aerei Archivi - Il blog di Cervia e Milano Marittima

Addestramento Frecce Tricolori a Cervia (IL VIDEO)

Il video dell’addestramento delle Frecce Tricolori a Cervia effettuato nella tarda mattinata di oggi.

L’addestramento delle Frecce Tricolori a Cervia si è svolto nella tarda mattinata di oggi, Mercoledì 6 Aprile 2022, sull’Aeroporto di Pisignano, sede del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Addestramento Frecce Tricolori a Cervia

In questo periodo dell’anno, che precede l’inizio della stagione estiva italiana, le Frecce Tricolori lasciano la loro base aerea di Rivolto, in Friuli Venezia Giulia, per eseguire diversi voli di addestramento fuori sede.

La formazione si reca quindi ad Aviano, Grazzanise, Ghedi, Istrana e, per l’appunto, la nostra Cervia per trovare caratteristiche orografiche differenti rispetto a Rivolto, per fare in modo di addestrare i nuovi piloti a volare il programma acrobatico anche in assenza dei consueti riferimenti visivi al suolo.

Infatti, forse non tutti lo sanno, ma per eseguire le complesse forme acrobatiche del programma i piloti delle Frecce Tricolori fanno grande affidamento sui punti di riferimento a terra come laghi, fiumi, colline e grandi edifici con forme particolari.

Lo spostarsi dalla propria zona di comfort di Rivolto complica non poco le cose ai piloti che sono costretti a trovare nuovi riferimenti e sfruttare al massimo il loro orientamento.

Ringraziamo Azzurro Tricolore per averci inviato il video delle Frecce Tricolori a Cervia e, se siete amanti della pattuglia acrobatica più famosa del mondo, vi invitiamo a fare un giro sul suo canale YouTube perché è davvero ricco di contenuti unici e di qualità.

Ecco il video dell’addestramento delle Frecce Tricolori a Cervia.

Scie chimiche sopra a Cervia?

Cosa sono le scie chimiche e perché non dovete averne paura. Un articolo anticospirazionisti curato da Thomas Venturi.

Nel corso degli anni mi è capitato di sentire alcune lamentele da parte di persone stese a prendere il sole riguardo alle scie bianche che si trovavano sopra alle loro teste. Addirittura, una volta, un signore disse che non sarebbe andato in spiaggia perché c’erano troppe scie… chimiche!

Da appassionato di aeronautica e curatore di questo blog, sento il bisogno di fare un po’ di chiarezza per far capire che si può andare al mare anche con quelle scie. Conscio che non riuscirò a far cambiare le idee dei cospirazionisti, il mio intento è quello di far comprendere, a chi è incuriosito da questo fenomeno, cosa in realtà siano quelle scie.

COSA SONO LE VERE SCIE CHIMICHE 

Per farlo partiamo proprio da loro, le scie chimiche, quelle vere, quelle create con lo ioduro d’argento per far piovere. Nel corso degli anni si è cercato di mettere a punto un sistema per stimolare le nuvole a far piovere in quelle zone dove la pioggia arriva di rado, oppure, per aiutare alcuni cumuli temporaleschi a scaricare pioggia prima di accumularne troppa ed evitare così tanti disastri (in Italia negli ultimi anni sarebbe utile).

Tutti questi tentavi sono però sperimentali e hanno portato sempre a scarsi risultati, facendo venire non pochi dubbi sull’utilità di questa pratica. Ma soprattutto, credete che al giorno d’oggi se veramente volessero modificare il clima con delle scie, non le renderebbero trasparenti per non farci insospettire?

I MOTORI TURBOFAN E TURBOPROGETTO: COSA SONO E COME FUNZIONANO.

