La Prima Guerra Mondiale a Milano Marittima

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prima guerra mondialeOvviamente, il legame tra Milano Marittima e la Prima Guerra Mondiale (1914-1918) è molto diverso da quello fra la località ed i fatti della Seconda, che qui furono ben più vissuti dalla popolazione. Il legame fra Milano Marittima e il primo conflitto, però, in un certo senso non fu meno stretto: la prima toponomastica della cittadina infatti era perlopiù improntata ad episodi e personaggi di quella “Grande Guerra”. Dipoi la nostra primitiva toponomastica s’arricchì di riferimenti a fatti e personaggi del Ventennio Fascista. Dal 1946 in poi, ci fu una sistematica revisione, molto è sparito, pochissimo è rimasto. Per esempio, rimane il nome del grande asse Viale Vittorio Veneto che richiama l’omonima battaglia, viale che Gino Pilandri chiama nei suoi appunti “è viél di Pén” prendendo una gran cantonata. Infatti il vero nome sarebbe Viale dei Pini Giuseppe Palanti come fu battezzato proprio dal Comune con tanto di cerimonia il 25 Luglio del 1948. Tornando alla Grande Guerra, le strade di Milano Marittima erano intestate a vari personaggi, molti dei quali poi erano legati alla nostra città avendovi case, proprietà di vario genere, amici e parenti. Per esempio, l’attuale Viale Romagna (concentrico alla Rotonda Primo Maggio) avente diametro di 340 metri, fino al 1940 era diviso in 4 sezioni: quella a Nord era Viale Armando Diaz; quella ad Est Viale generale Cantore; quella a Sud Viale duca d’Aosta; quella ad Ovest Viale Luigi Cadorna. Poi, nel 1940, le parti divennero solo due: quella verso il mare Viale Diaz; quella a monte Viale duca d’Aosta. Nel 1948 il tutto fu ribattezzato Viale Romagna. Poi le vie Cesare Battisti, Fulcieri di Calboli, Oberdan, Baracca, Piave, Ventiquattro Maggio, Toti. Veniamo ai personaggi, l’Italia entrò in guerra nel 1915, un anno dopo le altre nazioni e ci fu un lungo dibattito su questa scelta, fra interventisti e pacifisti. Prima pacifista poi interventista fu Mussolini, che nel 1939 si vide intestato il Viale Dux, poi divenuto Nullo Baldini. Accesa interventista era la “Regina dei salotti” ravennati Catina Serena-Monghini, esponente di un’illustre dinastia dell’alta borghesia risalente al 600 e che da sempre ha un piede a Milano Marittima con amici e parenti. Famiglia molto importante e molto discreta. A donna Catina si contrapponeva la fervente pacifista contessa Gabriella Spalletti Rasponi, ravennate, i cui parenti Mazzolani e Ginanni-Fantuzzi tuttora abitano tra Cervia e Milano Marittima dove fanno parte della vecchia élite locale. Ai Mazzolani si deve per esempio il primo cinema di Milano Marittima, l’Arena Mare. Nel 1935 soci in affari dei Serena-Monghini (Almapetroli) erano i conti Baracca, anche loro con casa nella nostra città da tanti anni anche se distante dalla via intestata all’avo aviatore. In realtà, Milano Marittima ha visto due vie Baracca. La prima risale al 1935, poi cambiò nome ed oggi è Via Cimarossi. L’attuale Via Baracca è tale dal 1946, prima si chiamò Via Montello nel 1935 e poi via Tommaso Gulli nel 1940. Viene da chiedersi come mai questo continuo rimescolamento di carte, anzi di strade! La vecchia contessa Baracca era solita fare da sola le proprie compere. Alla Quinta Traversa aveva l’appartamento anche un membro della famiglia dell’asso dell’aviazione. Baracca era un asso come l’amico Fulco Ruffo di Calabria (1884-1946) padre dell’attuale regina dei Belgi. Sia i Ruffo di Calabria che i Cadorna sono famiglie legate da stretta parentela ai Brichetto-Arnaboldi la famiglia di nascita di quella Letizia Moratti venuta a Milano Marittima per aprire il fattivo