L’illustre tradizione dell’arte del ricevere

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Se le vecchie cronache turistiche e mondane ricordano quando al Mare Pineta venivano in incognito membri della famiglia reale inglese e la grande cena di gala del 1929 col duca delle Puglie Amedeo di Savoia, è altrettanto vero che le famiglie della “upper class” di Milano Marittima avevano anch’esse alle spalle una illustre tradizione dell’arte di ricevere le personalità. In quegli anni Catina Serena-Monghini era definita “la regina” dell’alta società ravennate e tuttoggi i nipoti a Milano Marittima sono serviti dal maggiordomo in giacca e guanti bianchi. I conti Pullè ospitavano nella villa riccionese il Duce e la principessa Ileana di Romanìa, sorella del Re Carol II°, zia del Re Pietro II° di Jugoslavia e moglie del pretendente al trono di Spagna. I conti Folicaldi nel 1857 avevano accolto nel loro palazzo di Bagnacavallo Papa Pio IX°. I conti Ferniani nel 1717 avevano ospitato nel loro palazzo faentino il Re d’Inghilterra. Quanto ai conti Mazzi, nel 1655 avevano accolto nel loro palazzo di Imola la Regina Cristina di Svezia. Ed in tempi più recenti, donna Carla Mazzi (prozia del conte Ottavio di Milano Marittima) ha spesso ospitato la sua intima amica Maria Callas nella villa di famiglia a San Vigilio, sul Lago di Garda. Memorabile il ballo per le nozze del Conte Domenico Guarini di Forlì con la cugina del Re Pietro V° del Portogallo e del Re Alberto I° del Belgio. Quanto ad un’altra esponente della VERA élite di Milano Marittima la sig.ra Alessandra Leonesi Colombi (nipote della contessa Adriana Ricciardelli di Faenza) è intima di Casa Savoia (vedi l’accoglienza che ha fatto recentemente a Bologna al principe Emanuele Filiberto). Questo sì che è il GLAMOUR. Un abisso fra chi sedeva su un trono vero ed i “tronisti” della tv che vengono qui oggi. A Cervia hanno la casa (cfr. elenco telefonico) i principi tedeschi Henckel Donnersmarck, tra i più grandi signori d’Europa e cugini dei Granduchi del Lussemburgo, eppure vivono in maniera così discreta che non li conosce nessuno, mentre le mezze calzette vogliono sempre mettersi in mostra in ogni occasione.

Il Conte che non conta