Non è un cane da Milano Marittima

hotel casa major

non è un cane da milano marittimaRicordo, quando ero bambino, il corvo che faceva compagnia sul trespolo ad un ciabattino di viale Gramsci. Ricordo il pappagallo di un hotel della Settima Traversa che era stato addestrato, forse da un cameriere di Cesena, ad apostrofare i passanti in dialetto romagnolo. Sono arrivato all’età adulta credendo che solo a Carnevale ci si vestisse “da qualcosa/qualcuno” tipo da Zorro, da fatina, da pompiere ecc. Poi un giorno, sentendo il commento di una ragazza (di Castiglione) su un baldanzoso giovanotto, ho capito che forse non ero però arrivato all’età della ragione. Per capire l’apprezzamento, che era “Guardalo, è proprio vestito DA MILANO MARITTIMA“… Ora, cari lettori, che Milano Marittima fosse un tempo luogo di grandi eleganze lo sapevo. Ma che esistesse uno specifico DRESS CODE DA MILANO MARITTIMA, corrispondente credo a certe vetrine e certi marchi, NO! Inutile dire che sciocchezze simili, di invenzione recente, non appartengono a nessuno di noi DI MILANO MARITTIMA ma libero parto di menti foreste deviate da fregole modaiole. E vale ricordare che moda non è sinonimo di eleganza e meno ancora di stile. Che poi è ciò che conta. Perché le mode passano, lo stile resta. E la questione non è neanche questa, perché di queste cose si può ridere. Il fatto è che queste personcine, magari ben dressate “DA MILANO MARITTIMA” poi non tengono un comportamento “DA MILANO MARITTIMA”. Leggo e sento sempre di glamour, fashion ecc. Ma di educazione e rispetto MAI… E qui non si ride più anzi le cronache degli ultimi anni sono una escalation di episodi vandalici e violenti. Un tempo l’eleganza di Milano Marittima metteva soggezione e incitava ad adeguarsi a certi usi e costumi. Oggi invece chi arriva col vestito firmato, col macchinone, con l’orologione e magari accessoriato di zoccolone, si sente in “diritto” di fare ciò che gli pare. Ricordo la fuoriserie parcheggiata alla Rotonda con la scritta “Fanculo la crisi” …Ricordo alcune Estati fa una radio che sparava una canzoncina che diceva “La vita è sesso a Milano Marittima tutto è concesso a Milano Marittima” …Non si pretende la conoscenza del corso completo del Galateo di Monsignor della Casa, ma una conoscenza base minimale della educazione (per capirci, nel DVD numero 1 quello di solito in omaggio ergo alla portata di tutti). Un altro giorno fui io il bersaglio di un commento analogo. Sul cane che portavo a spasso. Il grosso cane incrocio fra un pastore tedesco ed un Rottweiler dal nome terrifico (Gengiskan) ma dal carattere coccolone! Una cervese mi buttò li “Ma questo non è un cane da portare a Milano Marittima!” E dire che lo scrivente, pur non essendo tesserato ENCI, di cani qualcosa ne capisce, ma di razze abilitate (oltre ai Libri Genealogici) anche alla passeggiata a Milano Marittima proprio NO! Specie nei weekend se vedete passare un cane figo di quelli cioè di moda ed abilitati allo struscio qua, una cosa è sicura: il suo pedigree è inversamente proporzionale a quello del suo padrone.

Mi raccomando, cari lettori, se potete fate visita ai canili e potendo adottate un cane bisognoso. E poi venite a trovarci a Milano Marittima ora che anche la Chiesa Stella Maris è diventata Dog Friendly!

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi