Compagni di merende a Milano Marittima

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Compagni di merende a Milano Marittima

Balli in pineta

Messa di Pasqua 2017. Un solo chierichetto, riprova che quando c’è da mandare i figli a Catechismo per accreditarsi residenti di Milano Marittima si è centinaia, poi quando c’è da dimostrarsi comunità invece si latita più di Igor. Entrando, ecco l’amico Conte Bernabei. Adriano è il fil rouge della Stella Maris, i frati passano, lui resta, ad incarnare lo spirito semplice e primigenio della parrocchia voluta da Padre Geremia. Poi mi viene incontro la dolce Elisa Fattorini, lei pure di storica famiglia nostrana, con la sorella, la Senatrice Emma, che ha portato il nome della nostra comunità non su Milano Marittima Life ma nei più alti consessi politici e culturali internazionali. Non casualmente l’ho più volte proposta per la Cittadinanza Onoraria o come invitata davvero VIP al Compleanno estivo di Milano Marittima al posto di gente a noi estranea. Parliamo della comune amica Elda Guerra, presidentessa delle storiche italiane fin da bambina habitué della città giardino. Nel suo memoriale del 1980 fu proprio padre Ronconi a sottolineare come alcune sentite ricorrenze d’Inverno riportassero a Milano Marittima anche i padroni delle “ville estive”. Perché è questo essere una VERA comunità, è trovare persone come Bernabei o ritrovarne altre come Fattorini spesso fuori per lavoro, ma che comunque hanno in comune con te una storia, un vissuto, dei ricordi, anche dei disaccordi, non le vetrine della Rotonda 1° Maggio. È un sentimento spontaneo, intimo, non è ostentazione, non è moda, fashion, glamour, movida. Non è imposto dalla politica o dall’andazzo. Penso alle asettiche Feste del Vicinato che sono un flop dappertutto (ma guai a dirlo) o al vecchio Primo Maggio alla Bassona, che aveva assorbito la sentitissima Merenda di San Giuseppe nella pineta di Dante la cui pronipote diretta aveva anche lei casa a Milano Marittima. Ma non vi dico il nome sennò come solito quelli che dicono di non leggermi poi mi fregano le informazioni e ci fanno libri e articoli col loro nome. I riti sociali cementano le Identità di gruppo. Sia un gruppo ristretto, come quando a metà Anni ’70 i figli dei residenti ogni Domenica invernale andavano alle 17.30 a mangiare la pizza da Riccardo alla Zi Teresa. Sia quando l’intera popolazione andava a “merendare” nella pineta che già dal 1532 il Papa aveva regalato ai cervesi, un grande giardino di casa! Oggi la Pineta è invece vista come luogo non nostro, ma come luogo di appeal turistico. E proprio da quando tutta Milano Marittima è diventata come la Pineta, cioè non più parte integrante di un vissuto collettivo, identitario, ma un luogo di lavoro da mettere a reddito, è iniziata la decadenza. Da paese di persone a paese di vetrine, da paese di partecipate, sentite cerimonie aggreganti, a parco giochi turistico dove si susseguono” eventi” estemporanei e non sempre riusciti… Ecco perché sento ancora dire che d’Inverno a Milano Marittima non abita nessuno e perché per tanti Milano Marittima si esaurisce nelle vetrine della Rotonda, nei baretti e nella famosa discoteca. Un nome, anzi un brand, non più una comunità di persone con una storia…

Il Conte che non conta