Ma ora cerchiamo di capire cosa sono, invece, quelle lunghe scie bianche che vediamo tutti i giorni (o quasi) sopra le nostre teste. Partiamo col dire che a crearle sono i motori turbofan e turbogetto degli aerei di linea. Senza entrare nei dettagli del funzionamento di un motore a turbina, credo sia di dominio pubblico il fatto che essi funzionino ingerendo aria dalla parte anteriore facendola poi fuoriuscire dal retro attraverso il passaggio dalle turbine di bassa e alta pressione e dalla camera di combustione.

Ed è proprio qui che sta il concetto base. L’aria che entra nella turbina è quella che, ad una certa altitudine, è generalmente molto più secca e fredda di quella a livello del mare. Il motore per funzionare è soggetto ad alte temperature e quindi in uscita l’aria sarà più calda di quando è stata aspirata, inoltre, la combustione, qualsiasi combustione, anche quella del barbecue di casa vostra, rilascia una certa quantità di acqua fra i vari elementi di scarto.

IN CONLCUSIONE

Quindi, riassumendo, l’aria in uscita dal motore sarà più calda e umida di quella che è entrata, perché verrà scaldata dal motore e inumidita dalla combustione. Ma questo da solo non basta a creare la scia, infatti, perché la condensa avvenga, ci devono essere dei nuclei di condensazione, e questi nuclei ce li offrono le particelle di scarto della combustione come la CO2.

Quando una massa d’aria calda viene fatta raffreddare, il vapore d’acqua presente all’interno può condensare legandosi alle micro particelle di cui sopra, un po’ come quando alitate contro un vetro e notate che questo si appanna: in quel caso avete appena creato una condensazione, voi ci mettete l’aria calda e umida, il vetro, che dovrà essere più freddo del vostro alito, fungerà da particella di condensazione.

Ricapitolando la scia bianca che vedete dietro agli aerei altro non è che acqua condensata. Il fatto che alcune siano più lunghe, persistano più a lungo o scompaiano quasi subito, dipende da alcuni fattori atmosferici quali freddo e umidità presenti nell’aria. Ma perché spesso vediamo queste scie formare strani reticoli nel cielo? Questo avviene perché il cielo è attraversato dagli aerei utilizzando delle aerovie che sono come le strade per le nostre macchine e si possono incrociare sopra dei punti ben precisi.

Per concludere, come avrete ormai capito, si, potete andare tranquillamente al mare anche se vedete decine di quelle scie bianche!

Thomas Venturi

Se sei interessato a sapere cosa succede a Cervia, Milano Marittima e dintorni, ti invitiamo a leggere la sezione dedicata all’attualità

La vita di un’aquila stanca

Nella vita di ognuno di noi arriva quel giorno dove ti trovi a frugare in soffitta tra i vecchi oggetti di famiglia coperti da anni di polvere. E’ stato così per me quando, nella casa a Cervia in previsione di un trasloco, ho trovato un vecchio libro scritto a macchina. Non avevo idea di cosa potesse essere, e così, tolta la polvere e voltata l’anonima copertina blu mi balzò agli occhi il titolo “La vita di un’aquila stanca“; avevo tra le mani il libro di memorie di guerra di mio nonno.

Leggerlo è stato emozionante perché mi ha permesso di conoscere un lato della sua vita, quello durante la carriera in Aeronautica nella Seconda Guerra Mondiale, da vero avventuriero, molto distante dal nonno tranquillo e casalingo che avevo conosciuto. Mi è stato chiaro fin da subito che il suo desiderio era che il libro fosse letto, una conferma l’ho avuta quando all’inizio del testo originale scrive “Per faticare meno a tenere il libro in mano, conviene levare i relativi fogli aprendo gli anelli”.

La vita di un'aquila stanca

Nel libro Gualberto Benzi racconta la sua vita da quando era un bambino che scorrazzava tra le Cervia e Milano Marittima dei primi anni ’20, a quando dovette scampare alla morte durante le battaglie in aereo e i bombardamenti, per finire con la rara malattia al cuore che colpì sua moglie.

“La vita di un’aquila stanca: Diario di un aviatore della Seconda Guerra Mondiale” è una esclusiva Amazon al prezzo di €14,99 per la versione cartacea e €8,99 per quella in formato Kindle.

