volto nel quadro falsato dal sortilegio? Forse è che ci parlano sempre della cornice mentre del quadro (quello vero) non ne parla nessuno, ed anche i pochi che lo guardano, in verità non lo vedono!

Volendola buttare sul ridere, potremmo ricordare come, già da tempo, ci fossero segnali di tale “abbandono” del Matteotti. I soliti che ci istruiscono quotidianamente sul nostro paese, già avevano conferito la palma al “mondanissimo Viale Gramsci” (Voce 22.06.2013) definito da un nostro assessore la nostra 5a Avenue; o quando ci avevano edotto che Viale Milano è “la strada più IN di Milano Marittima” (Carlino 27.03.2013). Quale fosse la ratio per stilare questa classifica che sa più di becero campanilismo paesano che di città di vip, vorrei tanto saperlo, ma da residente storico mica posso permettermi di dire “bau”, ci mancherebbe! Parlando seriamente, tutto Viale Matteotti sarebbe da riattare, in primis il tratto opposto, quella a Nord presso le colonie. I problemi a Milano Marittima pare siano sempre e solo di chi ci visita e non di chi ci abita! Se un marciapiede è sconnesso, ci infortuniamo allo stesso modo io residente e il turista. Anzi, visto che io qui ci abito 365 giorni all’anno è più facile rispetto visitatori occasionali. A meno che non ci siano marciapiedi riservati che noi residenti non conosciamo o non possiamo calpestare, un po’ come “il marciapiedi di destra che porta all’Eliseo (di Parigi) che è riservato alle autorità” (Carlino 16.01.2013). Sembra un’altra battuta, invece questi articoli (Corriere e Carlino 11.01.2014) riportano per l’ennesima volta una forma mentis che si estrinseca nella citazione delle presunte “parti più pregiate della città”. Già in altri articoli ho detto che sarebbe ora di finirla con questa mentalità classificatoria, che a Milano Marittima era ASSOLUTAMENTE SCONOSCIUTA fino ancora agli 80-90 allorché non era scattata una certa frenesia e i prezzi di attività e case erano abbastanza uniformi in TUTTA Milano Marittima dove un negozio alla rotonda pagava come uno alle traverse, fidatevi di chi queste cose se ne ricorda perché c’era. Anzi, questa mentalità, questa recente sovrastruttura è stata dannosa per tutti. In primis per chi, avendo casa o attività “fuori” dell’area considerata centrale e pregiata se l’è vista deprezzare e, talvolta, disprezzare. Quindi sarebbe da chiedere i danni d’immagine, e non solo. Ed è stata controproducente anche per gli addetti ai lavori, che prima potevano chiedere affitti alti in tutta Milano Marittima, ora invece non più, sempre per lo stesso motivo. Infine se la lingua italiana non è un opinione l’intervista sottende anche qualcosa di più, dicendo infatti che le zone “più pregiate sono messe male” e sono addirittura “all’abbandono” significa che le zone di Milano Marittima “meno pregiate” sono messe pure peggio! Insomma questa intervista dice più coi suoi risvolti e sottintesi, che con le affermazioni ad effetto e alquanto discutibili. Forse per venire a capo di tutta questa misteriosa faccenda potremmo chiedere al giallista Miller Gorini, forlivese, che ha ambientato proprio a Milano Marittima il suo ultimo lavoro (Corriere 18.12.2013). Il racconto si intitola “TAC”. Ecco, forse la nostra città avrebbe proprio bisogno di una… tac!

Milano Marittima sarà gemellata a Milano per l’Expo 2015. La ditta ultracentenaria “Pavoni” di Milano, la prima al mondo a creare macchine da caffè, per l’occasione ha realizzato due nuovi modelli, “Milano 2015″ ed “Expo 2015″. Nel 1974 Giò Ponti realizzò anche lui un modello per la Pavoni, ora esposto al museo Mo.Ma. di New York. Noi a Milano Marittima avevamo non una macchinetta del caffè ma addirittura una splendida villa firmata Giò Ponti che si trovava in Viale Tiziano, recentemente abbattuta per farci appartamenti. Queste cose, si che gridano vendetta e sono indecenze, ma di ciò nessuno ne parla né si scandalizza. A proposito, sapete già chi saranno gli ospiti del nuovo Vip Master? Questo si che è interessante no?

La villa firmata dal famoso designer e architetto Gio Ponti si trovava in Viale Tiziano, fu poi abbattuta per costruirvi al suo posto alcuni moderni villini. A Milano Marittima abbiamo avuto altre ville costruite o abitate da personaggi celebri come quella dei parenti eredi dell'attore Hollywoodiano Monty Banks, o quella dove abitavano i ricchi ebrei ferraresi Finzi-Magrini legati alla corte sabauda ed ai quali si ispirò Bassani per i suoi Finzi-Contini

FOTO: La villa firmata dal famoso designer e architetto Gio Ponti si trovava in Viale Tiziano, fu poi abbattuta per costruirvi al suo posto alcuni moderni villini. A Milano Marittima abbiamo avuto altre ville costruite o abitate da personaggi celebri come quella dei parenti eredi dell’attore Hollywoodiano Monty Banks, o quella dove abitavano i ricchi ebrei ferraresi Finzi-Magrini legati alla corte sabauda ed ai quali si ispirò Bassani per i suoi Finzi-Contini.

Il Conte che non conta