pineta Archivi - Il blog di Cervia e Milano Marittima

Milano Marittima verdemare

Dicono che Milano Marittima avrà un lungomare pieno di verde, ma forse non tutti si ricordano che fino agli anni ’80 di verde ce ne era più di quanto potranno mai piantarne.

Partiamo col dire che lo scrivente non fa battaglie cosiddette di retroguardia o sterili polemiche nostalgiche. Faccio semplicemente storia di Milano marittima, quella vera e debiti raffronti specialmente con chi, oggi, vuole vendere fantasie a chi magari non ha ricordi della località perché anni fa non la viveva e non la frequentava, anche per motivi di età.

lungomare

Quando oggi, infatti, leggo di continuo che Milano Marittima finalmente avrà un lungomare verde e addirittura tutta Milano Marittima è sempre più verde, mi girano quelle palle che non sono quelle che ho sullo stemma di famiglia.

hotel

Basta vedere le innumerevoli foto aeree e cartoline, se non credete a me, che dopo 47 anni di residenza annuale a Milano Marittima qualcosa da insegnare penso di avere, visto che si tratta del mio vissuto quotidiano.

spiaggia

 

Prima degli anni del Boom le case che si affacciavano sulla spiaggia avendo davanti solo le famose dune e la pineta, erano quelle che oggi si trovano nella parte di viale 2 Giugno lato monte.

Milano Marittima lungomare

Poi è iniziata la costruzione della fascia alberghiera sul mare. Nonostante ciò, fino a tutti gli anni ‘80 e non solo, la fascia compresa fra gli hotel ed il retro dei bagni era piena di verde, e nonostante oggi qualcuno minimizzi di radi cespugli, si trattava di nutrite file di alberi di vario tipo, oltre a siepi anche molto alte.

Milano Marittima verdemare

Basta guardare le foto e le cartoline, si vede bene, anzi benissimo. Poi da fine anni ‘80 è sparito non dico tutto, ma moltissimo e non è stato a causa di malattie delle piante o uragani…

Milano Marittima lungomare

Veramente allora si viveva nel verde, non solo in pineta, ma dappertutto, dalla spiaggia ai viali, alle case private e nei condomini, senza aver mai sentito nessuno lamentarsi, come qualcuno oggi che dice che gli alberi stanno bene solo in pineta. Si veniva infatti a Milano Marittima per questo. Per questa peculiarità, per questa magia, specialmente in autunno o quando nevicava.

Milano Marittima spiaggia

Del resto solo un cretino prende casa a Venezia per poi lamentarsi che c’è troppa acqua. Purtroppo negli ultimi anni a Milano Marittima le motoseghe hanno fatto da padrone e Milano Marittima può fare concorrenza alla Finlandia per esportazione di legname.

 

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Incendio nella pineta a Milano Marittima

Domenica 11 Aprile, 250mq di sottobosco sono andati in fiamme a Milano Marittima.

L’allarme dell’incendio nella pineta a Milano Marittima è stato lanciato intorno alle 10.30 della mattina da alcuni passanti che si trovavano nell’area interessata ed hanno visto del fumo alzarsi in aria accompagnato da odore di bruciato.

incendio nella pineta a Milano Marittima

Sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco di Cervia con cinque persone su di un autobotte supportate da un’altra autobotte inviata da Ravenna insieme ad altri due vigili.

Il lavoro di spegnimento del rogo è andato avanti per poco più di ora e senza particolari difficoltà. Ad andare a fuoco sono stati circa 250 metri quadrati di sottobosco e qualche pino è stato annerito dalle fiamme ma senza riportare danni che possano pregiudicarne la salute.

incendio nella pineta a Milano Marittima

Non sono ancora state chiarite le cause dell’innesco ma di certo è difficile che in questa stagione un incendio nella pineta di Milano Marittima possa verificarsi per cause naturali, non c’è quel caldo torrido da fare sottobosco secco, anche con il semplice e famoso mozzicone di sigaretta sarebbe alquanto improbabile visto il tasso di umidità medio dell’83% che riporta ilmeteo.it.

Insomma, non c’è pace per la nostra amata pineta che neanche un paio di anni fa è stata colpita dal disastroso tornado che ha abbattuto diverse centinaia di pini.

