Non vedo, non sento, non parlo
Non vedo, non sento, non parlo

“Elegantissima e rinomata località, ha saputo conservare un fascino ed un’atmosfera davvero esclusivi (…) regina dello shopping sono molti i locali dove riposarsi dalla fatica delle spese folli”: non è una delle battute di Giacobazzi su Milano Marittima a Zelig ma è la guida Vivere l’Estate 2015. E’ come le cartoline tutt’oggi ristampate dove trovi assurdità come il tramonto sul mare e dove ancora si vede il Kalumet o lo spaccio di Mecati sul canale dove da anni hanno costruito villette. Voglio dire che si continua a raccontarla chiudendo gli occhi su cambiamenti e realtà. Dall’Ottocento ad oggi, la storia di quasi tutte le località vacanziere d’élite (lo dico perché c’è l’idea a Milano Marittima di aprire un’alta scuola di turismo) insegna che è la clientela che fa la rinomanza del luogo e non viceversa! E’ la gente che porta il suo stile, non è la località che lo trasmette (qui da noi si ragiona così). Non è venendo a Milano Marittima che si diventa signori, vip e fashion! E’ la storia di località poverissime o fuori mano come Positano, S. Tropez, Marbella, Biarritz, Opicina, Capalbio, Castiglioncello, diventate “IN” perché ci andava gente “IN”. E’ il prezzo poi che fa la selezione della clientela e quando si vuole essere élite bisogna che anche la forma diventi sostanza! Chiudendo a raffica locali e negozi di alta qualità e professionalità, e lasciando moltiplicare (non è ancora finita) attività nazional popolari come pizzetterie, street bar, kebab e bazar etnici, non ci voleva la laurea in economia per capire dove saremmo arrivati. Puntando al ribasso, si ottiene il ribasso. Basti dire che una volta i Saldi si facevano a Settembre: oggi iniziano a Luglio nella “regina dello shopping coi tantissimi negozi di gran lusso” (cfr. Vivere l’Estate 2015). Mentre Alessandra Silva (già moglie del magnate Friedland e oggi “girl” di Richard Gere) ha aperto boutique in quel di Positano, a Milano Marittima sono già in programma altre piadinerie o simili per il 2016, come se non ce ne fossero abbastanza. In un intervista (Corriere 16.6.2015) il negoziante Camprini si lamenta affermando “Che ormai Milano Marittima viva un periodo penoso è sotto gli occhi di tutti, ridotti ad una clientela di giovani in ciabatte, canottiera e boxer” mentre altri lamentano l’insonnia degli da street bar o per le continue risse. Invece Milano Marittima Life (Estate 2015 n.14) racconta di “locali live dove la notte è dolce e coinvolgente” perché Milano Marittima “offre decine di alternative per tutti i gusti”. Il Corriere nel mentre titolava “Nel cuore della località succede di tutto”. Qualcuno potrà pensare che dicendo la verità si scredita la nostra immagine. La mentalità non vedo non sento non parlo è diventata il nuovo marketing della Romagna o era una vision più tipica di altre località d’Italia? Insegneranno questo nella scuola per imprenditori che vogliono fare a Milano Marittima?

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