Compleanni a Milano Marittima

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La chiesetta delle Orsoline

2016. Dovevamo celebrare il 60° anniversario della prima pietra (1956) della nostra Chiesa Stella Maris, il Santuario Stella Maris, finita nel 1959. Tutt’oggi in molti pensano sia la prima o più vecchia chiesa di Milano Marittima ma non è così, perché sullo stesso terreno (donato da Mussolini ai Francescani nel 1938) già esisteva la chiesetta di Santa Maria della Vittoria che oggi, rimaneggiata, funge da Oratorio. E neppure questa è la più vecchia chiesa di Milano Marittima. La chiesa primigenia è infatti nella zona più vecchia della località ed è la sconosciuta ed ancora meno frequentata chiesetta della Madonna del Buon Consiglio che affaccia su Viale Gramsci. Tutto parte nel 1914 quando un fondatore di Milano Marittima, Giuseppe Galli, si fa la villa che è ancora oggi visibile. Nel 1926 la cede alle Orsoline veronesi che avendone bisogno, si costruiscono per il culto una chiesetta attaccata alla villa Galli. Solo anni dopo nascerà l’asilo. Anni fa la chiesetta fu riattata grazie ad alcuni benefattori. In primis, cioè al 90%, grazie a William Lazzarini di Bologna, per il resto dal generale Arnaldo Giunchi dell’Hotel Crystal e dalle signore Giulietta Turchetti e Lidia La Monaca (di Chieti). E’ poi la “chiesetta di Milano Marittima” che viene citata a pagina 3 delle memorie dattiloscritte (La vita di un’aquila stanca) di Gualberto Benzi, il nonno di Thomas Venturi, fondatore di questo blog. compleanni a Milano MarittimaQuindi, prendendo come data il passaggio di proprietà 1926, quest’anno sono ’90 anni (altro che i 60 della Stella Maris) che a Milano Marittima abbiamo una chiesa tutta nostra. Ma quel 1926 dice anche molto altro, e proprio Gualberto Benzi in un’altro suo scritto ce lo testimonia con una sincerità che invece molti, oggi, non hanno. Anzi, tendono a ribaltare tutta la faccenda. Perché dopo soli 12 anni Galli si disfece della sua bella villa in stile Liberty? Come mai tanti altri fondatori scapparono quasi subito da Milano Marittima? Come mai oggi 2016 restano si e no tre o quattro nipoti, che al compleanno di Milano Marittima neanche vengono invitati? Non dovrebbero essere seduti in prima fila? Sul quotidiano “Il Giornale” datato 5 Dicembre 1987 riguardo il 75° compleanno di Milano Marittima in una lunga e dettagliata lettera al direttore, il Benzi (che fu fra i primi residenti) scrisse fra l’altro “Nel 1950 ho parlato con l’ingegner Radaelli ed ho chiesto per quale motivo vendevano tutto. Mi rispose non possiamo più fare una spiaggia di lusso come era nelle nostre intenzioni (dei fondatori milanesi, ndr.), l’Amministrazione attuale vuole fare una zona di villeggiatura popolare e noi ce ne andiamo. Poco dopo incominciarono a costruire senza rispetto per i pini e senza posto per le auto (…). Questo il motivo per cui i milanesi se ne sono andati e non vengono più”. Ecco cosa c’è davvero dietro la festicciola del 14 Agosto che, comunque, non può cambiare la realtà storica.

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Il Conte che non conta