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Aeroporto militare di Milano Marittima

“Eravamo ancora una volta in movimento, ci spostarono lungo la costa, questa volta a Cervia, che era stata un villaggio di pescatori trasformato in un luogo turistico con un sacco di piccole ville”…“Attraverso la pineta avevamo scavato una pista pavimentata con piastre in acciaio collegate tra loro”…”Tante cose sono accadute a Cervia, gli aerei volavano in continuazione”…” Non abbiamo visto molto di Cervia. La maggior parte di noi erano troppo occupati per andare a ubriacarsi in paese…”.

Ricordi di Bill Barwick, pilota del 112° Squadron RAF

mappa aeroporto militare di milano marittima

Ricostruzione dell’aeroporto basata sui reperti e le foto © Thomas Venturi. Clicca per visualizzare in HD

Era il 22 Ottobre del 1944 quando venne liberata Cervia e a Novembre il comando inglese iniziò i lavori di costruzione dell’aeroporto militare nella pineta di Milano Marittima. Questa zona fu probabilmente scelta per la sua posizione discretamente nascosta dai pini e per la comodità di avere le due grandi colonie Montecatini e Varese a disposizione per la rimessa degli aerei in riparazione. Il disboscamento a monte del Viale Matteotti non fu un problema per i potenti bulldozer dei militari. L’aeroporto militare di Milano Marittima era popolato da inglesi, australiani e sudafricani. La pista era lunga almeno 1500 metri ed era composta da grelle, strisce d’acciaio traforato inventate dalla U.S. Army Waterways Experiment Station negli Stati Uniti, con il nome Marsden Matting. Abbiamo testimonianza che a costruire la pista dell’aeroporto fu il 112° Squadron RAF arrivato per primo il 19 Novembre del ’44. L’aeroporto militare di Milano Marittima era in posizione tattica, a sole 24 miglia dal fronte e quindi eventuali richieste di supporto alle truppe di terra potevano essere soddisfatte in tempi brevissimi. Il 3° Squadron RAAF portava sostegno all’avanzata dell’Ottava Armata e aveva inoltre il compito di tenere sotto pressione le linee di comunicazione tedesche nel nord Italia, sia ferroviarie che stradali, per evitare l’arrivo di rinforzi al fronte, effettuando nel contempo azioni in Jugoslavia contro le truppe tedesche che combattevano i partigiani di Tito. Tra le tante missioni ce ne sono due delle quali abbiamo rintracciano la documentazione, la prima riguarda il bombardamento di Reggio Emilia e la seconda fu quella denominataOperation Bowler” con obiettivo il porto di Venezia della quale facciamo un breve riassunto. Erano le 14.30 del 21 Marzo 1945 quando gli aerei capitanati dal Colonnello George Westlake, decollarono dalla pineta di Milano Marittima per radunarsi sopra a Ravenna e andare in direzione Venezia. La missione di bombardamento fu talmente chirurgica che alcune persone uscirono nelle terrazze delle loro case a guardare gli aerei. La missione durò in tutto un’ora e mezza, di cui dieci minuti di furiosi scontri nei quali i tedeschi ebbero la peggio. Alle 16.05 le squadriglie poggiarono di nuovo le ruote sulla pista di Milano Marittima.

Il generale Alexander a Milano Marittima

L’arrivo a Milano Marittima del generale Alexander (a sinistra). Notare l’aereo B-25 con il quale è atterrato.

