Hotel Mare Pineta simbolo

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Il Mare Pineta negli anni ’40

Il 10 Agosto 2017 tutti i giornali sul caso del sindaco di Viareggio allontanato dal Club Nautico locale per essersi presentato dopo le 19 in bermuda. A parte il fatto che un sindaco dovrebbe conoscere il debito dress code per certi luoghi, anche nella vecchia Milano Marittima su questo si era tassativi, sopratutto presso l’hotel Mare e Pineta, campi da tennis in primis, dove si richiedeva pantalone lungo. Fra l’ altro proprio fra i campi da tennis e la spiaggia insisteva un ormai dimenticato minigolf tutto di erba che, da solo, simboleggiava la cura dei particolari e dell’offerta ad una clientela di alta gamma. Se sul Carlino del 10 Agosto 2012 si leggeva la solita intervista su Milano Marittima a chi non è ed anche nulla sa di Milano Marittima quella cioè davvero signorile, e si affermava erroneamente che la cittadina non ebbe mai pensioncine a conduzione familiare, è da dire che a lungo proprio il Mare e Pineta fu il solo ad essere qualificato come “albergo”. Nel 1980 padre Geremia della chiesa Stella Maris ne scrisse nel suo libro di ricordi (1980) a pagina 11 “E pensare che il primo albergo e antesignano di Milano Marittima simbolo del tutto indiscusso di Milano Marittima è sotto la Parrocchia di Cervia”. Questo per coloro che non sanno, ed i tanti che fingono di non sapere, che le parrocchie di Cervia e Milano Marittima hanno per confine la Rotonda Don Minzoni! Proprio nei saloni di questo hotel, ma anche al Deanna ed al Rouge, si tenevano cicli di importanti conferenze religiose dedicate alla Pastorale Turistica (allora avevamo anche quella). A coloro che in tempi recenti hanno proposto di abbattere mezza pineta per farvi un eliporto ad uso e consumo di fantomatici turisti oligarchi russi o emiri arabi che calano a Milano Marittima solo nella loro fantasia fashion, ricordo en passant che già nei primi anni ’60 al Mare Pineta vi erano clienti (veri) dotati di aereo personale, tipo i Vallini di Torino. Poi i veri grandi borghesi come Attilio Monti, legatissimo a Milano Marittima, che ormeggiava il suo tre alberi al largo dell’hotel.

Il Mare Pineta negli anni ’50

Ed i veri aristocratici, come i padroni della Buton, ed i falsi come il simpatico Conte Nuvoletti, cognato di Gianni Agnelli. Per ostentare un titolo si era fatto adottare in articulo mortis dal conte mantovano Perdomini, guadagnandosi così col blasone il soprannome Autonobile. Una vecchia cliente, la mia amica marchesa Adorni, mi ha raccontato che una volta scandalizzò il personale di servizio aprendo la porta in tenuta adamitica… Per non dire dei Savoia accessoriati dei gerarchi fascisti per i grandi ricevimenti. Infatti il Mare Pineta Grande Albergo (questa la dicitura esatta di allora) aveva un calendario ricchissimo di feste specie per Agosto come ora. Il 10 Agosto “San Lorenzo Patrono di Cervia”; 12 Agosto “Festa di Milano Marittima”; il 13 Agosto “Festa dei Fiori”; il 19 “Festa del Tennis”… e poi c’era la mondanità, non le pupazzate di oggi, quando l’eleganza sfilava a Milano Marittima per tutte le strade non solo certe sere in viale Gramsci! C’era la “Gran Serata Martini & Rossi” poi il “Veglioncino della Stampa”. Ma non fatevi ingannare dal diminutivo, perché era sottotitolato “Raduno di eleganza ai margini della incantevole pineta”! In fine è emblematico che, nonostante oggi si strombazzi tanto un presunto sentimento IDENTITARIO cervese da preservare, NESSUNO abbia detto nulla quando al posto del glorioso maneggio (e centinaia di Pini) si è fatto un gruppo di palazzine, e poi quando la vecchia ala Focaccia è stata abbattuta per sostituirla con un anonimo cassettone.

Il Conte che non conta