Milano Marittima non è pop

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Milano Marittima non è pop

Villa Picone a Milano Marittima

Biarritz, Portofino, la Costa Smeralda, Positano (baronia della famiglia di mia nonna) o Saint Tropez, tutti luoghi poverissimi, assurti si fastigi turistici quando gente “IN” iniziò a frequentarli rendendoli quindi “IN”. Per Milano Marittima si ragiona al contrario, si insiste che la località è ELEGANTE di per sé e per una ridicola transitività diventerebbe elegante chi la frequenta o abita con buona pace dei negozi griffati del centro e dei bagni della Stella Maris piastrellati Valentino Design. In questo filone l’articolo di Vanity Fair del 6 Novembre 2017 “Weekend a Milano Marittima un po’ come a Miami”. Già il titolo cela una vision errata. Milano Marittima è Milano Marittima, amen, e deve preservare le sue caratteristiche peculiari, per le quali si veniva dal 1912! A partire dai tedeschi, che magari balbettavano l’italiano al pari dei primi bagnini e albergatori perlopiù dialettofoni, ma alla fine si intendevano benissimo. Perché quando sei genuino ed autentico piaci, e l’intesa è immediata e durevole. Secondo la giornalista Milano Marittima è “Bella, divertente, pop ed anche chic”… Dove sia pop mi sfugge, certo è che l’aggettivo CHIC finisce in coda (quasi un lapsus freudiano da colpo apoplettico per Donna Letizia che vede tutto chic) quando un tempo proprio lo chic era la nostra prima ragione sociale. Poi la frase che pare smentire tutto il resto “Accessibile sotto tutti i profili e SUFFICIENTEMENTE ELEGANTE, PERSINO BELLA”… Già, il prezzo e l’eleganza, però quella vera, data dall’educazione insita in primis nelle famiglie della nostra vecchia Milano Marittima, la buona borghesia e la noblesse. Su Venerdì di Repubblica del 28/7/2017 Vittorio Zucconi, ricordando le vacanze dai parenti alla 11a Traversa, scriveva che per tanto tempo era andato altrove tipo Pinarella “PER IL TIMORE DEL PREZZO” e soprattutto perché “A MILANO MARITTIMA ARRIVAVANO I FORTUNATI, LA CASTA”. Poterci villeggiare era appunto un traguardo sociale, dopo quella che lui definisce “MARCIA MISTICA”. Adesso è spesso la marcia dei gruppi degli addii a celibato e nubilato. Settembre è arrivato, il mese che sforava fino ai primi di Ottobre, con le vecchie famiglie che, in ville e giardini, scambiavano visite sia informali che mondanissime, coccolate dal clima ancora mite e dalla bellezza, anche lei low profile, dei primi colori autunnali caldi e riposanti. L’aria salottiera che posso ritrovare ancora dalla frizzante signora Maria Loreti (fan del nostro blog) figliola di un grande di Romagna, il dottor Mario Loreti di Forlì. Oppure nei miei omologhi, nell’aristocrazia trendy dei Marchesi Bargagli Petrucci, nell’aristocrazia intellettuale della contessa Grazia Zanotti Cavazzoni o nell’aristocrazia sportiva dei conti Lajolo di Cossano cioè la solare contessa Raffaella ed il Conte Emanuele, Presidente della Reale Società Ginnastica di Torino. L’abito più bello ed elegante da indossare a Milano Marittima non è griffato, ma è l’educazione. Si porta con tutto e non passa di moda, perché è STILE. Le mode passano, lo stile resta…

Il Conte che non conta