La pista d’atterraggio fu usata per far atterrare il B-25 sul quale viaggiava il generale Alexander che venne in Romagna per presenziare alle esercitazioni di sbarchi dal mare con i Fantails che da metà marzo 1945 si tennero sulle spiagge dei lidi ravennati in previsione dello sfondamento finale sulla Gotica.

rimboschimento pineta milano marittima

Rimboschimento pineta. Foto: Sante Crepaldi

L’aeroporto militare di Milano Marittima fu attivo per soli 7 mesi e fu smantellato tra Maggio e Giugno del ’45 conseguentemente alla resa delle forze tedesche in Italia. Quando gli Alleati lasciarono Milano Marittima si curarono ben poco di ripulire la pineta, in pratica non fecero altro che abbandonare tutto ciò che non riuscirono a portare con loro, per questo motivo abbiamo ritrovato numerosi reperti e nel 2005 furono ritrovate addirittura diverse parti di un Mustang australiano. E’ doveroso ricordare l’impegno prezioso che profuse Germano Todoli nel piantare una quarantina di ettari di pineta. Con l’appoggio del comando forestale lavorò per anni per neutralizzare l’inquinamento lasciato dall’aeroporto utilizzando i fanghi dell’impianto di depurazione per arricchire il terreno e ripiantando in continuazione piante nuove in sostituzione di quelle cadute. Finalmente nel 1987 venne eliminata la recinzione di filo spinato che la delimitava e la striscia di pineta fu aperta al pubblico.

Nel ’46 tornai a Milano Marittima e vidi che c’era rimasta solo metà della torre della colonia Montecatini”…”Un giorno andai in pineta a vedere l’aeroporto, l’avevano rasa al suolo!”

Ricordi di Aurelio De Maria

pineta di milano marittima

aeroporto pineta giorni nostri

Da questa immagine è possibile capire come nella foto precedente manchino più dei tre quarti della pineta (Google Earth 2015)

Leggi anche: Colonia Varese parte dell’aeroporto militare di Milano Marittima

Leggi anche: Colonia Montecatini parte dell’aeroporto militare di Milano Marittima

Leggi anche: Cosa rimane dell’aeroporto militare di Milano Marittima

GLI SQUADRONI CHE OPERARONO NELL’AEROPORTO MILITARE DI MILANO MARITTIMA

3° Squadron RAAF (Royal Australian Air Force) “Desert Air Force” con aerei North American P-51D Mustang che rimasero a Milano Marittima fino al 18 Maggio 1945

stemma 3 squadron

450° Squadron RAAF (Royal Australian Air Force) “Desert Harassers” rimasero a Milano Marittima dal 25 Febbraio al 19 Maggio 1945 con aerei Curtiss Kittyhawk P-40 e capo squadriglia Jack Carlisle Doyle

stemma 450 squadron

112° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito, con aerei North American P-51D Mustang rimasero a Milano Marittima dal 19 Novembre 1944 al 25 Febbraio 1945

stemma 112 squadron

260° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito con aerei North American Mustang Mark III rimasero a Milano Marittima da Febbraio a Maggio 1945

stemma 260 squadron

250° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito con aerei Curtiss Kittyhawk IV rimasero a Milano Marittima da Febbraio a Maggio 1945

stemma 250 snq raf

5° Squadron SAAF (South Africa Air Force) del Sud Africa con aerei North American Mustang Mark III rimasero a Milano Marittima da Febbraio a Maggio 1945

stemma 5 squadron

657° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito, con aerei Auster rimasero a Milano Marittima dal 29 Novembre al 15 Dicembre del 1944

657sqn

LE LIVREE DEGLI SQUADRONI PRESENTI A MILANO MARITTIMA

Il 3° Squadron RAAF aveva come insegna sul timone la costellazione “Croce del Sud” costituita da 5 stelle bianche in campo azzurro di cui quattro a sette punte e una a cinque punte. Inoltre su alcuni aerei, in coda c’era disegnato un piccolo coccodrillo nero del quale però non si conosce l’origine e che sembra fosse presente anche sugli aerei della S.A.A.F.

112° Squadron RAF colorazione operativa a Milano Marittima

112° Squadron RAF colorazione operativa a Milano Marittima


3° Squadron RAAF colorazione operativa a Milano Marittima

3° Squadron RAAF colorazione operativa a Milano Marittima

 

IL VIDEO DELL’AEROPORTO

LE FOTO DALL’AEROPORTO

Primavera del 1945, gli armaioli portano 4 bombe da 3 pollici ad un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.

