Che Baracca!

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“Fu fra i maschi generato dalla matrice ferrigna dove si stampa il meglio della gente di Romagna”.

Che Baracca!

Francesco Baracca

Così descrisse Baracca il poeta soldato D’Annunzio. E romagnolissimo era Baracca, che brindava alle sue vittorie con l’Albana! Per il Centenario della Prima Guerra Mondiale fioriscono le iniziative tese a ricordare l’aviatore, in primis nella sua casa museo con nuovi cimeli e strumenti multimediali. Quanto alla pattuglia delle Frecce Tricolori, per il 2018 prepara una coreografia a lui dedicata “Il volo del cavallino”, ovvio riferimento allo stemma poi adottato dalla Ferrari. E’ uscito anche un bel libro scritto da Luca Goldoni, mio ex vicino di casa qui a Milano Marittima. E’ stato restaurato a Lugo anche il monumento eretto nel 1936. All’epoca, il discorso inaugurale fu affidato ad un suo compagno di volo, il marchese Giulio Bartolini-Salimbeni (+1957) la cui nipote è una mia buona conoscente e la cui famiglia proprio allora s’era trasferita a Milano Marittima dalla Toscana. A Milano Marittima sono presenti da decenni anche i parenti prossimi dell’asso, cioè i conti Baracca (coi cugini Serena-Monghini) ed il ramo materno, cioè i Biancoli. Sotto le finestre dei Baracca, nel curatissimo giardino dove abitano, ho anche giocato qualche volta da bambino. Milano Marittima ha ricordato Baracca nella sua toponomastica per ben due volte. La prima Via Baracca risale al 1935. Poi il nome fu mutato in Via Cimarosa. Mentre l’attuale Via Baracca risale al 1946, prima era via Montello, dove cadde l’aereo. Il mito di Baracca, non disgiunto dagli ideali del Futurismo allora in voga, avvicinarono al volo anche le donne. Di antichissima casata forlivese legata a Milano Marittima in tutti i suoi rami, fu la contessa Aloisa Guarini-Matteucci (1906-1992) che nel 1937, se non erro, fu la prima donna romagnola o comunque una delle prime a conseguire il brevetto di volo! Era cugina della contessa Maria Matteucci-Bordi Mazzi (+1954) e fra gli antenati aveva Costanza Mazzi che nel 1422 aveva sposato Tommaso Gozzadini, “Depositario del Dazio del Sale di Bologna” che aveva rapporti con le nostre saline cervesi. Altra pilotessa dell’epoca, alla quale fu dedicato nel 1996 un francobollo, fu la marchesa Carina Massone Negrone (1911-1991), genovese e molto amica di Italo Balbo che ebbe il brevetto nel 1933. In quegli anni partecipava ai Raduni Aerei del Littorio di Rimini e ha poi fondato una scuola di volo.

Il Conte che non conta