bunker Archivi - Il blog di Cervia e Milano Marittima

Ripresi i lavori del lungomare a Milano Marittima

A che punto siamo con la costruzione del lungomare a Milano Marittima? Facciamo il punto della situazione anche in previsione dei bunker tour.

Con l’arrivo dell’autunno sono ripresi i lavori di riqualificazione dell’area demaniale tra Via Mascagni e Via Arrigo Boito a Cervia.

Come già successo per il tratto precedente, quello che da Via Mascagni arriva al Canalino di Milano Marittima, continuerà la costruzione del lungomare di Milano Marittima che in questo caso verrà portato a termine arrivando fino al porto.

Ma, come sa chi ci segue da anni, la parte che a noi interessa maggiormente è quella legata ai bunker tedeschi della Seconda Guerra Mondiale.

IL LUNGOMARE A MILANO MARITTIMA E I BUNKER TOUR

Il fatto che questo blog negli ultimi anni abbia acceso i fari su questi manufatti storici ha fatto si che non venissero seppelliti sotto una gettata di cemento come è già successo per altri che si trovavano in zona.

Il Comune di Cervia ha ascoltato le nostre richieste e ha quindi inserito i bunker nel progetto con la volontà di inglobarli e valorizzarli nel nuovo lungomare che dovrebbe essere completato in primavera.

Di seguito vi lasciamo alle foto che abbiamo scattato nel cantiere.

Ripresi i lavori del lungomare

Gli sbarramenti anticarro denominati Denti di Drago che vediamo nella foto in alto rimarranno al loro posto come già avvenuto per gli altri.

ripresi i lavori del lungomare

Il bunker modello Regelbau 668 con all’interno un dipinto originale tedesco verrà restaurato dal team CRB360.

Ripresi i lavori del lungomare

Un dettaglio dei basamenti in cemento armato dei Denti di Drago che erano uniti fra loro sotto terra.

ripresi i lavori del lungomare

Il bunker in questione è una postazione per mitragliatrice chiamata Tobruk ed è stata restaurata già con i lavori dello scorso anno.

Thomas Venturi

Se sei incuriosito dalle nostre ricerche e dai tour che partiranno, speriamo a breve, ti invitiamo a rimanere aggiornato leggendo qui

Camminata Storica

Camminata StoricaIl 30 Marzo 2014 è stata una data importante per questo blog e il progetto di ricerca storica che vi sta dietro perché è avvenuto ufficialmente il primo “Bunker Tour” italiano che a quel tempo avevamo definito semplicemente “camminata storica”. Non avremmo mai pensato che un argomento “difficile” come la Seconda Guerra Mondiale potesse riscontrare un tale interesse e portare così tanta gente in una città oggi famosa più per le veline e i calciatori che per altro. Riuscire a radunare oltre 100 persone in un evento culturale-storico è stata veramente una grande sfida perché abbiamo organizzato tutto da soli, in forma privata e senza scopo di lucro. Siamo inoltre rimasti molto colpiti dalla partecipazione delle persone di ogni età che ci hanno letteralmente coperti di domande, ma anche di proposte, come quella di restaurare uno dei bunker visti durante la camminata storica e, per rispondere a quanti ce lo hanno chiesto, il progetto del restauro noi lo abbiamo già e potete leggerlo a questo link. In totale Domenica abbiamo visitato 6 bunker tedeschi dei 16 ritrovati tra Lido di Savio, Milano Marittima e Cervia. Ringraziamo sentitamente il Circolo Nautico Amici della Vela e l’Hotel Aurelia che ci hanno permesso di accedere ai loro giardini per vedere i bunker e, nel caso dell’Aurelia, addirittura internamente. Infine l’ultimo ringraziamento va a tutte le persone che hanno partecipato al Bunker Tour dedicandoci 2 ore del loro prezioso tempo e facendo una importante donazione al Canile di Cervia.

La nostra Normandia

C’è un aspetto storico che è sottovalutato e che non è mai stato preso in considerazione da nessuna delle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, questo aspetto si chiama Seconda Guerra Mondiale. Le ricerche che ho condotto negli ultimi anni sui bunker tedeschi tra Cervia e Lido di Savio, arrivando a censirne ben sedici ancora visibili, stanno portando alla luce una realtà tangibile che è ancora li ad aspettare che qualcuno la valorizzi. Non esagero quando affermo che la Riviera Romagnola è la nostra Normandia, ma per comprendere al meglio questo concetto è doveroso analizzare alcuni importanti fatti storici inerenti la Seconda Guerra Mondiale.

