La vita è tutto un clic

hotel casa major
La vita è tutto un clic

Giornale di Cervia con intervista a Thomas Venturi

Guardateci, cosa c’è dietro ad una foto? Una data? Un nome? Il timbro del fotografo? Solo spazio bianco? Anche. Tuttavia dietro ad ogni foto, c’è tantissimo! Ricordi, commenti e tanto altro, come ci si vestiva, ci si pettinava, i vecchi nomi dei bagni e degli hotels ecc. Pura antropologia, come ha dimostrato Alessandro Sistri col suo recente bellissimo libro fotografico “Spiaggia. Antropologia balneare riminese”. Già la copertina è una meraviglia che invita a sfogliare il restante. E’ un peccato che i fotografi succeduti a Zangheri, Crepaldi, Santarelli si siano specializzati esclusivamente nel fotoritratto, tralasciando tutti gli altri soggetti facendo in modo che un libro fotografico sulla Milano Marittima più recente sia impossibile, se non con i contributi dei privati, cioè fotografi amatoriali dalle cui foto è possibile estrapolare indizi. Questo blog meriterebbe d’essere visitato anche solo per la splendida rassegna fotografica offerta dal suo autore Thomas Venturi, che meriterebbe una mostra a sé. Già assiduo di Milano Marittima come tanti suoi concittadini delle più varie estrazioni sociali, Vittorio Sgarbi tempo fa disse che guardare le vecchie foto è come compiere un esumazione. In parte è vero (quante nostalgie!) ma c’è molto di più, come detto in principio. Penso a cosa ha detto Crepaldi dopo la sua mostra ai Magazzini del Sale, un successone specie per i giovani che dai genitori e dai nonni non avevano saputo quasi nulla di un così ricco passato della nostra città. Quindi si è fatta foto-didattica. E’ forse per questo stesso motivo che tutt’oggi noi sul blog riceviamo poco o nulla dai nostri concittadini a livello fotografico e documentario con alcune eccezioni di vecchi cervesi che ringrazio ancora come i Giunchi e la famiglia Coppola Ressi. Siete così gelosi delle vostre vecchie foto o non ne avete? Emozioni da scoperta e riscoperta le ho provate sfogliando un album ormai centenario, lasciatoci da una delle famiglie fondatrici del quale ho già parlato in un altro articolo. Un album pazzesco sotto vari aspetti (vedi fotomontaggio di una Milano Marittima del futuro) come quelli conservati in Sicilia dal marchese Spedalotto che sono una delle raccolte più belle e meglio conservate d’Italia. Chissà che fine ha fatto il ricco patrimonio fotografico dell’avv. Redenti, so da amici comuni che c’era e spero ci sia ancora. Qualcuno ha delle foto ma non ritiene di doverle condividere, diversamente da quanto ha fatto, dandomi una bella emozione, il nobile ravennate Alberto Malagola mandandoci una ricca mail con foto e documenti sulla sua famiglia e Milano Marittima. Ritrovare tutte queste vecchissime foto, e tutto il loro mondo, è stato un po’ come quando sono miracolosamente riapparsi tanti dei negativi spariti dopo la sua morte nel 1969 di Mark Shaw, grande fotografo di costume di Harpers Bazaar, Life, Vanity Fair. I grandi fotografi della vecchia Milano Marittima Crepaldi, Zangheri, Santarelli sono stati in primis fotografi di eventi, costume, società, Thomas Venturi è più un fotografo di emozioni e situazioni, nella scia di Arthur Urich e del cesenaticense Giuseppe Palmas. Solo che il Comune di Cesenatico poi comprò i negativi di Palmas (Voce 11.10.2013) mentre il ricchissimo archivio di Urich su Cervia e Milano Marittima per sua stessa sconsolata ammissione non è mai stato valorizzato.

Il Conte che non conta