Ruotando

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Rieccoci a Natale (2017) e riecco la pista del ghiaccio attorno alla Rotonda Primo Maggio. Celiando, ma è storia vera, si potrebbe obiettare che a Milano Marittima una pista di ghiaccio già l’avevamo, quando cioè soggetti a ben più rigidi Inverni, il nostro Canalino gelava così tanto da poterci camminare e pattinare sopra senza problemi, come mi raccontava la marchesa Bartolini Salimbeni che ci abitava davanti! Comunque la pista più famosa di Milano Marittima rimane quella del circuito cittadino fra il 1964 e 1970.

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Circuito Motociclistico di Milano Marittima

Il Gran Premio Internazionale per le moto classi 125/250/500 che iniziò il 12 Aprile 1964. Poi dal 10 Aprile 1967 iniziò anche il Gran Premio dei Sidecars, che stranamente oggi molti dicono non esserci mai stato! Cervia aveva già visto nel 1923 il Circuito del Savio, che riguardava però le automobili, baciava Castiglione e San Zaccaria con arrivo e fine davanti alla basilica di Sant’Apollinare in Classe. Fu allora che Ferrari ottenne dai genitori di Baracca di poter usare il suo stemma col famoso cavallino rampante. E tuttora la nobile famiglia fa parte dell’élite di Milano Marittima in quella zona delle traverse un tempo nota come Piccolo Parioli. In tempi più recenti, negli Anni ’60, i giovani residenti trovavano altri simpatici passatempi, come organizzare la gimcana in Piazzale Donatello (senza licenza) tanto allora non avevamo nessun problema né di traffico né di viabilità! Sempre in Piazzale Donatello, ma negli Anni ’70, si organizzavano invece battaglie aeree di aeromodellismo, ovviamente installando tutto attorno una rete protettiva. Poi c’erano le riprese con le automobili in via Jelenia Gora ispirate al film “American Graffiti”, un po’ pericolose per la verità… Invece negli Anni ’80 i ragazzini si divertivano con le Mountain bike sulle rampe della Colonia Varese, essendo facile l’accesso perché il grande parco antistante non era così fitto e selvaggio come lo vediamo oggi. Per il Centenario di Milano Marittima era stato promesso un revival del circuito motoristico ma poi non abbiamo saputo più nulla, ed è stato un peccato perché a livello mediatico sarebbe stato un simpatico volano pubblicitario (del resto siamo la terra delle due ruote per eccellenza) ed un bel amarcord per noi residenti storici… Che quando eravamo piccoli non avevamo piste di ghiaccio ma ci accontentavamo di andare a scivolare con gli slittini (chi non lo aveva usava dei grossi cartoni!) per i dossi della pineta cercando di evitare le vecchie recinzioni arrugginite del vecchio aeroporto militare inglese che la neve nascondeva alla vista.

Il Conte che non conta