Primavera del 1945, gli armaioli portano 4 bombe da 3 pollici ad un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.


North American P-51D Mustang del 3° Squadron RAAF staziona a Milano Marittima nel maggio del 1945. Notare anche i Curtiss Kittyhawk sullo sfondo. Probabilmente quella striscia di terra che si vede dietro agli aerei è il canale della cupa che confina con Lido di Savio.

North American P-51D Mustang del 3° Squadron RAAF staziona a Milano Marittima nel maggio del 1945. Notare anche i Curtiss Kittyhawk sullo sfondo. Probabilmente quella striscia di terra che si vede dietro agli aerei è il canale della cupa che confina con Lido di Savio.


North American Mustang del 112° Squadron RAF, caricati con bombe GP da 500libre, pronto a partire per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella pianura padana.

North American Mustang del 112° Squadron RAF caricati con bombe GP da 500libre, pronti a partire per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella pianura padana.


Kittyhawks a pochi minuti dal decollo. Notare l’equipaggio sulla punta delle ali per guidare i piloti nel rullaggio.

Kittyhawks a pochi minuti dal decollo. Notare l’equipaggio sulla punta delle ali per guidare i piloti nel rullaggio.


aeroporto militare di milano marittima

Un Martin Marauder, bimotore USA bombardiere leggero in fase di rifornimento. L’edificio dietro all’aereo sembra essere compatibile con la colonia Varese che ha in realtà 4 piani di finestre ma è probabile che da questa prospettiva il primo piano venga nascosto dalla vegetazione.


North American Mustang Mark III, del 260° Squadron RAF, decolla dall’aeroporto, armato con otto missili da 3 pollici posti sotto ogni ala. L’ombra dell’aeromobile rispetto al sole è un chiaro segno che il decollo era in direzione Lido di Savio.

North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF decolla dall’aeroporto armato con otto missili da 3 pollici posti sotto ogni ala. La striscia di alberi che si vede sembra essere quella a margine dell’attuale Golf Club.


Armatori montano missili da 3 pollici su un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.

Armaioli montano missili da 3 pollici su un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.


La coda danneggiata di un Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX529, del 450° Squadron RAAF, che è stato trasportato di nuovo alla base di Milano Marittima, dal comandante di Squadriglia J.C. Doyle, dopo essere stato colpito dal fuoco antiaereo durante un attacco. L’edificio che si vede dietro è un angolo della colonia Varese.

La coda danneggiata di un Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX529 del 450° Squadron RAAF che è stato trasportato di nuovo alla base di Milano Marittima dal comandante di Squadriglia J.C. Doyle dopo essere stato colpito dal fuoco antiaereo durante un attacco. L’edificio che si vede dietro è un angolo della colonia Varese.


Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX745 ‘OK-Y’, del 450° Squadron RAAF, caricato con tre bombe GP da 250 libre per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella Pianura Padana.

Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX745 ‘OK-Y’ del 450° Squadron RAAF caricato con tre bombe GP da 250 libre per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella Pianura Padana.


Marzo 1945, cpl Robert “Jock” Sinclair, sull’ala dell’aereo Mustang Mk IV, pilotato da David Musther.

Marzo 1945, cpl Robert “Jock” Sinclair sull’ala dell’aereo Mustang Mk IV pilotato da David Musther.


Il sergente John (Jock) McAuley posa davanti al suo Mustang sulla pista dell’aeroporto.

Il sergente John (Jock) McAuley posa davanti al suo Mustang sulla pista dell’aeroporto.


1945, il maresciallo John Taylor esamina il proiettile tedesco che ha colpito il suo aereo.

1945, il maresciallo John Taylor esamina il proiettile tedesco che ha colpito il suo aereo.