Thomas Venturi

La pineta di Milano Marittima è la più bella

 La pineta di Milano Marittima è la più bella perchè è un territorio unico e isolato da altre realtà. Un territorio da tutelare prima di tutto. La parola al Conte.

No amici lettori, non sono scivolato in uno slogan campanilistico o di quella propaganda cara a ben altra gente. Non è neanche l’età che avanza e le ormai 47 primavere, tutte passate qui, 365 giorni all’anno, con pochi episodi extra territoriali, Cervia compresa.

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI RAVENNA

Sul periodico Ravenna & Dintorni numero 897 del 4 Marzo 2021 a pagina 11 trovo un’intervista al sindaco uscente di Ravenna, il cui nonno aveva il bagno dietro casa mia. Se verrà rieletto, assicura che cercherà di ricreare ettari di bosco e pinete persi negli anni e aggiunge:

“Le pinete ravennati erano storicamente un tutt’uno da nord fino a Cervia, poi la prima guerra mondiale, l’agricoltura ed il deforestamento hanno ridotto le aree pinetali a un quarto”.

La pineta di Milano Marittima è la più bella

La pineta di Milano Marittima

PERCHÉ LA PINETA DI MILANO MARITTIMA É LA PIÙ BELLA: LA REALTÀ DEI FATTI

Non è proprio così. Il deforestamento in realtà si chiama cementificazione sistematica e progressiva. Meno ancora le pinete erano un tutt’uno storicamente! Chi davvero vuol intervenire deve capire su cosa sta ragionando. Vi consiglio la lettura di alcune pagine di un libro scritto nel 1998 da Elio Gasperoni ed Oriana Maroni cioè “Cervia, luoghi e memorie di una città”, Guide Verdi Maggioli. A pagina 98 si legge:

“ai visitatori della pineta di Cervia (che poi è tutta in territorio di Milano Marittima ndr) non è forse inopportuno ricordare 2 particolarità (…) il territorio cervese rispetto a quello ravennate ha un origine più antica. In secondo luogo rispetto ai boschi ravennati, quello di Cervia è l’unico cresciuto a ridosso del mare, in ragione del fatto che in questa area confluivano antichi cordoni litoranei, la cui origine era data dall’accumularsi di materiali trasportati dalle correnti marine.  La pineta cervese ha ospitato piante tipiche di climi più miti del tutto assenti nei boschi ravennati“.

Altro che un tutt’uno. Due zone diverse, eccome! A pagina 94 e 95 ci sono altre considerazioni illuminanti:

“È indubbio che il nuovo stabilimento termale trae beneficio dalla sua vicinanza con la attigua pineta (…) chi osserva oggi la pineta può essere colpito dalla sua piacevole integrazione con l’abitato che si sviluppa verso il mare (la cementificazione nel 1998 a Milano Marittima era partita ma in sordina ndr) del resto è proprio la presenza della pineta che rende le due città, Cervia e Milano Marittima, diverse da gran parte delle stazioni balneari della Riviera Romagnola“.

E qui non solo si sottolinea un primato, per esempio su Riccione, detta Perla verde, ma come ho più volte detto in questo blog, Milano Marittima non è un quartiere o una frazione di Cervia come Pinarella, Borgo Malva o Castiglione, ma Milano Marittima è una città a sé nonostante abbia perso tanti residenti veri e annuali insieme a tanti negozi di prima necessità e presidi di socialità.

NO AL CEMENTO E AI PARCHI

Una città green pianta alberi e fiori non fa parchi giochi al posto della pineta. Non c’è nulla che possa far meglio ad un bambino che avere la possibilità di fare delle passeggiate in un bosco, a livello emotivo e spirituale in primis. È facile fare gli spot e la propaganda. Ma se non siete cresciuti come me in simbiosi con la pineta o un altro bosco, non capirete mai abbastanza cosa voglia dire. Vedere nei rami davanti alla finestra gli uccellini che tubano, passeggiate scandite dal loro cinguettare, vedere scoiattolini che vanno da un pino all’altro come nei disegni dei libri di favole.

Purtroppo più nessuno, e non è stata colpa dell’ultimo tornado, potrà capire la magia dei viali di Milano Marittima immersi nella neve, coi pini con gli ombrelli bianchi che creavano paesaggi da non aver niente da invidiare ai boschi innevati del Trentino.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

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Milano Marittima sole e pineta

Milano Marittima sole e pineta è il nuovo articolo del Conte che ragiona su come l’urbanizzazione a Cervia prevalga sull’amore per la pineta.

