Sapore di Mare

hotel casa major
Sapore di Mare

1968, panoramica sul Viale Matteotti

La Pantofla ha festeggiato il suo quarantesimo, con un bel libro fotografico. Sarebbe stato bello farne uno per il Centenario di Milano Marittima, con le vecchie foto delle vecchie famiglie della località (Se ne avete, mandatecele, le pubblicheremo). Se nulla è più evocativo del gusto e dell’olfatto, vi assicuro che tuttora mature signore della vecchia élite di Milano Marittima, più che certe serate danzanti, ricordano le cocomerate in pineta e i bomboloni di Giorgina Sansavini, la quale aveva i laboratori alla Settima e Terza Traversa. E se anch’io, mi metto sul sentiero dei sapori della mia infanzia, quanta Milano Marittima che sento! Ogni mattina, quando uscivo con mia mamma, c’era la formina di cioccolato dei personaggi Disney dal lattaio in angolo fra i viali Romagna e Milano (dove oggi c’è lo Zouk), e l’ovetto Kinder da Bertasi, nel suo primo negozio in Viale Matteotti. Oggi, che tutti fanno i fighetti intenditori della pasta D.O.C. di Gragnano, ricordo, a riprova che a Milano Marittima non ci mancava proprio nulla, che proprio Bertasi fu il primo a vendere questa pasta, a quei tempi sconosciuta ai più. Il primo e più famoso pastificio gragnanese, fu quello dei nobili Garofalo, e proprio l’erede Alfonso Garofalo, fu il primo amico di mio padre a venirsi a congratulare quando nacqui nel 1974. Non ho mai amato il gelato, eppure impazzivo per le coppette alla Fragola Besana che trovavo al bar dove oggi c’è il Caffé della Rotonda. A proposito: se allo Sporting o alla Perla, sentivamo chiedere il gelato, non nella “coppetta”, ma nella “mastellina”, eravamo certi di avere davanti un cervese o uno del forese, poiché allora il vocabolario era un indicatore socio-geografico non indifferente! In un appartamento sopra allo Sporting, facevo invece, abbuffate di patate fritte che preparavano solo per me nonna Nella e le figlie, le “zie” Annarosa e Malvina Franchini, amiche di mia madre di Forlì. Ricordo poi la piadina del Canalino, non c’era il chiosco ma solo il tavolo, la piastra, la bombola e l’ombrellone; che veniva “condito” dall’odore (chiamiamolo così) non certo gourmet, che veniva dai cavalli che trainavano la carrozza davanti al Caminetto. Nel ristorante più “IN” di Milano Marittima La Lanterna da Beppe, Guerrino ci serviva le sue leggendarie penne all’arrabbiata (mio padre ha imparato a farle uguali). Per restare sul piccante, la rucola ruspante che trovavamo in abbondanza all’Anelo del Pino, che a Natale forniva anche muschio per il Presepe, e i pinoli mangiati ovunque, schiacciati coi tacchi. Ricordo le succose more che d’estate si conquistavano tra i rovi. Un dolce ricordo in ogni senso, quello delle Ginevrine che le Orsoline ci davano all’asilo a metà mattina con parsimonia davvero religiosa. Ma a pranzo poi c’erano le succulente polpette mai più eguagliate! E voi? che ricordi culinari collegate a Milano Marittima?

Il Conte che non conta