1945, l’aviere JL Gilmore fa il bagno in uno dei numerosi canali di irrigazione a Milano Marittima. Il canale attraversa il campo del 450° Squadron RAAF.

1945, l’aviere JL Gilmore fa il bagno in uno dei numerosi canali di irrigazione a Milano Marittima. Il canale attraversa il campo del 450° Squadron RAAF.


1945, un danneggiato P-40 Kittyhawk Curtiss del 450° Squadron RAAF sotto la manutenzione del meccanico. Non è in buone condizioni ma volerà di nuovo.

1945, un danneggiato P-40 Kittyhawk Curtiss del 450° Squadron RAAF sotto la manutenzione del meccanico. Non è in buone condizioni ma volerà di nuovo.


1945, ritratto dell’ufficiale di volo Bill Purssey di Brisbane davanti al suo Mustang. Pilota del 3° Squadron RAAF.

1945, ritratto dell’ufficiale di volo Bill Purssey di Brisbane davanti al suo Mustang del 3° Squadron RAAF.


1945, ritratto dell’ufficiale di volo Burton, un pilota del 3° Squadron RAAF. Questa squadriglia ha dato un valido supporto all’Ottava Armata.

1945, ritratto dell’ufficiale di volo Burton, pilota del 3° Squadron RAAF. Questa squadriglia ha dato un valido supporto all’Ottava Armata.


1945, Ritratto del maresciallo John Taylor del 3° Squadron RAAF.

1945, ritratto del maresciallo John Taylor del 3° Squadron RAAF.


1945, membri del 3° Squadron RAAF davanti ad un North American P51 Mustang. Da sinistra: Flying Officer I.G Purssey, maresciallo J.B. Taylor, Flying Officer B. Burton e il capitano A.F. Lane.

1945, membri del 3° Squadron RAAF davanti ad un North American P51 Mustang. Da sinistra: Flying Officer I.G Purssey, maresciallo J.B. Taylor, Flying Officer B. Burton e il capitano A.F. Lane.


1945, l’aviere e cuoco RJ Lewis del 450° Squadron RAAF suona la fisarmonica per intrattenere J. Madigan di Melbourne pochi minuti prima del pasto serale.

1945, l’aviere e cuoco RJ Lewis del 450° Squadron RAAF suona la fisarmonica per intrattenere J. Madigan di Melbourne pochi minuti prima del pasto serale.


Marzo 1945, uomini del personale di terra del 3° Squadron RAAF leggono le lettere con le ultime notizie dalle loro famiglie.

Marzo 1945, uomini del personale di terra del 3° Squadron RAAF leggono le lettere con le ultime notizie dalle loro famiglie.


Marzo 1945, con l’offensiva di primavera in pieno svolgimento, le due squadriglie di caccia bombardieri RAAF della Desert Air Force sono state molto impegnate dalla mattina presto fino a tarda notte, in stretto sostegno all’Ottava Armata nella Pianura Padana. In questa foto il personale di terra della Desert Harassers del 450° Squadron RAAF sta prendendo un pasto frettoloso tra le operazioni di routine.

Marzo 1945, con l’offensiva di primavera in pieno svolgimento, le due squadriglie di caccia bombardieri RAAF della Desert Air Force sono state molto impegnate dalla mattina presto fino a tarda notte in stretto sostegno all’Ottava Armata nella Pianura Padana. In questa foto il personale di terra della Desert Harassers del 450° Squadron RAAF sta prendendo un pasto frettoloso tra le operazioni di routine.


Marzo 1945, alcuni uomini fanno manutenzione ad un North American P51 Mustang. In basso a destra si vede quella che presumibilmente è la casa dietro al Woodpecker. La posizione sembra essere confermata dalle ombre che vanno da sud a nord.

Marzo 1945, alcuni uomini fanno manutenzione ad un North American P51 Mustang.


Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e armando con bombe un North American P51 Mustang.

Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e armando con bombe un North American P51 Mustang.


