La strage degli innocenti

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La strage degli innocenti

Piazzale Genova 2 Dicembre 2015

Un ronzio persistente che si protrae per molte ore, segno inconfondibile che c’è molto da tagliare. Tonfi, netti e pesanti, come lo scatto della lama di una ghigliottina, come quelle di un film sulla Rivoluzione Francese. Anche in questo caso decapitano un re, il pino, il re di Milano Marittima. Una rivoluzione paesaggistica e quella di un’epoca. Quando Claudia Cirino-Pomicino mi predisse che ne avrei viste di tutti i colori, tutto m’aspettavo, ma non questo. Per me che sono nato e vissuto a Milano Marittima, pini e verde sono una famiglia, non un arredo urbano, eppure, ci sono anche quelle persone che non vedevano l’ora di sbarazzarsene, prendendo la palla (e la motosega) al balzo. Questo è il vero amore dei cervesi per il verde, quell’amore che già Spallicci citava. Quando c’è da vendere la località e le case, i pini sono il valore aggiunto e si sentono pronunciare frasi come “la secolare pineta di Dante e di Byron”. Capita invece, che siano tra i piedi ed ecco che sono tutti poveri “zappini”, quindi tanti saluti ai pini, a Dante e a Byron. “Sono 200 le piante sulle quali non è possibile nessun trattamento. Anche quelle in lista da salvare, in due mesi sono notevolmente peggiorate” (Carlino 2/12/2015). Forse gli episodi non sono collegati, eppure già sul Corriere del 7/2/2014, cioè circa due anni fa, si allarmava Milano Marittima per la misteriosa malattia dei nostri pini. Per un certo periodo non si seppe più nulla, fino a quando dieci mesi dopo i giornali risuonarono l’allarme con gli stessi titoli “Una misteriosa malattia colpisce i pini” (Voce 3/12/2014), con conseguenti abbattimenti in Piazzale Napoli e altri luoghi. Calò poi di nuovo il silenzio per un anno intero, fino ad oggi, Dicembre 2015 dove, come solito, la tutela del nostro verde viene affidata alle motoseghe, dato che i nostri giardini sono gli altri a venirceli a fare a Maggio. Piazzale Genova, per esempio, già vittima di tanti tagli, adesso non esiste più e così ampi tratti del Viale Matteotti. Ma che c’importa? “Il cuore pulsante di Milano Marittima” (Voce 25/11/2015) è solo la Rotonda Primo Maggio.

Il Conte che non conta