gemellaggio con la sua Milano in vista dell’Expo 2015. Giovani combattenti pluridecorati e ambedue di famiglia forlivese furono Fulcieri Paulucci di Calboli (1893-1919) e Guido Guarini-Matteucci (1881-1915) quest’ultimo cugino del Re di Romania. Paulucci si meritò una via a Milano Marittima (oggi Via Spontini) mentre il conte Guarini che ha casa anche a Milano Marittima gestisce a Cervia la sua Farmacia, ed è parente del nostro parroco padre Galesini. Eroico bambino combattente fu il contino Frangiotto Pullé (1904-1961), che in trincea sotto il Podgora si diede da fare come portaordini ad 11 anni. Via Podgora a Milano Marittima esiste tuttora. Da tanti anni ha casa qui la figlia, vedova dell’ingegnere Uberto Santini di Cesena che lavorò per anni al Comune di Cervia, riattò i Magazzini del Sale e soprattutto impedì che si facesse il terzo grattacielo. Altri due membri della stessa famiglia combatterono distinguendosi, cioè il padre ed il fratello del suddetto Frangiotto. Suo padre, il vecchio conte Felice Pullé (1866-1962) fu ufficiale medico ed inventò anche degli scarponi termici in grado di resistere a parecchie decine di gradi sotto lo zero! Partecipò all’impresa di D’Annunzio come Direttore Sanitario dell’esercito fiumano. Fratello di Frangiotto e figlio di Felice fu Federico Pullé (1897-1966) combattente volontario nella famosa Terza Armata. Fu proprio per rifornire la Terza Armata che avvenne la grande deforestazione della nostra millenaria pineta. Federico fu un grande amore di Edda Mussolini Ciano, figlia del Duce. Il suocero di Edda, Costanzo Ciano (al quale è dedicata la Colonia Varese conosciuta appunto come Colonia Costanzo Ciano) partecipò con D’Annunzio alla nota “Beffa di Buccari” e a Milano Marittima gli fu intestata una strada (cfr. planimetria di Milano Marittima del Pedretti) quella che oggi è la Terza Traversa. Edda Ciano ebbe legami con varie persone collegabili alla nostra città oltre agli amici conte Pullé. Un uomo di fiducia suo e di sua madre aprì un bar alla Quinta Traversa (Bar Aurelia). Una nuora di Edda ha tuttora amici in una delle più distinte e vecchie famiglie dell’alta borghesia faentina con villa alle traverse. Gli Ausiello-Mazzi sono invece nipoti di una nemica di Edda, la nobildonna Carla Mazzi Approvini (tra l’altro grandissima amica di Maria Callas, che veniva spesso ospitata nella villa di famiglia sul Lago di Garda). Edda Ciano aveva un caratterino da paura, ed un giorno in un  locale pubblico mentre terrorizzava il personale fu affrontata dalla Mazzi. Davanti alla solita battuta “Ma voi non sapete chi sono io?” della Mussolini, la nobildonna veronese le rispose davanti all’uditorio incredulo “E chi se ne frega!”. E pensare che anche Hitler era carino con Edda. Alla Terza Traversa c’era la villa (che fu anche del noto industriale delle bibite Casella) del pluridecorato Carlo Delcroix (1896-1977) che fondò  l’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra. La svolta nel conflitto, dopo Caporetto, si ebbe quando l’imbelle Cadorna fu sostituito dal maresciallo Diaz per volere del Presidente del Consiglio Vittorio-Emanuele Orlando, la cui sorella era entrata per matrimonio nella nobile famiglia Ausiello, anch’essa presente e residente a Milano Marittima da vari decenni. Anche loro sono presenti da decenni, i discendenti (a partire dalla figlia) di Ettore Muti (Muty) ma più noto per imprese successive che per la partecipazione, giovanissimo anche lui, alla Prima Guerra Mondiale. Residente storica di Milano Marittima è la famiglia dei marchesi Bartolini-Salimbeni cui appartenne Giulio Clemente aviatore nella squadriglia di Baracca e collaudatore alle Caproni.

Il Conte che non conta