Maggio 1945, durante le fasi finali dell’offensiva di primavera, i cacciabombardieri australiani erano continuamente in aria a sostegno dell’Ottava Armata a Trieste. Il personale di terra RAAF ha fatto la sua parte in modo significativo, montatori e armaioli in particolare, hanno fatto un lavoro splendido e qui sono al lavoro su un Kittyhawk del 450° Squadron RAAF (Desert Harassers). Da sinistra a destra: E. Brown, F. Edwards, L. F. Wilson. Nota: l’edificio in rovina è la Colonia Montecatini.

Maggio 1945, durante le fasi finali dell’offensiva di primavera i cacciabombardieri australiani erano continuamente in aria a sostegno dell’Ottava Armata a Trieste. Il personale di terra RAAF ha fatto la sua parte in modo significativo, montatori e armaioli in particolare, hanno fatto un lavoro splendido e qui sono al lavoro su un Kittyhawk del 450° Squadron RAAF. Da sinistra a destra: E. Brown, F. Edwards, L. F. Wilson. Nota: l’edificio in rovina è la Colonia Montecatini.


Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e arma con bombe un North American P51 Mustang prima di un’altra missione di perlustrazione a Bologna e nella Valle del Po, a sostegno dell’avanzata dell’Ottava Armata.

Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e arma con bombe un North American P51 Mustang prima di un’altra missione di perlustrazione a Bologna e nella Valle del Po a sostegno dell’avanzata dell’Ottava Armata.


Marzo 1945, ritratto del maresciallo Arthur William Pardey del 3° Squadron RAAF, seduto nel suo cacciabombardiere Mustang Mk III (notare il tettuccio di tipo Malcolm). Arthur si appresta a decollare per l’ultima missione operativa della sua squadriglia.

Marzo 1945, ritratto del maresciallo Arthur William Pardey del 3° Squadron RAAF. Seduto nel suo cacciabombardiere Mustang Mk III (notare il tettuccio di tipo Malcolm) Arthur si appresta a decollare per l’ultima missione operativa della sua squadriglia.


Tenda nell’aeroporto. Nota: borsa di tela per l’acqua e tela lavabo esterne. La primavera era arrivata.

Tenda nell’aeroporto. Nota: borsa di tela per l’acqua e tela lavabo esterne. La primavera era arrivata.


Tre armatori del 450° Squadron RAAF caricano bombe da 500 Libre su un rimorchio.

Tre armaioli del 450° Squadron RAAF caricano bombe da 500 Libre su un rimorchio.


Aprile 1945, Un P-51 Mustang del 3° Squadron RAAF

Aprile 1945, un P-51 Mustang del 3° Squadron RAAF


Marzo 1945, il P-51K Mustang dello squadron leader Murray Nash del 3° Squadron RAAF

Marzo 1945, il P-51K Mustang del leader di squadriglia Murray Nash del 3° Squadron RAAF.


Aprile 1945, P-51K Mustang del 3° Squadron RAAF

Aprile 1945, P-51K Mustang del 3° Squadron RAAF.


Aprile 1945, l’anglicano Padre Bob Davies di Newcastle, da la comunione nella “Koala Casa” (nome originale): il club ricreativo australiano che confina in pineta con gli hangars degli squadroni della RAAF.

Aprile 1945, l’anglicano Padre Bob Davies di Newcastle da la comunione nella “Koala Casa” (nome originale): il club ricreativo australiano che confina in pineta con gli hangars degli squadroni della RAAF.


31 Marzo 1945, giornata dello sport per gli australiani del 3° Squadron RAAF. Il tempo era bello, i concorrenti erano in gran forma e gli spettatori applaudirono e urlarono a squarciagola. JB Taylor controlla la barra del salto in alto. Il campo che si vede è quello dello Stadio dei pini di Milano Marittima.

31 Marzo 1945, giornata dello sport per gli australiani del 3° Squadron RAAF. Il tempo era bello, i concorrenti erano in gran forma e gli spettatori applaudirono e urlarono a squarciagola. JB Taylor controlla la barra del salto in alto. Il campo che si vede è quello dello Stadio dei pini di Milano Marittima.