Sono ormai anni che in varie parti di Milano Marittima non esiste più quella lussureggiante ombreggiatura che specie in estate dava conforto e refrigerio continuato, nonostante le stagioni non fossero così torride come le più recenti.

Specialmente nel mio Piccolo Parioli (VII Traversa ndr), che prima di vedersi praticamente azzerare il poco patrimonio arboreo rimasto, era già stato ampiamente devastato dalla cementificazione di nuovi villini e nuovi alberghi già dall’ormai lontano 1996.

Qualcuno stupirà per la precisione della datazione, ma è facile avere ricordi, quelli veri, per chi abita sul posto tutto l’anno da 46 anni e la sua famiglia ha la residenza altrettanto fissa da 1952. Basta fare un semplice foto confronto fra le stesse pubblicazioni pubblicitarie, per esempio, e così si vede subito quanto verde c’era prima e quanto dopo, se i ricordi di un residente storico non vi sembrano attendibili.

milano marittima sole e pineta

Il Piccolo Parioli di Milano Marittima

Ho riso, e come dicono i francesi ho riso verde, è proprio il caso di dirlo, quando giorni fa ho ricevuto un articolo di cronaca locale che, ovviamente, imputava alla terrificante tempesta del 10 Luglio 2019 proprio la scomparsa di tanti pini nel Piccolo Parioli, e la conseguente mancanza appunto di ombra refrigerante.

Ma è davvero storia vecchia, questa di mettere in conto a fenomeni altri, ciò che invece è al 90% opera, anzi, decisione umana. Scatta la lottizzazione di un area, ecco che spariscono i pini, idem quando si fanno nuovi hotel. Poi si sente dire che i pini si sono ammalati o è colpa dell’acqua salata. Infatti i romani antichi, noti cretini, proprio qui da noi avevano piantato alberi per far crescere materiale per la flotta, da li il nome Classe, che non è certo Bolzano.

Davanti ad un hotel fatto nuovo di zecca anni or sono non lungi da casa mia, sul marciapiedi si vedono ancora le otturazioni di non meno di una dozzina di alberi, che io per tre quarti della mia vita ricordo sanissimi. Per carità, tutto può cambiare, in un attimo, e la tempesta con venti a 150 kmh di anno scorso docet. Ma è certo che Cervia non ha mai avuto un gran rapporto con la pineta, la pubertà di Dante e Byron quando c’è da fare pubblicità, la pineta di inutili e pericolosi zappini quando c’è da far altro.

milano marittima sole e pineta

Manifesto del Comune di Cervia

Il primo che notò la faccenda fu proprio il fondatore di Milano Marittima, Palanti, che nel 1912 scrive a chiaro che il principale merito della sua società era stato preservare il Pineto dai cervesi che vi facevano legna e campi di patate. E non parliamo delle incursioni dal Forese, condannate più volte dal Comune, anche perché per antico privilegio pontificio, era solo dei cervesi cittadini lo jus lignandi.

Negli anni del boom del Dopoguerra fu invece il mitico Spallicci, nobiluomo di stirpe marchigiana ma legato alla nostra località, a dire e scrivere parole di fuoco contro un principio di urbanizzazione che, certo, non era paragonabile a quella che tutt’oggi continua, e basta girare per Milano Marittima per rendersi conto della situazione. Spallicci fece interventi sulla Gazzetta di Cervia a più riprese, basti per tutti il numero 5 1958. Fino a prova contraria anche la nostra Costituzione in articolo 9 tutela il paesaggio come bene di tutti. Il peggio fu scampato per i 50 anni della Perla Verde, il 1962, quando un immenso parco giochi era stato deciso al posto dell’area di pineta fra la attuale scuola Mazzini, il campo da golf e la Diciannovesima Traversa, che suscitò la denuncia dei romagnolisti sul numero di ottobre della Pie’ 1962 raccolta a livello nazionale da Le Vie d’Italia dello sesso mese e anno che trionfò di questo orrendo progetto che da allora nessuno ha più avuto coraggio o interesse di ricordare…

milano marittima sole e pineta

Milano Marittima quando era immersa nel verde

Per quanto mi riguarda, la ferita è ancora aperta, quella tempesta ha portato via anche tanti ricordi personali di quasi mezzo secolo. Ma ciò che è stato è stato, non lo cambieranno mai 4 righe su certi giornali…

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

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La pineta, numero verde

La pineta: una dichiarazione d’amore del Conte verso i pini e il verde di Milano Marittima che ogni anno mancano sempre di più.

