Miseria (molta) e Nobiltà (poca)

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Miseria (molta) e Nobiltà (poca)

Ordinanza?

Mentre il gotha europeo aveva occhi puntati sui piccoli Windsor e Grimaldi, a Milano Marittima Domenica 12.7.2015 era tenero veder gattonare il piccolo Vittorio Guarini di Castelfalcino nel giardino di casa ad un passo da dov’è nato il sottoscritto, sotto gli occhi puntati del giovanissimo padre, conte Franco. E se baby George ha già una sorellina, presto baby Vittorio avrà un fratellino (Pietro), i più giovani rampolli dell’un tempo numerosa noblesse di Milano Marittima (ci sono anche Anastasia e Tancredi Bargagli-Petrucci, altri bimbi di cari amici). E’ da questa età che si dovrebbe imparare l’educazione e la tanto decantata “nobiltà d’animo”, invece no, e quella Domenica del 12.7.2015 era il 1° weekend “coperto” (almeno lui) dall’ordinanza del Sindaco Coffari (9 Luglio n.24) per arginare la imperante maleducazione. Anche se non si capisce il perché solo in una zona e non in tutta Milano Marittima. Se oggi qualcuno ricorda il titolone della Voce di Martedì 25 Agosto 2009 “Requiem per Milano Marittima non sei più la perla dell’Adriatico” (riguardo al degrado ed al casinificio) ci si dimentica sempre che già l’anno prima sul Carlino del 9.9.2008 Luca Goldoni grande frequentatore e conoscitore della cittadina aveva intitolato ed argomentato “Milano Marittima mia, sei una nobile decaduta”. Del pari, molti di quelli che oggi invocano le ordinanze del Sindaco, fecero orecchie da mercante quando nelle estati 2009/10 “Radio Milano Marittima” sparava la ributtante canzoncina “Ti fai toccare a Milano Marittima la vita è sesso a Milano Marittima tutto è concesso a Milano Marittima” e le mie (uniche) rimostranze furono raccolte SOLO dal vescovo Verucchi, che s’interessò al caso. Oggi le mie domande sono altre. Ma se tutti dicono, scrivono, pensano che Milano Marittima sia un posto così “glam” e “fashion” perché chi ci viene non si adegua? Come facevano una volta i cervesi che per non sfigurare fra residenti e turisti si facevano il vestito “buono”? Adesso è tutta una sciatteria di calzoncini da calcetto, t-shirt e infradito ad ogni ora in ogni luogo. E poi ci vantiamo d’essere italiani, quelli che hanno inventato la moda, quelli che insegnano a vestire a tutto il mondo? L’apoteosi si tocca quando si sente dire che a Milano Marittima abbiamo “una clientela sempre più esigente”. Chi non conosce neanche il decoro personale ha pure la pretesa d’essere esigete a casa altrui? E dire che già quando avevo 14 anni papà mi sgridava se, alla sera, uscivo in pantaloni corti (anche se d’ottimo taglio), mentre la contessa Carini si fissava a volermi comprare originalissime camicie che aveva visto indossare a Don Johnson in una puntata di Miami Vice, un’altra a Renzo Arbore a Positano. Dicono che Milano Marittima è un posto “esclusivo”, ma allora perché è stato fatto di tutto per escludere l’élite e favorire la “calata” di orde di gente non consona? Il turismo è contare i fatturati, la gente o le presenze? E’ stupefacente vedere, specie nei weekend, gruppi di ragazzotti che girano sulle bici di tanti hotel 4/5 stelle di Milano Marittima. Più che le ordinanze, il primo passo per risolvere certi problemi sarebbe, finalmente, prendere atto della realtà e di troppe scelte sbagliate perpetrate negli anni.

Il Conte che non conta