La nostra Normandia

Barriere antisbarco (Denti di Drago) nella spiaggia di Cervia. In lontananza si vede il Grand Hotel

A seguito di alcune incursioni inglesi contro basi navali e sottomarine tedesche, nel 1942 Hitler iniziò la costruzione della linea difensiva chiamata Vallo Atlantico predisponendo la costruzione di 15.000 bunker da parte della Org. TODT, difesi da ben 300.000 uomini. Di questa linea difensiva faceva parte anche la Normandia che diventò famosa per lo sbarco degli Alleati.

La nostra Normandia

6 Giugno 1944, lo sbarco degli Alleati in Normandia

Tra il 1943 e il 1944, a migliaia di chilometri di distanza dalla Normandia, la risalita degli Alleati nella nostra penisola spingeva le forze tedesche a ritirarsi sempre più a nord. Per rallentare questa avanzata, i tedeschi iniziarono a costruire un’altra linea difensiva, la Linea Gotica, che si estendeva da Massa-Carrara fino a Pesaro. Nella Riviera Romagnola crearono una fascia formata da migliaia di fortificazioni, campi minati e barriere antisbarco che si estendeva, nel caso specifico della nostra zona, da Rimini fino a Comacchio.

La nostra Normandia

Ricognizione RAF del 27 Marzo 1944 che mostra i bunker in costruzione a Lido di Savio

Queste fortificazioni vennero create perché i tedeschi temevano che gli Alleati potessero aggirare la Linea Gotica con uno sbarco dal Mare Adriatico e che potessero percorrere la Via Romea fino al cuore delle difese naziste. I tedeschi sapevano che la Laguna di Venezia aveva un fondale troppo basso e per questo motivo non poteva essere usata per uno sbarco. In base ai loro calcoli, capirono che il luogo adatto per essere aggirati sarebbe stato la porzione di mare proprio davanti alla Romagna. Per questo motivo a partire da Dicembre del 1943, la 362.Infanterie Division iniziò a lavorare a stretto contatto con la Org. TODT per la costruzione di migliaia di bunker, molti dei quali sono ancora oggi visibili. Il 6 Giugno 1944 gli Alleati sbarcarono, non a Cervia, ma in Normandia e inflissero un duro colpo alla Germania nazista rendendo quelle spiagge famose in tutto il mondo. Di contro, i bunker della Riviera Romagnola non dovettero far fronte a nessuno sbarco, ma bensì all’attacco da terra degli Alleati intenti a liberare le nostre città.

bunker tedeschi la nostra normandia

Il grande bunker coperto di rovi davanti all’hotel Viamare di Cervia

Alla luce dei fatti, sono fermamente convinto che l’amministrazione comunale di Cervia si debba sentire in obbligo di salvaguardare questi reperti. Non è questione di essere di destra o di sinistra, non si può far finta di non vederli solo perché furono costruiti da Hitler. Io sono stato in visita ad Auschwitz e ho visto ciò che i bunker della Normandia, così come i nostri, dovevano difendere. E’ importante capire che se ci troviamo il 27 Gennaio a commemorare la liberazione di Auschwitz, dovremmo rivolgere un pensiero anche a questi bunker, perché fanno parte della medesima storia; furono costruiti per difendere quella folle ideologia che portò alla creazione dei campi di concentramento e allo sterminio di milioni di persone innocenti.

Bunker tedeschi la nostra normandia

1971, due bunker tedeschi in stato di abbandono sulla spiaggia di Lido di Savio

Noi del blog cerviaemilanomarittima.org insieme al Comitato Ricerche Belliche stiamo scoprendo ogni anno nuovi bunker nella Riviera Romagnola. Due restauri autofinanziati sono già stati effettuati a Cesenatico e ne abbiamo in programma uno molto importante a Cervia, riguardante un grande bunker che all’interno ha ancora un dipinto originale tedesco. Ma fino a quando non ci verranno dati i permessi dall’amministrazione comunale, avremo le mani legate.

Thomas Venturi

Restauro del bunker a Cesenatico

Restauro del bunker a Cesenatico

Esterno del bunker

Da ormai tre anni seguiamo il censimento dei bunker tra Cervia e Milano Marittima, alcuni non ci sono più, altri sono ancora ben visibili, uno in particolare è ben tenuto e ha al suo interno un dipinto tedesco risalente ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Di quest’ultimo abbiamo scritto tempo fa un progetto di restauro autofinanziato che ha già funzionato a Cesenatico con ottimi risultati ma che nella nostra città non è ancora riuscito ad essere preso in considerazione dall’amministrazione comunale. Oggi siamo stati all’inaugurazione (con tanto di comparse vestite da soldati tedeschi) del secondo restauro portato a termine a Cesenatico dal nostro collaboratore Walter Cortesi che insieme al suo team hanno ristrutturato e ricostruito fedelmente un bunker tedesco modello Vf 59a all’interno del Centro Ricerche Marine di Cesenatico. Il tutto è stato reso possibile tramite donazioni di aziende sponsor che in cambio di materiale hanno ricevuto e riceveranno pubblicità sui social network e nella segnaletica esterna e interna al bunker. Quella che segue è una carrellata di immagini che mostra le potenzialità di un’opera di restauro che saremmo in grado di realizzare anche a Cervia, ricordando che mentre noi stiamo a guardare, da oggi a Cesenatico scolaresche, turisti e cittadini potranno vedere dal vivo un pezzo importante di storia che ci riguarda tutti.

362.Infanterie Division a Cervia

362.Infanterie Division a Cervia e Milano Marittima

362.Infanterie Division

Il 9 Ottobre 1943 il Generalleutnant Karl Hans Lungerhausen ordinò di impostare un nuovo reggimento tra Ancona e Rimini come cuore di una nuova divisione. Il 14 Ottobre fu formata la “362.Schuetzen Division” per la difesa della costa adriatica. Qui, la divisione doveva costruire posizioni difensive come bunker e Denti di Drago lavorando a stretto contatto con la Org. TODT. Il 14 Novembre vennero integrati i rimanenti membri della “268.Infanterie Division” provenienti dal fronte orientale che erano sotto il comando del Generalleutnant Heinrich Greiner. Il 15 Novembre 1943, sotto il comando di suddetto comandante, venne riformata la divisione con il nome “362.Infanterie Division” alle dipendenze della “14.Armee” del Generaloberst Eberhard von Mackensen. E’ nel Dicembre 1943 che la divisione iniziò ad insediarsi nelle città della costa romagnola, fra le quali Cervia e Milano Marittima, dove iniziarono a costruire decine di bunker per la difesa costiera.

362.Infanterie Division a Cervia e Milano Marittima

Denti di Drago costruiti dalla Org. TODT durante l’occupazione della 362.Infanterie Division. In lontananza è visibile il Grand Hotel di Cervia

362.Infanterie Division a Cervia e Milano Marittima

La distruzione nel porto di Cervia dopo la ritirata dei tedeschi. Notare la svastica sul trabaccolo di sinistra

Una ricognizione aerea della Royal Air Force del 27 Marzo 1944 mostra la disposizione in spiaggia delle fortificazioni tedesche nel canale di scolo della Cupa tra Lido di Savio e Milano Marittima.

362.Infanterie Division a Cervia e Milano Marittima

362.Infanterie Division a Cervia e Milano Marittima

Generalleutnant Heinrich Greiner

Nella foto abbiamo individuato 11 bunker tedeschi più altre due postazioni dalla forma poco comprensibile. Prestando attenzione alla parte centrale in spiaggia si vedono alcune righe simili a crepe: queste altro non sono che le trincee che i tedeschi scavavano per collegare i bunker tra loro. Le trincee venivano costruite seguendo uno schema a zig zag, in questo modo qualora una parte della trincea fosse stata conquistata dal nemico, questo non avrebbe potuto colpire d’infilata il resto della trincea; inoltre, se vi fosse stata un’esplosione al suo interno, non si sarebbe propagata. Sia i bunker che le trincee venivano circondate dai Denti di Drago (sbarramenti anticarro) per evitare lo sbarco dei carri armati Alleati. Nel caso specifico di questa foto sembra che i Denti di Drago ancora non fossero stati costruiti o che addirittura non li fecero. Peccato che non sia presente una foto aerea della spiaggia di Cervia, dove invece questi blocchi vennero abbondantemente usati.

Testo e grafiche di Thomas Venturi