Maggio 1945, foto di gruppo sulla pista d’atterraggio a Milano Marittima del 450° Squadron RAAF (Desert Harassers) davanti ad un loro Curtiss P-40 Kittyhawk.

Maggio 1945, foto di gruppo sulla pista d’atterraggio a Milano Marittima del 450° Squadron RAAF (Desert Harassers) davanti ad un loro Curtiss P-40 Kittyhawk.

ANNOTAZIONI E INCIDENTI CERTIFICATI NELL’AEROPORTO MILITARE DI MILANO MARITTIMA

(Fonte Aerei Perduti)

4 Gennaio 1945 – Spitfire IX

Pilota Lt. J. Roelofse del 4° Sqn. SAAF . Precipitato nella zona delle saline di Cervia per avaria del motore.

25 Febbraio 1945 – kittyhawk

Il Pilota Douglas Lachlan ha subito ferite alla testa e agli arti inferiori, quando con il suo aereo Kittyhawk ha attraverso un campo minato a Milano Marittima. Jack Doyle e Stan Watt hanno assistito alla collisione e il diario personale di Stan riporta quel giorno memorabile: “Ho seguito con attenzione i passi di Jack attraverso il campo minato e l’ho poi aiutato a portare Doug all’ambulanza”.

Questo episodio segnò la fine del servizio di Douglas nel 450° Squadron RAAF e come lui stesso ricorda: “Sono andato molto bene fino a quando sono riuscito ad abbattere uno dei velivoli di Sua Maestà.” In seguito è stato insignito del Distinguished Flying Cross per i suoi sforzi coraggiosi.

9 Marzo 1945 – Kittyhawk IV – Kittyhawk IV

Nel pomeriggio dodici kittyhawk IV del 250° Sqn. RAF erano di ritorno dal bombardamento dello scalo ferroviario di Cittadella. Durante la manovra di avvicinamento alla pista, a sudest della medesima, due velivoli entrarono in collisione: il nr. FT882 del Lt. D.B. Tattersall ed il nr. FT865 del Lt. Somerset, sudafricani. Entrambi i piloti restarono uccisi nell’incidente.

18 Marzo 1945 – Kittyhawk IV

Il Lt. R.S.M. Wingfield, sudafricano del 450° Sqn. RAAF stava decollando alle 13,20 con il suo Kittyhawk IV nr FX568 quando esplose il pneumatico del ruotino posteriore. L’aereo sbandò per alcuni istanti poi si impuntò con il muso sulla pista.

3 Aprile 1945 – Mustang

Il Mustang CV-L, KH-806 del F.O.I.S Purrsey fu colpito dalla contraerea e venne recuperato dopo un ammaraggio di fortuna nelle acque dell’Adriatico.

16 Aprile 1945 – Mustang IV

Alle 15,25 decollarono dodici Mustang IV del 3° Sqn. RAAF diretti verso Reggio Emilia in missione di bombardamento. Immediatamente l’aereo nr KH710 del W/O D.J Wells accusò gravi problemi di surriscaldamento costringendo il pilota al rientro: il motore non gli permise addirittura di raggiungere la pista e il Mustang si fermò prima, fracassandosi in un rovinoso atterraggio nei pressi dell’aeroporto. Fortunatamente le due bombe da 500 libbre che aveva ancora sotto le ali non esplosero e Wells se la cavò senza riportare ferite.

12 Maggio 1945 – Kittyhawk IV FT930

Il ventunenne sergente Ronald Henry Scharf del 450° Sqn. RAAF perde quota durante una planata di avvicinamento e si impunta con l’aereo al suolo. L’aereo prendere immediatamente fuoco uccidendo il pilota che verrà seppellito nel cimitero di guerra a Ravenna.

Informazioni e materiale fotografico sono ricerche di Thomas Venturi