Sul Corriere dell’11 Gennaio 2020 si tornava a fare il punto sulla devastazione della pineta di Milano Marittima coi 30 ettari e circa 5000 alberi fatti fuori in pochi minuti. Mi ha stupito leggere che un cippo di pino, dopo aver partecipato ad un concorso evocativo, è adesso in forza all’arredamento del Comune, ma non di Cervia, come sarebbe più logico a futura memoria, ma nel Comune di Faenza.

Nello stesso articolo si è anche citata la tempesta del 1880 che fece fuori 2126 pini. Quello che però più mi ha lasciato perplesso è stato l’articolo del giorno prima, dove si leggeva che la città del salesia, da sempre impegnata nella difesa del patrimonio messo a rischio dalle calamità, ebbe addirittura ben 21.867 alberi stroncati per assideramento nell’inverno 1979-80. C’è anche la storia dei 2126 pini, con la data 1980 e non 1880, ma può essere un errore di stampa.

La pineta, numero verde

Milano Marittima quando era immersa nel verde

IL SENSO DI MILANO MARITTIMA PER IL VERDE

A memoria mia, e anche a quella di altri, una strage da oltre 29.000 alberi non la ricordiamo affatto. Ed è strano, perché io andavo a scuola e sarebbe stata motivo imprescindibile di lezioni temi e ricerche. Invece, nulla. Una strage quattro volte quella del 2019 sarebbe entrata nella memoria collettiva, a meno che la tanto sbandierata sensibilità verde non sia cosa recente a Cervia.

Perché la storia dell’amore del verde di Cervia, evidentemente una leggenda che si vuole passare per storia, è il vero tema. Abbiamo la recente cementificazione, che ha visto intere traverse e interi lotti deprivati totalmente dei pini e del verde, dove poi sono sorti appartamenti e hotel stile Dubai.

Abbiamo la famosa storia del 1962 quando si era progettato il luna park al posto della pineta fra il Canalino e la Diciannovesima Traversa. Abbiamo fior di articoli sulla Gazzetta di Cervia a firma di Aldo Spallucci che denuncia il poco amore dei locali per la tutela del verde. Ancor prima abbiamo le lettere di Giuseppe Palanti, che dice di aver salvato la pineta con la sua garden city, altrimenti i cervesi ci avrebbero fatto dei campi di patate!

La pineta, numero verde

Veduta del Viale Leopardi e stadio negli anni ’50

IL MARE D’INVERNO SECONDO IL CONTE

Sabato 28 Dicembre su RAI 3 ho visto una trasmissione, Romanzo Italiano, con interviste a noti scrittori, Fabio Genovesi a Forte dei Marmi e Sandro Veronesi a Roccamare. Genovesi ha detto parole, in cui mi sono riconosciuto, sul vero abitare il mare d’inverno, sull’amore per la pineta e l’avversione per una parolaccia in voga a Milano marittima, “esclusivo”, perché non riflette amore per il posto, per il mare o la pineta, ma è solo un voler affermare “io posso stare qui perché ho i soldi, tu non li hai e quindi ti escludo“.

Veronesi la prima cosa che ha detto, e ripetuto tre volte, è che tempo fa ha dovuto abbattere sei pini in giardino a causa di una malattia, mentre qua li abbattono per fare le case, ed i nuovi padroni sono pure contenti di vedere meno pini a Milano marittima.

Perché sono venuti qua per il nome, il blasone, non per Milano marittima in sé. Bello vero?

La pineta, numero verde

Panoramica sul Viale Matteotti immerso nel verde negli anni ’60

Chiunque può girare in rete e trovare centinaia di foto di Milano Marittima fra gli anni ’50 e ’90 e vedere quanto verde c’era, e oggi non c’è più, e la causa non sono gli uragani. Poi per carità, fate voi, tanto noi ormai dobbiamo solo stare zitti e sentirci anche cambiare i ricordi e la vita che abbiamo vissuto, noi di Milano Marittima non abbiamo più diritto neanche ai nostri ricordi, quelli veri.

Il Conte

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