I nuovi capri espiatori di Milano Marittima sono i maranza, che non sono altro che il risultato finale di una situazione che va avanti da più di 20 anni.
A Milano Marittima sono arrivati i maranza. Faccio quasi fatica a scriverlo, oltre a crederci, per uno come me cresciuto con altri “canoni”, avendo vissuto gli ultimi bagliori della Milano Marittima di élite (quella vera). A Milano Marittima sono arrivati i maranza e per fortuna! Perché per fortuna? Perché quando non sono impegnato a smascherare falsi nobili in tutta Italia (uno siamo riusciti a sputtanarlo persino in tv) mi piace tornare nella mia Milano Marittima a smascherare le vere cazzate che vi propinano (che è anche uno dei principali scopi del presente blog).
La nuova bugia 2025 che si sta diffondendo come un mantra, una verità di comodo come tante confezionate nella storia cervese, è che se a Milano Marittima abbiamo dei gravi problemi, la colpa è dei maranza che sono arrivati a guastarci la festa, a rovinare l’immagine o meglio l’immaginario da cartolina che vi vogliono imporre, nonostante tutti vedano bene la realtà. Del resto è tipicamente italiano prendere un utile capro espiatorio e gettargli tutte le colpe per evitare di prendersi qualche responsabilità. Come tutti quelli che sono diventati antifascisti il 26 aprile 1945. Quando Rimini e Riccione hanno capito che il turismo alcolico giovanile era controproducente e lo hanno allontanato, è stato fatto di tutto per dirottarlo su Milano Marittima, pensando solo al facile cassetto immediato e senza tener conto del lato negativo già testato dalle due località sorelle.

Sia chiaro, è innegabile il problema maranza nell’estate 2025, ma è altrettanto innegabile che PRIMA non avevamo una clientela giovanile da Circolo della Caccia, e che fosse un turismo tranquillo e di qualità come qualcuno, oggi, vuol far passare per cambiare la vision e stornare le responsabilità di un degrado che ha origini ormai lontane. Quando manco sapevamo chi o cosa fosse un maranza.

Tutto è iniziato a fine anni 90, primi 2000, quando piano piano si è permesso che Milano Marittima diventasse un grande abbeveratoio diffuso, un casinificio crescente con tutti gli annessi e connessi. Prima di dar la colpa ai maranza, ho sentito spesso dare responsabilità al Comune, come se i ragazzi molesti della movida, solo oggi rinominata mala movida perché lede alcune persone e interessi, andassero a ubriacarsi e poi ad alloggiare in Comune!

Si è fatto di tutto e di più per scontentare e allontanare la classica clientela di Milano Marittima, addirittura quasi tutte le famiglie storiche hanno venduto o hanno smesso di venire a Milano Marittima, per non dire di tante attività che hanno dovuto rassegnarsi a chiudere per progressiva mancanza di adeguata clientela per esistere. Ma di questo a voialtri non è fregato mai un emerito cazzo (scusate la volgarità, ma siccome adesso mi si negano anche le nobili origini mi adeguo). Dicevate che volevamo una città di vecchi, che il turismo era cambiato, che ci dovevamo adeguare o sparire e non rompere i coglioni. Un conto è commentare col ditino svelto da casa e fare i professori di Milano Marittima, un altro è averla vissuta, aver visto e sentito quello che veniva detto in certe riunioni politiche o di categoria.

Quando certi quotidiani coraggiosi, come La Voce dell’estate del 2006 che titolava su una Milano Marittima ridotta come una discarica, oppure lettere continue di lamentele di vecchi turisti, come una per tante sul Carlino dell’estate del 2017, su una Milano Marittima ridotta pisciatoio di quelli che oggi vi vogliono far credere fosse la meglio gioventù vacanziera.
E non parliamo delle aggressioni ai Carabinieri e alle forze dell’ordine in generale che cercavano di contenere i primi eccessi, non solo di decibel, e sugli articoli dedicati ci si potrebbe aprire una intera biblioteca. La situazione attuale, purtroppo, non è dovuta ad un caso, ovvero l’arrivo dei maranza, che sono solo la logica conseguenza di una politica turistica deleteria voluta ed incentivata da tanta gente a vario titolo e livello.
Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi